Un morto, due persone (anzi tre) nello scompartimento di un treno.
Gli occupanti giocano a scacchi, l’uno contro l'altro. Giocano per ammazzare il tempo fino alla fermata giusta. Da una vita.
“Ogni scelta implica, di per sé, l'abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.”
La variante di Lüneburg è un breve romanzo costruito come un giallo e raccontato da più punti di vista con la tecnica dei flashback. Utilizzando il collegamento che si crea tra il gioco degli scacchi e il senso della vita, descrivendo magnificamente i tre personaggi protagonisti e rivelando solo quanto basta di loro per interessare il lettore, Mauresig ci racconta molto di più, dell’importanza della posta in gioco e delle conseguenze delle azioni che da essa ne derivano, della sfida tra il bene e il male, ma anche della bellezza del gioco degli scacchi.
“Chi non conosce gli scacchi è forse portato a vedere in questo gioco un'attività noiosa, adatta a eccentrici sfaccendati o a persone anziane: a gente che possegga, in ogni caso, una gran dose di pazienza e una notevole quantità di tempo da perdere. Tutto questo è vero solo in parte, poiché gli scacchi richiedono anche una non comune energia e la freschezza mentale di un fanciullo. E se a volte il giocatore viene raffigurato nelle sembianze di un vegliardo dalla fronte corrucciata, questa è solo la rappresentazione emblematica di un'attività in cui si bruciano i giorni, gli anni, l'esistenza stessa, in una sola inestinguibile fiamma. In cambio, paradossalmente, il giocatore di scacchi assapora l'arrestarsi del tempo in un'ansia di eterno presente.“
Ci sono tante cose in queste poche pagine: attese, timori, antagonismo, dolore, filosofia, psicologia, emozioni, frustrazioni.
La struttura del libro è complessa, precisa e perfetta, come una partita di scacchi. Capire le relazioni e le ragioni di quanto accade richiede molta attenzione, ma regala anche moltissima soddisfazione.