I cambiamenti attraversati dalla Cina in poco più di cinquant'anni sono così profondi e radicali che, nella storia di altri paesi, analoghe trasformazioni hanno impiegato secoli per affermarsi. Là dove oggi si innalzano grattacieli dalle architetture sbalorditive, fino a pochi anni fa c'era solo campagna. Ragazzi e ragazze dell'ultima generazione, una massa di figli di operai e nipoti di contadini, sono arruolati nel settore hi-tech più dinamico al mondo. Il mastodontico inquinamento industriale si affianca alla più avanzata ricerca di fonti di energia sostenibile. Ma nonostante sia apparentemente tutta proiettata verso il futuro, la Cina contemporanea ha radici che affondano in un passato millenario, al quale spesso attinge traendone valori, idee, strategie che usa nel confronto sempre più serrato con l'Occidente. È un gigante con un'identità fatta di contrasti, che mischia furiosamente passato e presente in modo del tutto inedito ai nostri occhi. Simone Pieranni ci accompagna alla scoperta della Cina più contemporanea, immergendoci sapientemente nella sua atmosfera, indagandone i valori, guardando alle più recenti tendenze culturali, ma soprattutto smontando pezzo a pezzo quel volto apparentemente contraddittorio che si mostra allo sguardo del laowai, dello straniero.
Simone Pieranni, laureato in Scienze Politiche, nel 2009 ha fondato China Files, agenzia editoriale con sede a Pechino che collabora con media italiani con reportage e articoli sulla Cina. Dal 2006 al 2014 ha vissuto in Cina, scrivendo per media italiani e internazionali. Dal 2014 lavora alla redazione esteri del Manifesto.
"La Cina nuova" di Simone Pieranni fornisce delle ottime lenti attraverso le quali comprendere meglio la Cina contemporanea, che troppo spesso noi interpretiamo scorrettamente osservandola con lenti occidentali, forse troppo occidentali, impedendoci così di leggerne in modo adeguato i processi che in essa hanno luogo.
È perfetto per chi, come me, sa poco o niente della Cina: fornisce spunti da cui partire per approfondire gli argomenti che ci incuriosiscono di più. Mi è piaciuta molto la struttura dei capitoli.
Questo suo saggio, basato sul confronto di dicotomie ontologiche (diadi che non si escludono a vicenda, ma che si compenetrano, all’interno di una società estremamente complessa), racchiude l’anima della Cina contemporanea, così distante culturalmente da quello che in Occidente viene considerato “common sense”, eppure attivamente presente in questo mondo post-globalizzato.
Completo e preciso, qua come in ogni suo testo, l’autore rimane scorrevole ed accattivante anche inserendo, continuamente, citazioni di studi e dati statistici, ma soprattutto riesce ad analizzare senza giudizio un modo di vivere, per certi versi, alieno rispetto alla nostra sensibilità.
Pieranni, come sempre, una garanzia.
La sensazione che la mancanza di libertà sia meglio della mancanza di controllo: in quest’ultima espressione, Mitter riesce a riassumere perfettamente perché oggi la Cina è quella che è, perché si accetta l’invasività della tecnologia, del controllo sociale e in alcuni casi perché la popolazione ha deciso di abiurare alla richiesta di maggiori diritti: la libertà è barattata con l’ordine, suprema richiesta da parte del popolo cinese che conosce la propria storia.
Dall'analisi di Pieranni emerge una Cina caratterizzata dalle contraddizioni (Pubblico/Privato, Metropoli/Campagna, ecc.) tra aspetti apparentemente inconciliabili ma che coesistono, dando vita a qualcosa di nuovo. Merita una menzione d'onore la presenza dalle fonti in mandarino.
Saggio interessante che cerca di indagare alcune delle apparenti contraddizioni della società cinese (ad esempio socialismo / mercato). L'autore ha vissuto in Cina per 8 anni e non di rado lega descrizioni di situazioni ed esperienze realmente vissute alla trattazione informata di temi come la memoria collettiva, il socialismo con caratteristiche cinesi e le questioni l'ambientali. Rispetto alcuni argomenti si nota una certa continuità con il precedente libro di Pieranni, Red Mirror, che descrive lo stato dell'arte della tecnologia cinese e le sue applicazioni. De "La nuova Cina" ho trovato particolarmente interessante il capitolo sull'ambiente e la nuova civiltà ecologica. Un buon libro, snello ma ricco di spunti e di ulteriori suggerimenti di lettura.
