“Imparai, amore, che il tuo mistero non è nella legge che perpetua le speci”
Il secondo romanzo di Sibilla Aleramo, giunto a tredici anni dal suo discusso esordio Una donna, ripercorre alcuni eventi salienti della vita dell’autrice, la poliedrica figura paterna, la violenza subita e il matrimonio riparatore, la scelta necessaria quanto dolorosa di abbandonare il figlio per trovare se stessa. Ma accantona gli aspetti sociali tanto presenti nell’opera prima, per sviscerare stati d’animo e sentimenti, per confessarsi e testimoniare la centralità dell’amore nella sua vita come nelle sue opere. “Affermo me a me stessa: null’altro, null’altro! Oh, ma affermo tutto ciò di cui mi compongo, tutto che mi sta attorno e ch’io assorbo! Nulla va perduto. E quando anelo ad essere amata è ancora il mio amore per tutte le cose che chiede di venir riconosciuto, è il mondo che vuol essere abbracciato e cantato.” Scrive Bruna Conti nella Postfazione: “Il passaggio è una rievocazione lirica nella quale si frantuma l’elemento narrativo, per permettere al documento di diventare canto, prosa poetica. […] Le vicende non vengono stravolte – anzi continuamente ne viene rivendicata l’autenticità e affermata la verità – ma si dilatano, grazie alla tensione lirica che Sibilla estorce a esse.”
Sibilla Aleramo (14 August 1876 - 13 January 1960) was an Italian author and feminist best known for her autobiographical depictions of life as a woman in late 19th century Italy.
Her first book described her decision to leave her husband and son and move to Rome, which she did in 1901. She became active in political and artistic circles. During this time she writes extensively on feminism and homosexual understanding.
In una prosa singolare e complessa, assai simile, per certi versi, ai Canti Orfici di Campana, l'Aleramo sembra ripercorrere i momenti salienti della sua vita: l'infanzia, i dolci sogni infantili, amori e passioni, il disincanto do tanti momenti. Sembra di assistere all'opera di uno sguardo indagatore che, in retrospettiva, ripercorre la vita compiuta non con sguardo giudice, ma contemplativo.
oh sibilla aleramo la tua maniera di descrivere e sviscerare i sentimenti è così profonda che mi ci affogo, la tua è una prosa poetica raffinatissima i can only admire and absorbe a bit of it
Fragile ma coraggioso, è un cuore che si apre. Concede fiducia, sempre con quell'inevitabile primo timore. Nel suo aprirsi è già consapevole della solitudine.
(Neli Stoyanova - Genziane blu)
Si nasconde tra le rocce, eppure è alta e tenace. Ha un aroma aspro, d'una bellezza conquistata. Conosce la caduta, per questo continua a camminare.
(Claude Monet - Pesche)
Dolce e succosa, carnale e vulnerabile. Si deposita sul palato, col sapore dell'irreversibilità. Medium erotico, di chi apre il proprio corpo alla scoperta dell'altro.
(Heather Wallace-Campbell - Coffee Beans)
Pervade l'atmosfera col suo aroma intenso, raccoglie la memoria. Tempo emblematico, di una ritualità dedita alla cura. Una tregua necessaria, della scrittura che tiene assieme i frammenti del cuore.
Ero mai stata donna, fino allora? No, neppure partorendo, neppure nutrendo con il mio latte mio figlio ero pervenuta a sentir in me la ragione della mia esistenza e quella del mondo. Il mio bambino l'avevo adorato, ma come una parte di me, più arcana, che m'attaccava, sì, viepiù alla terra, ma ancora interrogando, senza il mio consenso, senza l'accordo della mia volontà con la volontà della vita: mio figlio non era frutto d'amore, non era neanche, povero piccolo palpitante cuore del mio cuore, non era figlio di tutta me, era nato da me prima che fossi io stessa tutta nata, prima ch'io fossi veramente fiorita.
Resoconto di un'educazione sentimentale, che pone l'amore come nucleo esistenziale unico al quale fissare la propria fede au cours de la vie. La tensione lirica frantuma la linearità narrativa e la insabbia, facendo della "trama" un fatto secondario. Se "Una donna" (1906) si può leggere come manifesto di emancipazione, "Il passaggio" (1919) può essere considerato come il corrispondente manifesto della ricerca di uno stile nuovo, vale a dire di voce propria, autonoma e svincolata da quella dell'uomo.