«Il mio obiettivo è informare, non spaventare, perché ho scoperto che la paura ci fa voltare le spalle a un problema, mentre l'informazione ci fa avvicinare.» Per questo, la geochimica e geobiologa statunitense Hope Jahren ha dedicato anni a catalogare una sconfinata serie di dati. Dati che descrivevano la crescita demografica, come si è intensificata l'agricoltura, come sono saliti alle stelle i consumi energetici nell'ultimo mezzo secolo. Jahren li ha setacciati alla ricerca di pattern ricorrenti riproponendosi di quantificare i cambiamenti in atto a livello globale nei termini più precisi e concreti possibili. Lo scopo? Presentare la crisi climatica senza catastrofismi né semplificazioni, senza avventurarsi in azzardate previsioni, ma concentrandosi su quanto è già successo, su quanto il nostro pianeta è cambiato negli ultimi decenni. Perché solo così possiamo davvero persuaderci a cambiare rotta.
Con rigore scientifico e ironia, l'autrice osserva come la costante ricerca del benessere scandisca da sempre il ritmo del progresso umano. Ma la nostra rapacità ci spinge a consumare più del necessario, piuttosto che a condividere gli avanzi della nostra ricchezza. Basti pensare che, su scala globale, dal 1969 a oggi la produzione di cereali e di carne è triplicata, eppure gli scarti di cibo sono aumentati a tal punto da essere pari alla quantità che servirebbe a sfamare tutte le persone denutrite del mondo. L'analisi di Jahren rivela come sia questo insaziabile bisogno di abbondanza ad aver imposto al pianeta un cambiamento.
Il lato oscuro dell'abbondanza è un vibrante appello alla civiltà del benessere affinché ripensi il legame fra la cultura dello spreco di alcuni e lo stato del pianeta di tutti. Perché, seppur drammatica, la situazione si può ancora salvare.
HOPE JAHREN is a teacher, scientist, and book lover living in Oslo, Norway. Recognized as one Time magazine’s 100 Most Influential People, Jahren is the recipient of three Fulbright Awards and was named one of the Brilliant 10 by Popular Science magazine in 2005. She is the author of two works of nonfiction: The Story of More and Lab Girl, winner of the National Book Critics Circle Award for autobiography. Adventures of Mary Jane is her first work of fiction.
Il libro è interessante, se si conoscono già i problemi affrontati sono solo una ripetizione in più. Interessante gli ultimi capitoli. Unica pecca è che si parla come territorio degli Stati Uniti. Quindi per noi Europei è solo un'informativa in più.
più proseguivo la lettura e più mi deprimevo, poi sul finale ha dato una serie di consigli interessanti, per quanto io li applichi già quasi tutti, ma è stata una lettura illuminante