Questa antologia raccoglie diciotto racconti inediti (alcuni perfino inediti in America) scritti dai più promettenti giovani autori americani di oggi. Fra questi spiccano David Foster Wallace, Rick Moody, Jonathan Lethem, Dave Eggers, George Saunders, Jeffrey Eugenides, già noti anche al pubblico italiano; a loro si aggiungono nomi di scrittori di cui abbiamo molto sentito parlare di recente: su tutti A.M. Homes, Aimee Bender, Matthew Klam, Shelley Jackson, Julia Slavin, Sam Lipsyte tutti pubblicati dalla nostra casa editrice, e poi ancora Arthur Bradford, Judy Budnitz, Amanda Davis, Myla Goldberg, Ken Kalfus, Stacey Richter, autori che hanno ricevuto negli ultimi anni grande attenzione da parte del pubblico e della critica. La raccolta è stata curata direttamente dallo staff di minimum fax (non è la traduzione di un’antologia esistente), e il suo progetto è stato accolto con entusiasmo dagli scrittori selezionati. Il panorama della nuova generazione di narratori degli Stati Uniti, che sfugge a ogni possibile etichetta, definizione, gruppo o manifesto, è qui perfettamente rappresentato nella sua "programmatica eterogeneità": storie fantastiche, minimaliste, postmoderne, fiabesche, iperrealiste, ironiche, assurde, inquietanti e commoventi trovano posto l’una accanto all’altra e formano una raccolta da leggere, conservare, rileggere...
Burned children of America è nato da un lavoro di ricerca di Martina Testa e Marco Cassini. Non è stata una traduzione a un'antologia esistente, ma un progetto tutto italiano. L'idea era quella di raccogliere, in quella proiezione americana di sogni e illusioni, testimonianze di verità. Voci che dessero il senso di quell'America fatta di persone in antitesi con il circostante. Persone un po' più sole delle altre, un po' più presenti nella loro solitudine. Quei bambini bruciati che urlavano di dolore a dispetto di una comunità, una nazione, una patria, che a loro non ci aveva pensato.
Acquistato da me nel 2010, ma pubblicato nel 2009, è la riedizione nella collana ne I quindici del primo formato di questa raccolta di racconti, intitolata Burned Children of America in onore del racconto qui contenuto di David Foster Wallace. C'è un'interessante introduzione nella quale i due ideatori dell' antologia spiegano un po' come era nata la loro idea di questo volume e quale sia stata la fortuna del libro: la raccolta è stata ideata a cavallo del 1999 e del 2000, ma uscita definitivamente nel 2001, nei giorni dell'11 settembre 2001. Risultò in quel momento quanto mai profetico quel titolo e non pensarono a sostituire la copertina che mostrava dei fiammiferi bruciati, tanto che a posteriori si sono chiesti se titolo e grafica ne abbiano determinato il successo. In ogni caso, la loro interessante riflessione era di come, a 10 anni dalla prima uscita del volume, gli Stati Uniti, con il loro universo di pubblicità e di centri commerciali, si fosse paurosamente avvicinato a quello dell'Italia. Lo leggo ad ulteriori 10 anni di distanza quasi e posso dire che lo scollamento è praticamente svanito e che probabilmente l'effetto grottesco cercato da alcuni racconti non è più forte come doveva essere 20 anni fa... Si tratta di una raccolta di racconti che i due curatori hanno voluto raggruppare, individuando quegli autori che loro avevano particolarmente apprezzato o che ritenevano particolarmente interessanti nel panorama a stelle e strisce dell'epoca, come a tracciare un volume generazionale. Una generazione copre cinque anni però e qui l'arco che viene ricoperto è maggiore di parecchio perché ci sono degli autori che sono nati addirittura nel 1954 e si arriva fino al 1977, ma si tratta più di un'unione di idee, di malessere comuni che di unione anagrafica.Gli autori sono tra i più noti della letteratura contemporanea americana da Suanders a Dave Eggers passando per Jonathan Safran Foer, fino a Wallace, la Bender, la Homes (il racconto di Foer però è stato aggiunto successivamente dall'edizione inglese). La qualità dei racconti è tuttavia non eccelsa, almeno per quanto mi riguarda, anche se riconosco a tutti un sottofondo di "disturbo", di malinconia perenne. Divido quindi i pareri per i diversi racconti: Il protagonista di Aimee Bender ** : mi fa venire prurito, mi era già