"Quando Dio creò il cielo, lo creò rettamente e con idee liberali”, spiega un habitué del posto. Così liberali che nel Paradiso di Mark Twain un sarto del Tennessee, tale Billings, che in vita fu un poeta misconosciuto e mai pubblicato, gode di un prestigio superiore a Omero e Shakespeare, che davanti a lui, in segno di rispetto, camminano a ritroso per non dargli le spalle.
Librarian Note: There is more than one author by this name in the Goodreads database.
Samuel Langhorne Clemens, known by the pen name Mark Twain, was an American writer, humorist and essayist. He was praised as the "greatest humorist the United States has produced," with William Faulkner calling him "the father of American literature." His novels include The Adventures of Tom Sawyer (1876) and its sequel, Adventures of Huckleberry Finn (1884), with the latter often called the "Great American Novel." Twain also wrote A Connecticut Yankee in King Arthur's Court (1889) and Pudd'nhead Wilson (1894), and co-wrote The Gilded Age: A Tale of Today (1873) with Charles Dudley Warner.
Mark Twain è Mark Twain e leggere questi autori classici vale sempre la pena. Se i suoi libri fossero pane dopo tutti questi anni beh sarebbe ancora fresco e fragrante come appena sfornato tanto è perfetto il suo stile. Questa rappresentazione dell'aldilà è poi alquanto moderna visto che non solo si immaginano infiniti mondi salvati da Nostro Signore, ma che la Terra non è che un nonnulla al confronto delle vastità del firmamento e che in Paradiso hanno altro da fare che non star dietro alle pretese e aspettative delle credenze locali (dov'è la mia arpa? e la mia aureola? e la mia nuvola?). Simpaticissimo poi l'incontro, mentre si si avvicina al Paradiso a 300.00 Km/s, con una specie di astronave-cometa pilotata, par di capire, da Caronte anche se non è espressamente specificato, con il quale il nostro Caro Estinto, decide di fare a gara di velocità... Con la traduzione l'humor inglese ne risente un pochino, alle volte fa riferimento a personaggi storici dell'epoca che sono oggi sconosciuti (ammetto di aver dovuto guardare su Wikipedia per capire chi fosse il citato James E. Talmage), ma è un piccolissimo prezzo da pagare per entrare anche noi tra i cancelli celesti e magari chissà incontrare Mosè, Esaù, Abele o magari, se siamo fortunati, anche Adamo.
Divertente, irriverente, dissacrante: ecco cos'è "Viaggio in Paradiso". Fanno sorridere la lettera dell'angelo del protocollo, il barista con l'aureola di sbieco accolto in pompa magna, Omero e Shakespeare ridotti a lacchè di uno sconosciuto poeta-sarto. Siamo ben lontani dai cori angelici di Dante, anzi, le arpe vengono abbandonate dopo un giorno, così come i placidi riposi sulle nuvole; del resto «l'eterno riposo è un'espressione che ci conforta quando l'udiamo in chiesa, ma nell'atto pratico è insopportabile». Dietro l'ironia Twain nasconde una visione modernissima, globalizzata, multilungue (connotata diatopicamente ma anche diacronicamente) del Paradiso, ridendo delle rappresentazioni classiche e degli stereotipi e invitando ad abbandonare gli «impicci metafisici [...] per disfare priorità e gerarchie». Insomma, come lo definisce Michele Serra, siamo davanti ad «uno dei padri della letteratura democratica di ogni latitudine».
Finora la testimonianza più credibile sull'Aldilà mai scritta. Includendo i testi sacri cristiani e musulmani. Ma potrei anche cambiare idea, in futuro.
Ironico, divertente, ma fa anche riflettere molto. Lo consiglio come lettura intermedia tra un libro e l'altro, è molto piacevole e si legge letteralmente in poche ore☆
Un libricino divertente e intelligente, con una rappresentazione del regno dei cieli dissacrante ma estremamente condivisibile (almeno per me). Ho adorato i vari spunti di riflessione che spuntavano qua e là fra le pagine, la saggezza molto semplice ed umana di Sandy, l'idea di paradiso organizzato in modo tremendamente simile al nostro pianeta ma che ne risulta una versione migliorata, quel velo di critica sociale. Fra le cose migliori, poi, rimane l'inconfondibile stile di Twain, sempre azzeccato e mai scontato, che sapeva vedere avanti come pochi ne sono stati in grado.
Storia divertente e immaginifica sul paradiso, che non si preoccupa di rispettare questa o quella credenza ma che prova invece mischiarle logicamente con alcune aggiunte dell'autore per provare a descrivere un possibile paradiso, a tratti caricaturale ma comunque con un suo senso di fondo. La storia è breve e si legge piacevolmente dall'inizio alla fine
Una nuova idea di paradiso in cui le gerarchie, pur esistendo, sono completamente rivoluzionate. Il paradiso come lo immaginiamo qui in terra, in realtà è tutta un' altra cosa.
E Abramo, piangendo, scosse il contenuto del suo seno e fece affliggere quindi un eloquente cartellino "Riservato"; e Pietro, piangendo, disse: "Quando verrà, sarà ricevuto con una processione e con le torce accese", e allora tutto il cielo rintronò, lieto che un giorno vi sareste giunto. E così pure l'inferno.
Dissacrante al punto giusto. Twain prende spunto dal racconto di un capitano ubriaco e lo trasforma in un viaggio fantascientifico verso l'Aldilà, descritto con ironia secondo le logiche e i dettami liberali del suo tempo. L'autore sovverte tutte le aspettative, dipingendo un quadro che comprende le infinite visioni e desideri dei popoli, terrestri e non, dando origine a un Oltretomba in cui paradiso e inferno possono addirittura essere sovrapposti o interscambiati. Molto piacevoli le nozioni scientifiche riguardanti la velocità della luce, il moto dei corpi celesti e il cosmo in genere, che non mi aspettavo potessero essere aggiunte con tanta chiarezza e semplicità in un racconto dell'epoca.
I had never heard of this work by Mark Twain til I stumbled across it at the library. It is a bit of a whimsical look at what happens when a person dies, the travel to heaven and the organization and daily routine on experiences there. An old sea captain is sent on a journey at the speed of light only to come to the wrong gate. He finds a companion, a more experienced citizen of heaven to guiide him in the workings. Finding thet halo, wings, and harp he expected to be nothing but a kind of uniform, he learns from his new friend about the hierarchy and importance heaven puts on the heart of a person rahter than his/her accomplishements. It's a quick read, not on a par with some of Twain's other works, but an enjoyable hour or so.
Temo che la traduzione abbia ridimensionato la solita deragliante verve comica: ma anche qui si intuisce di aver a che fare con un Maestro. Per l'ennesima volta si trovano qui trasfigurati in lepide metafore gli ideali più genuini di pacifica e laboriosa convivenza delle diversità. Twain inoltre eleva a religione la bellezza e l'umiltà, nella sua forma più autentica e disinteressata. La conclusione con la lettera dell'Angelo del Protocollo è una comicissima bordata alle ipocrisie dei cristianesimi.
Captain Ben Stromfort's story is a sort of magical realism. We see an old sea-faring captain journey from a world he knows to a world he only thinks he knows about.
**Spoiler** Mark Twain plays with all the ideas people use to describe heaven: a harp, a halo, wings, etc. Then mocks the idea that when you die, you get to finally rest. Also, that there aren't and social structures or jobs to deal with. In heaven there are kinds of these things, except they are heaven things. I enjoyed how he uses his main character to portray all these things.