Strano libro a metà fra un'opera di fantasia e un'inchiesta giornalistica. Scritto bene, ma non mi è piaciuto molto. Fiumi di parole per descrivere vita morte e miracoli dei tre criminali (specialmente Izzo), alcune sottotrame di dubbio interesse, e quando arriva il momento di parlare delle ragazze coinvolte nel massacro ci si limita a poche banalità già sentite. Rosaria Lopez poi viene liquidata semplicemente come vittima: nulla si sa di lei, del suo quotidiano, dei suoi sogni, del suo lavoro, della sua vita precedente a quel tragico giorno, niente. Come spesso accade, anche le qui le vittime di efferati omicidi perdono la loro individualità, inchiodate per sempre a quell'evento e a quel ruolo come se fossero nate quel giorno. Ciò che conta sono gli assassini e basta.