Bergonzoni secondo me è un genio. La sua comicità è assolutamente particolare e quindi può essere compresa o meno, può piacere o meno, può stancare. Per questo ho dato (solo) 3*, perchè è un libro difficile da consigliare a tutti: anche Picasso è un genio, ma a me fa decisamente schifo. Quindi se volete provare a leggere una ironia che verte quasi esclusivamente su giochi di parole, paradossi lessicali, accostamento fonetici, logiche ferree quanto abnormi e fatta in un modo unico (almeno credo) e sicuramente geniale, provatelo e incontrerete un genio, un maestro. Se già il titolo meraviglioso non vi piace e anche forse, oppure farse, allora anche. E non leggetelo. Per me è un capolavoro.
Letto da ragazzino, ne ho un ricordo vaaago ma ancora ricordo una piccola chicca... "Il guardiano del faro prese un accento e fece un bel futuro: il farò."
Il diario di Alvise. Giochi di parole a raffica, associazioni di idee, suoni e significati che fanno arrivare esausti alla fine del libro. Il Bergonzoni letto non ha però la stessa genialità di quello visto a teatro. "Un pittore che dipingeva la tela e un ragno macchiato di tempera che fuggiva, quando d'un trotto arrivava un cavallo. Il mio ragno per un cavallo!, gridò la tela"
«Mi amo talmente tanto che se mi lascio muoio, perché sono uno che scrive come parla, mangia come beve, pensa come cammina e dorme come canta.»