Audiolibro. Non me la sento di dare un voto visto che è stato per me ostico da ascoltare, alcune parti avrei preferito “rileggerle” per capire meglio, ma tant’è, un audiolibro non lo puoi sfogliare.
If you have already read Simone Pieranni’s previous work, especially the brilliant and sharp Red Mirror, picking up La Cina nuova might feel like a bit of a step back. While Red Mirror delivered a highly focused, almost prophetic thesis—showing us how the digital future of the West is actively being prototyped in China—La Cina nuova functions more as a broad, atmospheric collage. The book’s primary strength is also its main weakness: it tries to paint a holistic picture of modern China by weaving together social trends, philosophy, tech, and environment. Because of this wide scope, Pieranni frequently circles back to the same core arguments. He repeatedly reminds the reader that China’s rapid modernization is a clash of hyper-capitalism and millennium-old Confucian values. If you are already familiar with his articles, his podcast (Altri Orienti), or Red Mirror, you will likely experience a strong sense of déjà vu. Many of the anecdotes feel like expanded versions of concepts he has already explained more punchily elsewhere. La Cina nuova is by no means a bad book. For a complete beginner trying to understand why China isn't just a "giant factory" anymore, it serves as an incredibly accessible, beautifully written primer. Pieranni is a master at capturing the atmosphere of Chinese cities, the anxiety of its youth, and the nuances of the laowai (foreigner) perspective. However, if you are looking for the sharp, analytical edge that made Red Mirror a standout, you might find this one a bit too repetitive and introductory.
I lettori di questo Blog ricorderanno che il 14 maggio 21 avevo recensito un’altro libro di Simone Pieranni : Red Mirror ,il nostro futuro si scrive in Cina. Quest’altro lavoro mi sembra tanto un integrazione del primo scritto assemblato con la stessa filosofia, stile giornalistico tipo reportage, molto agile e di scorrevole lettura. Il libro riporta sostanzialmente il racconto di situazioni realmente vissute dall’autore vivendo in Cina. Direi niente di meglio per entrare in un mondo che sempre di più invade ed invaderà le nostre vite. Chi scrive come milioni di connazionali aveva già acquisito l’abitudine di comprarsi gran parte dei prodotti non alimentari col sistema dell’e-commerce su Amazon, abitudine confermata e allargata durante il lockdown causa pandemia. Ebbene è singolare che con questi sistemi si compra su un sito di dimensioni colossali, tutto “made in Usa”, ma che i prodotti sono quasi esclusivamente “made in Cina”. Leggi di più : http://gmaldif-pantarei.blogspot.com
Bersagliati ogni giorno da notizie sensazionalistiche che i media ci propinano sulla corrente del "più è estremo, più fa notizia", un libro come questo di #SimonePieranni offre utilissimi strumenti per comprendere davvero i profondi turbamenti nel mondo di oggi.
Si parla di Cina, si parla di Stati Uniti, si parla di economia globale, ma i macrotemi sono sviscerati in termini semplici per il lettore medio. I capitoli, infatti, sono divisi in parole chiave, che aiutano a scardinare alcuni stereotipi e aiutare a comprendere la situazione attuale in Cina.
Un capitolo che ho trovato particolarmente interessante è stato proprio dedicato alla cultura ecologica. Ero fresca dalla lettura di "Marea tossica" di Chen Quifan di cui vi ho parlato settimana scorsa e i temi affrontati mi hanno ancora di più inquadrato il libro nell'ottica di oggi, complice anche i dibattiti di questi mesi sul riscaldamento globale.
Non è un libro esaustivo, perché si parla sempre in ottica di macrotemi, ma è un ottimo inizio.
