La serenità, che può essere definita la chiave di volta del nostro benessere psicofisico, nasce dal naturale equilibrio fra interiorità ed esteriorità e si situa sulla linea di demarcazione fra opposte esigenze; è quell'armonia verso se stessi e verso gli altri che viene messa a dura prova dagli avvenimenti, positivi o negativi che siano. Come fare a conservarla o a ripristinarla quando si sia perduta? Il problema è stato dibattuto dai saggi di tutti i tempi e di tutti i paesi. Partendo dalle loro considerazioni, l'autore svolge una serie di riflessioni - riguardanti le situazioni pratiche della nostra esistenza - che mirano ad un duplice scopo: identificare le cause profonde che mettono in crisi la serenità e realizzare, con queste stesse meditazioni, una particolare specie di difesa e di terapia, quella che un tempo si chiamava cura dell'anima.
Un libro che consiglierei a tutti coloro che si pongono domande sulla morale e su come poter vivere al meglio la propria vita.
Partendo da alcune considerazioni di svariati saggi e filosofi, l'autore riporta sue oneste riflessioni, o "meditazioni", sulle cause che mettono in crisi la stato di serenità nell'individuo. Citando l'autore:" È inutile propagandare ideali di amore, di fratellanza e di pace se ci si dimentica dell'esigenza fondamentale degli esseri umani: vivere con tranquillità."
La domanda sorge spontanea: come è possibile vivere una vita serena? Per rispondere a questa domanda l'autore tratta svariati temi, tra cui, i miei preferiti, la conoscenza dell'io, il presente, il cambiamento e l'umorismo; col fine di ispirare l'individuo a diventare padrone di se stesso.
Concludendo, "Si può pensare all'esistenza come a una fortuna, a un dovere, a un caso, a un intermezzo, a una punizione, a un gioco, oppure all'una e alle altre cose insieme. Ma forse la maniera più serena per concepirla e per affrontarla è quella dell'avventura: un'avventura il cui scopo è la conoscenza."