Scozia, 1745. Qualunque cosa accada, io ti aspetterò. Con questa promessa Deirdre ha detto addio ad Alexander alla vigilia della rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart. La guerra, tuttavia, distrugge insieme ai sogni di indipendenza degli Scozzesi anche le speranze dei due innamorati. Tornato ad Aberdeen, Alexander scopre infatti che Deirdre ha sposato un altro uomo, il lealista Sean, e che ha reciso ogni legame con il passato. Ma è davvero così? Oppure è stata costretta a quelle nozze? Alexander si ritrova ad affrontare un nemico più insidioso di quelli incontrati sul campo di battaglia. E a combattere per la sua vita e per quella della donna che ama.
Stefania Auci è nata a Trapani ma vive da anni a Palermo, dopo aver girato l’Italia. Insegnante, ex avvocato, ex cancelliere, si dedica alla narrativa urban fantasy, horror e romance sin dall’adolescenza. A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.
Scrivere la recensione di un romanzo scritto da un'amica è sempre molto, molto difficile. Non stiamo parlando del famoso dilemma "mentire o non mentire", questo non è un problema per un vero recensore e un vero amico; quello che crea molti problemi è: come trasmettere ai lettori che, dietro all'entusiasmo espresso dalla recensione, si cela la pura e semplice verità? Per tutti coloro che seguono Sognando Leggendo da tempo questo avviso non giungerà nuovo; per chi, invece, ha aperto per la prima volta questo sito, capitando proprio in questa recensione, ecco il messaggio che vorrei che arrivasse alle vostre menti: non facciamo favoritismi, mai. Detto questo, signori, non ci resta che passare ad analizzare questa opera romance d'esordio della nostra Stefania Auci!
Fiore di Scozia è il primo romance scritto da Stefania e la Harlequin, con occhio di lince, nuovamente, è riuscita a catturarlo e a portarlo in edicola. Pubblicazione che, di fatto, celebra l'entrata ufficiale dell'autrice fra le schiere di scrittrici italiane di romance con la "R" maiuscola.
Stiamo parlando, infatti, di un romanzo storico ambientato durante l'ultima grande rivolta giacobita del 1795, in grado di distinguersi sotto il punto di vista più importante: lo stile.
E' un romanzo che parla d'amore, come è facile intuire, ma la Auci ci dimostra chiaramente che no, davvero, il clichè non fa per lei! L'Amore che ci narra è un amore diverso, lontano dagli smielati "cuoricini" che lampeggiano davanti agli occhi delle lettrici quando aprono un romance e, sicuramente, ben distante da quelle storie fatte di frasi fatte e illusorie, storie d'amore che consolano l'anima solo per qualche istante, fino a quando non ti rendi tristemente conto che è solo una storiella, niente di più. In "Fiore di Scozia", possiamo leggere di un amore coraggioso, testardo, infuocato, combattuto, agguerrito, coinvolgente e anche dolce, ma dolce nell'intimità dell'anima. Un amore che non si arrende e che lotta con tutta l'anima e la speranza che riesce a racimolare, senza mai arrendersi di fronte alle prove della vita. Un amore che, seppur idealizzato e romanzato, risulta confortante per noi lettrici e molto, molto eccitante.
Conosceremo Deidre, bellissima ragazza dai particolari occhi viola e dal carattere carismatico e ribelle, e Alexander, patriottico, avventanto e giovane. Il loro animo è legato indissolubilmente da una promessa, fattasi prima che Alex decidesse di partire, assieme ad Edward (fratello minore di Deidre), per sostenere Carlo Stuart nell'ultima grande e sanguinosa guerra che è stata la rivolta giacobita, risoltasi con il massacro di Culloden.
Purtroppo a mettere lo zampino fra i due ragazzi non sarà solamente la tragicità di una guerra che segnerà il destino di Clan delle Higlander, ma anche un uomo: Sean Mordaunt.
Sean Mordaunt farà di tutto per poter possedere l'anima e il corpo di Deidre, la ricatterà andando a colpire la ragazza su uno dei suoi punti deboli, ma anche uno dei suoi maggiori punti di forza: la famiglia. E' qua che subentra un altro elemento molto importante nel romanzo della Auci, ovvero l'amore che sconfina il rapporto fra uomo e donna e si innalza nella sua espressione più pura, concretizzandosi in amore per la famiglia (quello che spingerà Deidre a cedere alle lusighe di Sean) e l'amore per la propria terra e la propria patria (rimarcato più volte in Alexandre e in Edward durante la lunga guerra).
