Tamara è una bambola seduta su un divano. Spettatrice passiva, impara la vita guardando la televisione (Maria De Filippi è il suo guru). Ma Tamara prova anche sentimenti come felicità, sofferenza, amore e desiderio.
La trama affronta un concetto interessante e un po' fuori dall'ordinario, offrendo un'angolazione unica alle dinamiche relazionali di coppia.
Pur se già affrontato dal cinema (mi vengono in mente "Lei (Her)" e "Lars e una ragazza tutta sua", lo spunto non è per niente banale, è come se Alexa oltre che contarci i minuti di cottura della pasta ci osservasse e interpretasse ciò che vede prendendo come riferimento i programmi più pop della televisione. Mai come in questo periodo l'intelligenza artificiale è stata il tema del giorno; Lavinia Mannelli, dottoranda in letteratura moderne con un progetto di ricerca sulle donne robot, lo affronta con una scrittura garbata, non banale anche se, a mio avviso, troppo descrittiva.
Manca infatti un certo equilibrio tra dettaglio e fruibilità; non accadono grossi eventi e, pur essendo un libro breve, alcune pagine perdono mordente.
Tutto sommato, un buon esordio, di una scrittrice da tenere d'occhio.