Voto: 4+
Lo scifi non è tra i miei generi prediletti, ma come al solito Melanto è in grado di ribaltare convinzioni e gusti grazie al suo modo di scrivere e alla sua capacità di delineare personaggi e interazioni.
Perché alla fine questa prima parte riguarda soprattutto i legami tra i personaggi. C'è un inizio da una parte lento per quanto riguarda la trama in sé, dall'altra col botto per quanto riguarda i due protagonisti. E devo dire che non mi è dispiaciuto, ahah! La chimica che c'è tra Selvan e Chevron è innegabile, le loro scene molto bollenti. E da questa mega bolla di sesso, ci vuole un bel po' prima di parlare d'altro e di questo altro in realtà ancora non se ne è parlato. Sono lenti, we know. Soprattutto tu, Selvan. Ha assolutamente senso però il discorso sul non potersi permettere distrazioni sentimentali sul campo di battaglia... Ma sapiamo che ci sono, quindi molla la presa.
Comunque. Selvan incarna proprio le caratteristiche dell'uomo ligio al dovere, propenso a fare del bene, che si getta nelle fauci del leone per salvare il prossimo. Ma è anche un uomo che fa di testa sua, orgoglioso, puntiglioso, che deve avere tutto sotto controllo. Più di Chevron, il che è tutto dire considerata la fine di questo volume.
Chevron è un coglioncello, lo amo. Avrei voluto molte più parti nella sua testa. Che è una testa incasinata level 999. Poraccio. È allo stesso tempo devastante e bellissima questa nuova razza dei MEGA. Certo, se non fossero degli psicopatici.. Ahaha! Comunque quello che si portano dentro è di una grandezza enorme, pensieri e tormenti e malattie mentali unite tutte insieme. Cioè, che forza che devono avere. Io non ce la farei. Chevron comunque è anche dolce, protettivo, stalker, intuitivo e capace e un clown. Il mio preferito.
Ma c'è una gamma assurda di altri personaggi, tutti ben distinti, tutti con particolarità. Spike, il rosso grezzo uomo dei boschi, lo stupido biscotto del mio cuore. Angelina già che è svedese guadagna 100 punti, ma comunque è una di quelle donne toste che ti zittiscono con un'occhiata. Melvin mi è entrato nel cuore e spero davvero che non mi deluda nel secondo. Vero? Vero. Merda del secolo è il premio che diamo a Rosales, che spero faccia una brutta fine. E i nativi americani non me la raccontano giusta, sono ancora in fase di boh.
Come dicevo sopra, la trama prende il via abbastanza in là, diciamo che un po' si vede che doveva essere un volume unico andato per le lunghe. In questa prima parte ci si concentra sull'allenamento dei cadetti e sugli incidenti che tanto incidenti non sono. Diciamo che non ho ancora capito bene chi cosa come e perché, ops. Scoprirò solo leggendo.
Comunque il mondo creato, le zone, gli spazi (nel vero senso della parola), le armi, i veicoli, le tute, i corridoi... Come al solito è tutto super visivo, tutto palpabile. La scrittura ti accompagna, ti fa immergere. La senti l'aria che ti secca la gola, lo vedi l'orizzonte rosso/blu/infinito. Vedi i combattimenti, vedi i Chevran (nome ship su due piedi, chissà se esiste, ahah) con le loro intense attività nella doccia. Ho amato la parti che si svolgono al di fuori, e la scena con i visori di realtà virtuale. Ma la mia scena madre è quel momento di dolcezza assoluta (if you know what i mean).
Ciò che porta avanti la storia, come dicevo, sono le interazioni con i personaggi. Singolari, sboccate, divertenti, crude e dure.
E il finale? Uno strazio. Grazie per questa botta di angst, ne avevo bisogno.