Se Deidre si mostra subito come una donna coraggiosa e testarda, ma anche responsabile e consapevole delle sue azioni, e se Alexandre è chiaramente incasellato nel ruolo di "principe" idealista, senza paura e dal mantello nero che tenta in tutto e per tutto di salvare la sua promessa dalle grinfie di un uomo senza scrupoli, è Sean il personaggio più complesso del romanzo. Un uomo che fa del possesso e della dittatorialità un mezzo per conquistare e possedere la moglie che, ai suoi occhi, non è altro che un oggetto da pavoneggiare e tiranneggiare. Personaggi (tutti, dal primo all'ultimo) perfettamente calati ed amalgamati in un ambiente sociale e storico che lascia poco spazio a sentimenti "moderni" come libertà ed emancipazione femminile, ma che non intacca minimamente la forza interiore di personaggi come Deidre e Caitriona, la sorella minore.
E' proprio qua che il romanzo si differenzia da ciò che potremmo definire un "harmony" e si autoelegge "romance storico" di spessore. Stefania non si limita a raccontare una storia d'amore farcita di sesso e sentimenti, ma ci narra una bellissima storia di vita che si intreccia con maestria fra le maglie di una rete storica estremamente difficile ma ben curata e dalle sfumature rosa che impreziosiscono e non appesantiscono.
Un romanzo assolutamente da leggere e assaporare per tutti coloro che desiderano potersi immergere nella Scozia affascinante ed emozionante di fine settecento.
Scozia, 1745 Qualunque cosa accada, io ti aspetterò. Con questa promessa Deirdre ha detto addio ad Alexander alla vigilia della rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart. La guerra, tuttavia, distrugge insieme ai sogni di indipendenza degli Scozzesi anche le speranze dei due innamorati. Tornato ad Aberdeen, Alexander scopre infatti che Deirdre ha sposato un altro uomo, il lealista Sean, e che ha reciso ogni legame con il passato. Ma è davvero così? Oppure è stata costretta a quelle nozze? Alexander si ritrova ad affrontare un nemico più insidioso di quelli incontrati sul campo di battaglia. E a combattere per la sua vita e per quella della donna che ama.
Non sapevo cosa aspettarmi. Preso prima dell'avvento della famosa serie della Auci "I leoni di Sicilia" di cui non ho ancora letto i libri nè visto la serie tv. Ho pensato quindi iniziare da qui, ma dopo un inizio coinvolgente, personalmente si è perso un pò, e l'ho trovato un pò noioso. Le pagine mi sono scivolate via senza coinvolgermi troppo. Verso la fine si riprende e bellissima la lettera di addio di lei, ma non mi ha convinto. Quasi tre stelle.
Appena ho un attimo leggerò il secondo volume che parla della sorella che mi ha incuriosito.
All’inizio ho fatto fatica, trovavo un costante senso d’irritazione che emanava dalle prime pagine del libro. La trama è abbastanza scontata, già dopo le prime 40 pagine si può ben immaginare come prosegue la storia; ci sono i personaggi buoni, quelli cattivi, quelli che sono cattivi pur essendo buoni, c’è la storia d’amore, quella d’amicizia, la fratellanza, la guerra, le battaglie, i tradimenti, il sacrificio, insomma gli ingredienti ci sono tutti, non manca niente. Dopo una pausa, mi sono sforzata ad andare avanti e ho fatto bene. Tutto sommato alla fine la lettura è stata scorrevole, il libro mi sembra ben scritto, la parte storica ben approfondita e io adoro la Scozia. Degna di nota la struggente lettera d’addio che Deirde scrive ad Alexander *_* (p.148)
Dopo aver letto “Fiore di Scozia”, la prima riflessione obbligatoria è stata: ma davvero si tratta di una scrittrice emergente? Perché – chiariamolo – l’ambientazione, la caratterizzazione di ogni personaggio, la precisione storica, la dovizia di particolari, il pathos di ogni scena e l’editing rasentano la perfezione. La storia si svolge sullo sfondo della rivolta giacobita. Alexander, che ama Deirdre da sempre, decide di arruolarsi volontario per appoggiare Carlo Stuart. Una promessa gli anima il cuore: Deirdre lo aspetterà, qualunque cosa accada. Il destino ha in serbo altri piani. Mentre Alexander è in guerra, Deirdre si ritrova repentinamente a dover essere donna e ad assumersi la responsabilità dei suoi fratelli. Pur non potendo andare in guerra, il suo orgoglio patriottico si palesa nelle sue parole, nella forza con cui affronta le avversità, sacrificando se stessa per il bene degli altri. Non nascondo che mi ha profondamente commosso la lettera che scrive ad Alexander la notte prima delle sue nozze con Sean: una sofferenza ed un amore talmente profondi da far venire le lacrime agli occhi. Alexander è un personaggio testardo, orgoglioso, forte dei suoi princìpi, disposto a tutto in nome della causa in cui crede, anche a lasciare Deirdre. Non nascondo che sono arrivata a chiedermi: “fino a che punto la ama, se è poi disposto a lasciarla in nome di un credo?”