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L'abbazia italo-greca di Cerrate e il suo feudo. Un gioiello perduto e ritrovato

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Il libro, ricco di 200 illustrazioni a colori, nel saggio di Mario Cazzato, analizza, con scrupolosa documentazione, le analogie del complesso edilizio di Cerrate con le costruzioni dell’oriente bizantino, così come la prima fase dei cicli pittorici della Chiesa deriverebbero dai modelli dei grandi cantieri della Macedonia. La seconda parte del libro di Antonio Costantini è dedicata al feudo dell'abbazia di Cerrate, ai suoi confini e alla sua estensione. Il fortunato recupero della "Platea di tutte le Piante feudali dell’Abbadia di S. Maria a Cerrate" del 1803, l'antica Platea del 1691 e il Catasto Onciario di Lecce del 1755 fornisce un quadro completo del feudo di Cerrate, delle rendite, delle colture predominanti e delle tipologie edilizie di 22 masserie con una economia agricola incentrata prevalentemente sull’olivicoltura, con un totale di oltre sessantottomila alberi d’olivo che consentivano all'abbazia di ottenere cospicui guadagni.

144 pages, Paperback

Published November 23, 2022

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Profile Image for Luigi.
Author 1 book8 followers
January 11, 2024
Il libro risulta interessante per due terzi di esso. La prima parte è puramente dedicata all'abbazia di Cerrate, meravigliosa perla di tufo tra le terre rossicce a nord-est di Lecce; vengono riportati dati storici e tecnici approfonditi e dettagliati ma non molti riguardo l'arte della struttura (dalle opere marmoree/tufiche agli affreschi bizantini e le scritte cufiche). L'ultimo terzo, invece, è una sorta di epitome delle masserie della zona, alcune di esse ancora in piedi e restaurate per essere centri turistici e gastronomici, altre in stato di abbandono o perdute per sempre. Anche questa parte poteva essere interessante ma risulta sbrigativa e affrettata, una lunga e noiosa lista di nomi e numeri.
Merita la sufficienza piena per il lavoro che c'è stato, forse con foto e scansioni migliori, maggiori approfondimenti sull'arte del luogo e sulle altre masserie, e un'attenzione maggiore agli errori di battitura (solo un paio) mi avrebbero costretto a lasciare 4 stelle o più. Peccato.
Vale comunque la pena leggerlo, consigliato a chiunque sia interessato al tema bizantino nel sud Italia e alla storia meno conosciuta del Salento.
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