Dovuto leggere per un compito a scuola, sono in 3 superiore, e reputo di aver perso solo tempo. Il libro in se può essere anche interessante, ma non adatto al liceo. Troppi argomenti non trattati all’interno della scuola e termini che manco conosciamo. Può essere dato da leggere all’università. I professori non devono farmi passare la voglia di leggere e farmi venire il blocco del lettore. Ho letto 40 pagine in un ora e mi sto addormentando. Io solitamente riesco a finire un libro di 500 pagine in un paio d’ore. DITEMI SE VI SEMBRA NORMALE. Nulla contro l’autore, solo uno sfogo contro la mia professoressa. Leggete e acculturatevi
Questo libro affronta svariati argomenti di attualità in Cina - a mio avviso, rimane sempre una leggera patina di superficialità nell’affrontare certi argomenti spinosi, in cui l’autore non prende posizione, forse per non affrontare davvero i punti di scontro in essere tra Cina e Occidente, che (secondo me) servirebbero a far capire meglio questa “Cina nuova”. Interessanti invece alcuni consigli di lettura, menzionati nelle pagine del libro e anche nella bibliografia.
Utile per capire la Cina di oggi. Interessante la sottodivisione dei capitoli in due sezioni apparentemente antitetiche volte a rendere l'ambiguità cinese in ogni campo. Manca, a mio avviso, un capitolo sul posizionamento della Cina nel mondo oggi e i rapporti con gli altri Paesi. Assolutamente di pregio, invece, la spiegazione di alcune parole-concetto che permettono di entrare meglio nel modo di pensare cinese.
Non proprio 4 stelle, perché l'ho trovato poco fluido e un po' arido, specialmente a seguito della lettura dell'esperienza di Terzani in Cina negli anni 80. In realtà il libro è ben strutturato, interessante l'idea di suddividere i capitoli secondo due visioni antitetiche per far comprendere le complessità e le contraddizioni. La lettura non mi ha trasportato, ma è sicuramente utile. Nota a parte per l'audiolibro: non ho molto apprezzato il narratore, spesso troppo enfatico e impostato.
Libro interessante per andare in profondità rispetto a quello che si conosce superficialmente della Cina. Simone Pieranni, grande conoscitore del paese asiatico, costruisce il testo tramite varie dicotomie e concetti chiave, esplorando le tematiche alla base della Cina del presente ma soprattutto del futuro.
Ricco di informazioni, povero di emozioni, ha la capacità di aprire scenari sul futuro della Cina e dell'Occidente, ma la parte che mi è piaciuta di più è quella dove racconta le proprie esperienze e si confronta con la quotidianità dei cinesi. Credo di avere bisogno di leggere qualcosa sullo stile di vita dei cinesi, perché più leggo dei grandi temi meno capisco questo popolo.
Un'occasione sprecata, data l'esperienza dell'autore. Si poteva sicuramente approfondire di più e in più parti le caratteristiche etniche, che sono molteplici e variegate, che compongono la "Cina" di oggi invece il libro a tratti sembra esclusivamente raccogliere una serie di informazioni che sicuramente i più attenti ai temi della geo-politica avevano avuto modo di leggere altrove.
Pieranni l'ho conosciuto coma podcaster e come profondo conoscitore della Cina. Questo libro fa un quadro molto interessante della Cina oggi e di come si sia sviluppata. Interessante, molto scorrevole. Decisamente consigliato, soprattutto per provare a capire alcuni aspetti di un paese così lontano e così vicino.
Simone Pieranni è un maestro nel raccontare la Cina, raccomando questo libro a tutt3 gl3 interessat3 nello scoprire la Cina, il suo sistema politico, le sue difficoltà, punti di forza e anche incoerenze. Bellissimo e super informativo, molto diverso dalla solita propaganda che si legge sulla Cina
Divulgativo, ma descrive la Cina con sguardo vero, di chi ci ha vissuto. Ritrovo aspetti conosciuti, e per me che ne sono lontana ormai da vari anni, dà aggiornamenti sullo sviluppo degli ultimi anni che non posso che considerare attendibili.
ho la sensazione di saperne di più sul popolo cinese, per quanto capirlo sia complicato. Già in due anni dopo l’uscita del libro la Cina e il mondo sono cambiati, vorrei avesse un continuo perenne per saperne sempre di più. Finito in pochissimo lettura molto scorrevole
Il libro è un buon quadro molto aggiornato e ben informato dj quello che sta succedendo in Cina. Ho trovato debole per i miei gusti lo stile di scrittura troppo giornalistico.