. Ma bisogna comprendere che questa è una storia d’altri tempi, una storia d’onore, d’amore, di guerra, di dolore e di perdono. Alexander ama e lo fa con tutto se stesso, sia che si tratti della sua Patria che di Deirdre: combatterà prima per l’una e poi per l’altra. Purtroppo, mentre Alexander è via, Deirdre viene letteralmente perseguitata da Sean, funzionario della Corona da lei ossessionato e che, pur di averla, le rovinerà la vita. Il personaggio di Sean non lascia adito ad incertezze: lui è il cattivo della storia, il cattivo per antonomasia, senza scrupoli, con un’anima distorta, violento, bugiardo, egoista. Per avere Deirdre non esita a ricattare ed uccidere. Lui sa che l’amore per la famiglia è l’unico punto debole della ragazza e se ne serve per raggiungere il suo scopo. La sua figura è così dettagliata che non si può non odiarlo fino alla fine. Bellissima la descrizione delle battaglie, della miseria, della fame e della povertà che la guerra porta con sé; così come sorprendente è la crudezza con cui vengono dettagliati i singoli combattimenti, le emozioni dei soldati mentre si rendono conto di essere in procinto di morire. Nulla è lasciato al caso e ci si affeziona facilmente anche ad altri personaggi come Catriona, Edward, Meg e i compagni d’arme di Alexander. Figure secondarie ma con un ruolo chiaro e definito: nessun estraneo, in questo libro. Non esistono tempi morti, né scene fini a se stesse: ogni cosa ed ogni personaggio hanno un loro perché ed è determinante per lo svolgimento della storia. E’ stato davvero un piacere leggere questo libro, che mi ha tenuto col cuore in gola fino alla fine, proiettata nella storia al punto da poterla vivere esattamente dal punto di vista dei personaggi. La mia reazione alla parola “Fine”? Quella che si prova davanti alla chiusura del sipario a teatro: la voglia di alzarsi in piedi ed applaudire.
Ho dato 3 stelle a questo libro solo per il fatto che è scritto bene, perché amo la Scozia e sono appassionata di questo periodo storico. La storia merita 1 stella perché ricorda troppo Outlander di Diana Gabaldon, sembra palesemente copiata apportando piccole modifiche. Il personaggio di Sean ricorda Jack Black Randall, Alexander è Jamie, tra l'altro Alexander è proprio uno dei tre nomi di James Fraser. Peccato poteva essere un grande libro visto la capacità di scrittura di questa autrice.
L’autrice è italiana e decide di raccontare una storia che si ambienta in Scozia durante la rivolta giacobita del 1745-1746. Sostiene di essere scozzese di adozione e di amare questa terra. Con queste premesse mi sono buttata a capofitto in questo romanzo. Tuttavia il romanzo pecca moltissimo di lacune storiche. In primis il modo in cui è descritto Bonnie Prince Charlie, che per i giacobiti è stato e sempre sarà il loro re, mentre qui viene visto come un ubriacone incapace, bugiardo e donnaiolo. Alla fine, nella nota dell’autrice, si scopre l’arcano. Parlando delle fonti che ha utilizzato per scrivere il libro dice di aver scartato ‘Il cardo e la croce’ (senza dire che è di Paolo Gulisano) e di aver studiato solo su fonti… inglesi! Ma uno scrittore non può prendere punti di vista inglesi per parlare di un re scozzese. E’ assurdo. Detto questo la storia ha anche un’altra immensa lacuna. L’aftermath, il dopo Culloden. I giacobiti si riuniscono per proteggere la fuga di Bonnie Prince. Di questo neppure una parola. La storia va avanti parlando della cattiveria degli inglesi e del grande amore di Deirdre e Alex (che si mettono a fare l’amore nella cucina del neo sposo di Deirdre!!! ASSURDO!!!!). Questo libro aveva molto in potenza. Molto è stato perduto per l’incapacità dell’autrice di approfondire alcuni argomenti e per l’assillo degli editori per il sesso. Un’occasione sprecata. Pessimo.
