Penso di star iniziando a sviluppare una sorta di ossessione per Urbanowicz, visto che, se esistesse un altro volume di illustrazioni dedicate a Tokyo, lo comprerei immediatamente per immergermici dentro.
Rispetto al mondo delle 𝘉𝘰𝘵𝘵𝘦𝘨𝘩𝘦 𝘥𝘪 𝘛𝘰𝘬𝘺𝘰, è qui presentata una città fatta di scorci cupi e spesso umidi, dove l’architettura industriale fa da padrona con le sue luci e l’imponenza delle singole costruzioni. L’autore stesso, nella conclusione, afferma che il libro nasce in parte per risolvere una sorta di conflitto che aveva con la città, vista come un “brutto e possente gigante”; solo il mantello della notte gli ha permesso di vederne gli angoli più emozionanti e unici, qualcosa che valesse la pena ritrarre e mostrare. Si ha una bellezza diversa, da cercare tra la quotidianità di ogni giorno e i dettagli più minuti.
è una riflessione interessante, già proposta nel precedente volume e che è approfondita anche nel dialogo proposto tra Urbanowiczk e Makoto Shinkai, regista di 𝘠𝘰𝘶𝘳 𝘕𝘢𝘮𝘦, dove si possono oltretutto notare le differenze e i punti di contatto tra una visione più europea e una locale. Le parole che entrambi spendono sulla pioggia e il passato sono splendide, qualcosa che ho avvertito anche molto vicino a me e al mio modo di pensare.
Considerazioni più specifiche a parte, sono rimasta affascinata dalla bellezza delle tavole. Il lavoro e la cura messa per farle si avvertono tutte, tanto che è impossibile non esserne colpiti – e desiderare ancora una volta di prendere un biglietto aereo e partire subito alla volta di Tokyo per esplorarla da soli. La sezione dedicata alla pioggia è forse quella che mi ha colpita di più, ma nel complesso sono tutte splendide.
Ultimo ma non per importanza, la qualità del volume è sempre altissima. Tanti complimenti a L’ippocampo – anche se il formato diverso dal volume precedente non lo perdono, eh.
4.5/5 ⭐