Questo romanzo è uno dei miei preferiti in assoluto. Mi soffermerò sulle parti spoiler visto che del romanzo di per sè ne ho già parlato nella recensione del primo libro "Piccole donne". A parte qualche parte noiosa in cui vengono riportate le lettere delle sorelle Jo e Amy, è un libro assolutamente alla pari della prima parte. A differenza di altri, non ho mai sperato in Jo e Laurie poiché troppo simili, ma allo stesso tempo con necessità diverse; per me sono alla pari di un amore giovanile che, quando si matura, svanisce. Mi rivedo un po' nel senso di solitudine che sente Jo dopo aver rifiutato Laurie e si domanda se forse era meglio accettare di sposarlo (visto che ho avuto esperienze simili), ma se il cuore non parla, ha fatto più che bene a rifiutarlo. Non mi sono scandalizzata affatto che Jo alla fine si sia sposata con il Professor Bhaer poiché in quegli anni era una cosa normale; anzi, ho adorato Fritz dal primo momento per la sua testa molto più matura di Laurie e molto più compatibile con quella di Jo. Sono contenta per Amy che finalmente trovo più matura e consapevole, e di Laurie, anche lui maturato e che ha superato il rifiuto di Jo. La morte di Beth mi è dispiaciuta molto visto che era il mio personaggio preferito, ma pazienza, forse era giusto così. Rimango dell'idea che John e Meg siano la mia coppia preferita: maturi entrambi, dolci e gentili e che imparano dai loro errori affrontando le prime difficoltà di essere genitori e coniugi.