"Tornerò. Te lo giuro. Solo la morte potrà impedirmi di tornare da te."
Come è facile farsi ingannare dalle copertine, dalle trame e, soprattutto, dall’appartenenza a un genere letterario… … ma, mai e poi mai le varie recensioni, video recensioni, commenti o critiche possono trarti in inganno… bé quasi mai… bisogno fidarsi di chi solitamente ha i nostri stessi gusti, perché nel momento in cui si dedica alla lettura di un libro che appartiene ad un genere letterario lontano anni luci da quello a cui solitamente si è più vicini e lo definisce un gran bel libro, allora tu cominci a drizzare le orecchie, a guardare quel libro sotto una diversa prospettiva e se poi le voci di apprezzamento iniziano ad aumentare, non puoi non darti della sciocca e pensare che ti stia lasciando scappare una lettura che vale la pena leggere. Ma, guarda caso, nel momento in cui inizi a cercare il libro in questione, non ne trovi traccia in giro… tutto esaurito!!!… se non on-line dove le spese di spedizione ti costano più del libro stesso… Allora decidi di fare la pazzia… lo acquisti in e-book… e tu non sei una grande fans degli e-book, sono scomodi, non hai il lettore adatto per leggerlo e… soprattutto non è carta stampata, ma pur di leggere quel libro di cui ne hai sentito parlare così tanto e bene… pur di soddisfare la curiosità che le voci del popolo di internet hanno contribuito ad accrescere, sei disposta a leggere anche la versione digitale. Certo, speri che ne sia valsa la pena… All’inizio è un gran bel salto nel buio… dove a convincerti sono state solo delle recensioni… Ma poi, man mano che inizi a leggere, non ti accorgi neanche della postazione scomoda che sei costretto ad occupare… e continui… continui… fino alla fine.
Questo è quello che mi è successo con questo strepitoso ed emozionante libro di una siciliana doc. Sto parlando di “Fiore di Scozia” di Stefania Auci… l’unica autrice che è riuscita a farmi leggere un e-book al computer, ci tengo a sottolinearlo, nell’arco di quarantotto ore. E penso proprio che presto comprerò la versione cartacea… Per questo libro ne vale la pena…
È un libro davvero mozzafiato che racchiude in se storia, avventura e amore. Gli avvenimenti si svolgono nelle remote terre di Scozia, le Highlands, esattamente intorno al 1745, l’anno della guerra tra Scozzesi e Inglesi per la liberazione delle terre di Scozia dal giogo inglese, che si concluderà con la sconfitta degli Scozzasi nella sanguinosa battaglia di Culloden nell’aprile del 1746. Protagonisti della storia sono Alexander Morgan e Deirdre Murray, due giovani innamorati e promessi sposi che vedono allontanare il giorno delle loro nozze a causa dell’arrivo sul suolo scozzese del Principe Carlo Stuart, visto come il salvatore, colui che renderà gli Scozzesi finalmente liberi. Alexander decide di aderire alla campagna militare di Carlo Stuart e insieme ad altri fedeli compagni, I Fedelissimi, nonché al fratello minore di Deirdre, Edward Murray, si uniranno all’esercito di volontari che accompagnerà Carlo Stuart verso la vittoria e la libertà. Ma la felicità di Alexander e Deirdre non è minata solo dall’incombere della guerra. Deirdre Murray è una donna bellissima: capelli lunghi e rossi, occhi viola “della stessa tonalità intensa del cardo, il fiore simbolo della Scozia”… chiamata per la sua bellezza Fiore di Scozia. E la sua bellezza non è passata inosservata. Sean Mordaunt, affascinate quanto meschino funzionario della corona inglese, si invaghì di Deirdre sin dalla prima volta che la vide, appena diciassettenne, e da allora non l’ha più dimenticata, deciso a tutti i costi a farla sua per sempre. E saranno proprio le sorti della guerra che giocheranno a favore si Sean. Infatti, attraverso un subdolo ricatto e la notizia della morte in battaglia di Alexander Morgan, la famosa disfatta di Culloden, Sean convincerà Deirdre a sposarlo… … ma… “Tornerò. Te lo giuro. Solo la morte potrà impedirmi di tornare da te.”…
E qui mi fermo… Non voglio “spolierarvi” oltre. È giusto che scopriate la trama da voi, credetemi ne varrà la pena.