successo col suo Un segno invisibile e mio Appuntamento al buio di Arthur Bradford *** 1/2 divertente I giorni del cane di Judy Budnitz **** terribile Faith o consigli per una signorina di Amanda Davis *** triste Lettere di Steven, un cane, ad alcuni capitani d'industria di Dave Eggers *** pazzo Multiproprietà di Jeffrey Eugenides *** 1/2 capitalistico Test di comprensione di Myla Goldberg *** interrogativo Una vera bambola di A.H. Homes **** malato d'amore Sonno di Shelley Jackson *** onirico Centri commerciali invisibili di Ken Kalfus ** manualistico Dovrebbero dargli un nome di M. Klam ** partoriente Videoappartamento di di Jonathan Lethem ** robotico Il braccio che non andava di Sam Lispyte *** non va Circolazione di Rick Moody *** "graffettoso" Gli uomini primitivi di Stacey Richter *** scolastico PARLO ANCH'IO ® di George Saunders *** 1/2 bugiardo Odontofilia di Julia Slavin *** aguzzo Incarnazione di bambini bruciati di D.F.Wallace **** doloroso Manualetto di punteggiatura dei disturbi cardiaci di J.S.Foer **** geniale
Perseverare nella lettura a volte paga. Devo dirlo, il racconto breve non è mai stato il mio forte. O forse quelli che avevo letto in precedenza non mi avevano dato quello che io cerco in un racconto breve. Ecco, Burned Children of America è stato il premio alla perseveranza. Sicuramente la raccolta di racconti migliore che abbia letto sino ad ora e che sopratutto mi ha chiarito le idee a proposito di ciò che voglio dalla forma racconto. Ovviamente ci sono stati racconti che mi hanno colpito di più e altri di meno, ma tutti a modo loro taglienti, corrosivi, immaginifici, ironici, tristi surreali ma mai irreali. Se qualcuno appassionato di racconti può consigliarmi raccolte (ma anche autori) sulla lunghezza d'onda di questa raccolta, si faccia avanti! Ps: Ovviamente adesso si è messo in moto un processo di recupero di tutti quegli autori i cui racconti mi hanno colpito maggiormente,, perciò se a breve mi troverete sotto un ponte, saprete come avrò sperperato i miei pochi averi.
Nel 2001 Minimum Fax ha racconto in un'antologia i migliori racconti delle voci statunitensi che, secondo loro, sarebbero divenute le più stimolanti; si tratta infatti di autori già affermati a livello mondiale, come David Foster Wallace, Jonathan Lethem, Dave Eggers, George Saunders ecc. ma anche autori che, personalmente, non avevo mai conosciuto. Sono racconti disturbanti, dal distopico al minimalismo, ognuno intriso di mancanza e controversia. Al netto, un ricettacolo per godere di penne già affermate e sempre valide e un modo splendido per rinfoltire wishlist e tarli mentali.
Come sempre è difficile valutare una raccolta di racconti. Perché, ovviamente, ci sono racconti che piacciono di più e racconti che piacciono di meno. Ma in questa raccolta io ho trovato quattro racconti che mi hanno toccato l’anima proprio in fondo, e quando quattro racconti ti toccano l’anima proprio in fondo, come fai a dire che una raccolta è meno che bellissima?
La maggior parte delle persone non ama i racconti perché non c'è tempo, non c'è abbastanza spazio per potersi affezionare ai personaggi. Io, anche in questo, sono una pecora nera. Mi piacciono molto i racconti, trovo che alcune storie, se raccontate come romanzo, stuferebbero, deluderebbero lascerebbero l'amaro in bocca. E poi di solito leggo i racconti quando è un periodo molto intenso in cui il tempo per leggere è molto molto risicato, oppure quando ho un po' di cose per la testa e quindi riesco a rimanere concentrata solo per poche pagine.
Burner children of America è una raccolta di racconti di scrittori contemporanei americani che racconta la società odierna. Punti di vista differenti, stili narrativi variegati e messaggi trasmessi sotto forma di pugni in faccia e allo stomaco. Ogni storia lascia un taglio, un livido più o meno grosso e visibile che lascia una cicatrice a monito di ogni lettura. Confesso che quando ho chiuso il libro ero davvero stremata, nel mio animo si agitavano tante emozioni e la mia testa era piena di nuove riflessioni.
Quello che voglio dirvi, a conclusione di questo sproloquio, è che se non amate i racconti e non provate nemmeno a dare una possibilità a questa raccolta, vi perdete davvero una lettura meravigliosa e amara.