Cercavo questo libro da tempo in italiano, ma era praticamente introvabile. Questo perché il giallo in Italia è declassato, come dimostra il fatto che esca solo in edicola (ad eccezione di autori giustamente acclamati e reperibili anche in libreria, come la Christie), e trovare copie dopo tempo dalla pubblicazione è sempre difficoltoso. Allora ho deciso di accorciare i tempi e comprarlo in inglese, pubblicato dalla LRI, di cui già possiedo tra l'altro molte opere .
"The seventh hypothesis" è una delle opere più complesse a livello di trama ideate dall'autore alsaziano Paul Halter, baluardo del delitto impossibile ai nostri tempi. Talmente intricato che lo pongo sullo stesso piano di "Testa di tigre" e "La quarta porta", romanzi sicuramente spaccacervelli.
Le premesse del libro sono interessanti: in una notte di fine Agosto, un agente durante la sua ronda nota una figura bizzarra che si aggira nel suo percorso, un medico della peste. Incuriosito, cerca di seguirlo ma ne perde le tracce. Non molto tempo dopo lo ritrova a rovistare in un cassonetto e, dopo essersi presentato come Dr Marcus, "Dottore del Crimine", lo invita a guardare nella pattumiera. Non c'è nulla. Lo invita a guardare nell'altra, sull'altro lato del viottolo. Ancora nulla. La figura, con aria di scherno, lo invita a riguardare nel primo. L'agente, pur pensando ad una burla vi dà una sbirciata, ma stavolta c'è realmente un cadavere. Comparso quasi per magia, dato che non aveva perso d'occhio l'individuo se non per pochi secondi, in cui non poteva assolutamente porre un corpo così a fondo nel cassonetto.
Da qui si districa una faccenda intricatissima che è difficile spiegare (e forse anche inutile, perché bisogna preservare il piacere della lettura), che vede coinvolti attori, strane scommesse, automi, furti, altri omicidi e sparizioni impossibili.
Si arriva alla fine del libro con una testa piena di fatti apparentemente sconnessi, quasi fosse questa l'opera di un folle delirante, ma Twist riuscirà a connettere tutta la bizzarria di questo piano machiavellico e a scoprire uno dei colpevoli più diabolici e disumani che abbia incontrato.
Ora, di solito romanzo intricato non è sempre sinonimo di romanzo eccellente: spesso proprio il carattere convoluto della faccenda può disturbare e rendere tutto più macchinoso e difficile da seguire.
Sebbene qui alcuni fatti sembrano assurdi, tutto quadra e la lettura scorre molto. La spiegazione è dettagliata, piena di deduzioni e corposa fino a lasciarti strabiliato. Non è un romanzo facile, ma è molto ben costruito.
Ho potuto capire molto in anticipo la meccanica della sparizione-apparizione impossibile del cadavere (direi che l'ho compreso proprio nelle prime pagine) e sia dell'altro evento che sembrava sfidare ogni logica. Nonostante ciò il resto è di una bellezza unica:un'atmosfera tra il macabro ed il bizzarro, degna di un Carr di prima qualità.
Infatti ho molto apprezzato le sottili riprese alle opere del Maestro: ho rivisto "L'automa" nella citazione della macchina di Maelzel, "Delitti da Mille e una notte" nella bizzarria della situazione, "Le tre bare" per alcune situazioni cupe. Insomma, qui Halter ha condensato tutta la sua conoscenza in materia e la sua grande bravura nello sviare il lettore e creare una trama sbalorditiva. Inoltre dietro ciò c'è una storia molto struggente, che eleva il pathos del tutto, non facendolo scadere nel banale o nell'irreale. Una grande opera che va letta sicuramente.