Quello che mi ha colpito in questo romanzo è come sono stati narrati gli eventi. Stefania Auci è stata bravissima a non cadere nella prolissità. Infatti, non ci sono mai stati punti morti… leggendo non ho mai rischiato di annoiarmi, tutt’altro!!! La lettura scorre piacevolmente, trascinando il lettore nel fulcro della storia facendone diventare parte a tal punto di sentirsi protagonista attivo degli eventi. Così mi sono ritrovata a gioire con Deirdre e allo stesso tempo cadere con lei nella disperazione più totale… A combattere le battaglie di Alexander, sia quelle per la libertà che le battaglie del suo cuore… Mi sono fatta trascinare dalla gelosia più cieca e abietta che tormentava Sean fino a farlo diventare ossessionato e pazzo d’amore per Deirdre.
L’autrice è riuscita a condensare in poco più di trecento pagine una storia davvero unica, che ti entra nel cuore e che difficilmente ne uscirà.
CONSIGLIATO!!!
QUOTES… Pag. 91 Erano vivi, entrambi. Ma nulla era più doloroso e insopportabile della vita, in quel momento.
Pag. 105 All'improvviso, Sean si rese conto che Deirdre, la donna che lui amava da anni, non c'era più. Il suo corpo la sua memoria erano in quella stanza, ma non l'anima: non c'era più quello splendido fuoco negli occhi né la passione nella voce. Persino la sua schiena sembrava curva. Era un'estranea, invecchiata di colpo. Non lo sfiorò nemmeno per un istante il dubbio che potesse essere lui la causa del cambiamento né si domandò se quella nuova creatura che aveva dinanzi potesse piacergli o meno. Lui voleva che Deirdre fosse totalmente in suo potere. In quel momento, il cuore gli cantava nel petto, indifferente a tutti gli ammonimenti che il destino sembrava seminargli davanti. L'unica cosa che importava era la certezza assoluta che il suo futuro fosse legato ormai a quello di Deirdre Murray.
Pag. 161 Senza controllo, le braccia di Alexander avvolsero Deirdre in un abbraccio e lei lo strinse. E, qualunque ferita avessero nell'anima, si richiuse.
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A me ricorda uno di quegli harmony che leggeva anni fa mia nonna…non so magari sarà la copertina che contribuisce all’impressione. Onestamente? Niente di che! Peccato perché i leoni di Sicilia mi era piaciuto molto
La prima parte della storia è un fax simile di Outlander. L'autrice non si è impegnata nemmeno a usare nuovi nomi... La seconda, invece, è una variazione sullo stesso tema. Mi aspettavo qualcosa di originale, perché la scrittura è curata e mi è piaciuta molto sin dall'inizio. Un gran peccato.
Una storia lineare, pulita. Non ha punti morti degni di nota, forse alcuni rallentamenti che però sono necessari alla trama. Personaggi realistici e di spessore e dialoghi degni di questo nome. Ambientazione storica e background studiati e realistici che ti fanno vivere e odorare le varie atmosfere. In questi romanzo intenso i 2 protagonisti affrontano diverse difficoltà, ma anche diversi valori descritti e resi così vivi da percepirli e farli anche tuoi. L'amore e il desiderio verso l'altro , il dolore per la guerra l'amore per la propria patria così intenso da sprigionarsi e a volte così pericoloso quasi fosse un peccato amare la propria terra.. Molto intenso è la descrizione dei momenti intimità dei protagonisti spesso rubati, fugaci, ma non per questo vuoti anzi. L'intenso dolore che provoca vendetta, la devozione per una persona che dura nel tempo. Dettagli di sentimenti descritti così bene che ti fanno sentire parte della storia, la vivi la odori e soffrì con loro . Un romanzo che ti tiene ancorato e che ti fa diventare parte di loro.
Ancora un’esordiente edito da HARLEQUIN MONDADORI, ancora un azzardo e ancora un centro secco, come una freccia perfetta. Stefania Auci ci propone un romance che più romance non si può, con quella vena che io ricordo bene, che ho conosciuto quando non era nessuno, che ho individuato subito come valida e differente. A onor del vero, non solo io ho visto in questa autrice un cavallo vincente, lo ha fatto anche una sua collega amica comune. Com’è la vena della Auci? Mordente. Mentre molte autrici romance tendono più alla dolcezza, alla sofficità dei sentimenti (senza nulla togliere, si intende, ci mancherebbe che fossero tutte eguali!), questa autrice è forte negli stessi sentimenti, quasi feroce e quindi coinvolgente, incalzante, ringhiante eppure romantica sino all’inverosimile. Questo romanzo ha qualcosa di diverso, qualcosa che lo stacca di netto dal genere pur inserendolo nello stesso con merito e orgoglio. I protagonisti sono giustamente appassionati, ma di una passione che non molla, che sembra alla catena e scalcia, scalcia, sino alla liberazione finale che colma di soddisfazione. La storicità scelta, una delle più difficoltose credo, è davvero resa con dovizia di particolari e con quella specie di cronaca che non annoia e che, tra baci e patemi, fa chiedere al lettore come finirà la guerra in atto (se il lettore non conosce le vicissitudini, ovviamente). Molto belle le descrizioni dei luoghi, le atmosfere, quell’uggiosità nordica che porta proprio lì, nell’umidità come nelle giornate di sole. La narrazione è continua, non ci sono punti statici, anche nella precisazione degli eventi storici non abbiamo stallo, il desiderio di andare avanti non scema mai e il senso di vuoto a fine lettura è il segno inconfutabile che la storia è piaciuta e che, come ogni lettore avido ed egoista, si vorrebbe un seguito. Non credo che l’autrice ci accontenterà, conoscendola. Inutile dire che anche STEFANIA AUCI si guadagna, da parte mia, il titolo di BALUARDO DEL PANORAMA LETTERARIO ITALIANO, titolo che verrà certamente confermato dal secondo libro che attendo con curiosità e fiducia. Se lo consiglio? Certamente, io consiglio sempre le italiane rosa, se poi sono a livello alto, come in questo caso… le impongo! Scherzi a parte, direi che l’esame di ammissione è superato. Alla prossima per il diploma, ok?
Opera prima decisamente riuscita per Stefania Auci. Dopo alcune cocenti delusioni di autori italiani, esordienti e non, (solitamente sono mooolto cauta nel leggere libri nostrani) ho avuto l'occasione di leggere Fiore di Scozia. E' vero che se un autore è esordiente (per modo di dire, riferito alla Auci, in quanto qualche anno fa uscì per la 0111 un volumetto di racconti che ottenne un discreto successo -ora disponibile online sul suo sito web, se volete provare-. Se non che il tema è diametralmente opposto a quello romance storico di quest'ultima fatica, quindi un minimo di rischio c'era) o la va o la spacca...non si può sapere finchè non si ha in mano il prodotto. E alcune volte non si può fare altro che lanciarsi, avere fiducia e provare. In questo caso, come dicevo, un base di speranza positiva c'era. E per fortuna non è stata delusa. La Auci scrive (non prendete sottogamba l'affermazione, non è così facile trovare scrittori che "scrivono")...e lo fa bene. La storia è lineare, pulita. Non ha punti morti degni di nota, forse alcuni rallentamenti che però sono necessari alla trama. Personaggi realistici e di spessore...e dialoghi degni di questo nome. Ambientazione storica e background molto belli (e che io, di mio, adoro). Forse, a mio avviso, un cattivo che andrebbe un pò ispessito...non l'ho trovato completamente convincente...anche se cattivo lo è. E una trama non proprio originale, ma io arrivo da più di 10 anni (e una media di 7/8 libri al mese) di letture romance storiche. C'è poco, ormai, che mi suoni nuovo. Quindi, concludendo, un buonissimo inzio che spero porti a nuove avventure...e dato il talento già presente, immaginatevi con ulteriore pratica cosa può diventare!
p.s. un augurio, sopratutto, che venga data una possibilità alla Auci di pubblicare la sua passione segreta (ma neanche tanto poi XD) per le storie horror/urban fantasy (vedi Moray Place) ;)
Volevo leggerlo da tempo e sono stata fortunataa trovarlo ^o^ Bel libro ^-^ Una storia di amore e tormento nella Scozia di metà '700. Deirdre e Alex si amano e si devono sposare, ma la rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart li fa separare. Lui si unisce hai giacobiti e parte. Nel frattempo ad Aberdeen arriva Sean, che incomincia a perseguitare Deirdre. Rimangono separati per mesi, poi Alexander ritorna per un paio di giorni e si sposano in segreto. Dopo una notte di passione, lui deve ripartire. A seguito del massacro di Culloden, Edward (il fratello di Deirdre) ritorna a casa portando tragiche notizie: Alex è morto nella battaglia. Deirdre è stravolta dal dolore e dopo due giorni, durante i quali tiene nascosto Edward, Sean si presenta a casa sua e la ricatta: o lo sposa o fa arrestare e giustiziare suo fratello e se non bastava avrebbe lasciato sua sorella ai soldati inglesi. Lei accetta e dopo un matrimonio veloce si trasferiscono ad Edimburgo. Alex però non è morto, è stato salvato e dopo essere guarito torna a casa per ritrovare la sua casa bruciata, i suoi averi confiscati, scoprire che suo padre è stato giustiziato e sua moglie si è risposata con un lealista. Allora lui parte alla volta di Edimburgo per ritrovarla. C'è una scena che non so perché a me fa abbastanza ridere: E di colpo, mentre Sean si accasciava con un rantolo sulla sua spalla, una voce arrivò nella sua mente attraversandola con la forza di una folgore, facendole spancalare gli occhi. Tornerò. Te lo giuro. Solo la morte potrà impedirmi di tornare da te. Quella stessa notte, molto, molto lontano da Aberdeen, Alexander Morgan riaprì gli occhi. Non so perché ma mentre leggevo l'ultima frase, mi è venuto in mente il dottor Frankenstein che urla: È VIVO!!!! Con sfondo di fulmini e rombo di tuoni a completare il tutto XDXD
Questo romanzo è diverso dagli altri romance. Perché? Innanzi tutto l’amore fra i due protagonisti è già sbocciato, è saldo, è una certezza. E allora? Direte voi? Che storia è questa? È una storia bellissima, originale, che passa attraverso la rivolta giacobita in Scozia; che passa attraverso personaggi forti, ben delineati, bellissimi anche quando sono personaggi negativi (come nel caso di Sean Mordaunt), che stimolano impeto, passione, partecipazione; una storia che passa attraverso la morte le ingiustizie ed i soprusi.
Seguendo uno schema di romance completamente ma piacevolmente stravolto rispetto alla trama classica, Stefania Auci ci fa calare in una realtà lontana e diversa dalla nostra per tempo e per luoghi (ci troviamo nella Scozia del 1745), coinvolgendoci nostro malgrado; ci dà gli ingredienti classici del genere: amore, passione, Storia, amplificati al 100%; ci fa desiderare di leggere al più presto un altro romance firmato dalla stessa autrice. Perché Il Fiore di Scozia non è solo un Romance sui generis, diverso dagli altri, originale, ma super genera, superiore a gran parte dei Romance Storici attualmente in circolazione, e non solo in Italia…
Sinceramente? La Auci sa scrivere, e lo fa molto bene in quanto a stile & sintassi, ma questo libro non mi ha catturata. I personaggi mi sono parsi poco incisivi e per loro non ho provato alcuna empatia (fra tutti quella che salvo �� la sorella minore, che mi è parso il personaggio più sveglio). Non riesco assolutamente a paragonare questo libro alle storie dei vampiri di Edimburgo, per i quali invece la Auci mi ha saputo trasmettere interesse e partecipazione (e molto, anche!)
"E' questo che amo della Scozia. Sole e vento, terra e mare: è nata libera e nessuna armata potrà mai piegarla. La sua anima non appartiene a nessuno. Io, tu, tutti siamo parte di questa anima."