Una storia dimenticata del sud Italia del dopoguerra da una nuova voce intensa e genuina
«UNA REALTÀ STORICA SORPRENDENTE, DEI PROTAGONISTI BELLISSIMI.» Valeria Parrella
Santa Maria al Bagno, Puglia, 1946. Il mare brilla trasparente sotto sole, ma tutt’intorno è miseria nera, ereditata da generazioni e ingigantita dalla guerra. Tommaso, Umberto, Marcello e Giovanni sono quattro tredicenni, e della loro terra conoscono solo la campagna arsa, i rovi e le pinete tra cui scorrazzano per isolarsi dai grandi, luoghi in cui si rifugiano per fingere che la miseria e la fatica siano lontane come l'orizzonte che precipita nel mare. Ma quando Marcello trova, seminascosto nella boscaglia, il cadavere di un uomo, i quattro amici entrano in contatto con un mondo a loro ignoto, che li conduce proprio in riva al mare, dove gli inglesi hanno allestito un campo profughi per i sopravvissuti alla Shoah. Paradossalmente, ai ragazzi il campo sembra il paese di Bengodi, perché non solo il cibo non scarseggia, ma c’è persino un’infermeria. E Tommaso ha una sorella che sta morendo di tifo. Insieme, i ragazzi organizzano un piano per introdursi nel campo e rubare le medicine. Non sanno a che cosa vanno incontro, sanno solo che chiedere non serve a nulla perché a loro nulla è dovuto, tanto meno da questi estranei che si sono insediati nella loro terra, e che li trattano da pezzenti quali sono. Dalla loro, però, hanno la capacità di sognare di tutti i ragazzi, la fiducia incrollabile nella propria forza, la fedeltà assoluta che li lega l’uno all’altro. E la realtà scabra dei fatti si mescola ai loro progetti fantastici, trascinandoci in una lettura appassionante che ci commuove e ci fa sorridere insieme.
Romanzo ambientato nel 1946 nella zona di Nardò a Santa Maria al Bagno. Tommaso, Marcello Umberto e Giovanni, sono quattro amici tredicenni che vivono nella miseria del dopo guerra. Nel loro girovagare per i campi e i boschi, si imbattono nel cadavere di un uomo che si rivelerà essere un malvivente di un campo profughi gestito dai soldati inglesi per i sopravvissuti alla Shoah. Il campo è visto come una zona di ricchezza e privilegio, visto lo stato di povertà in cui versano i ragazzi. Non è come credono, visto che chi vi abita è sopravvissuto a indicibili maltrattamenti. Nonostante questo, resta un luogo di salvezza, visto che alcune cose si possono trovare solo all'interno di quel perimetro. Una di queste è l’ospedale del campo che potrebbe essere la salvezza per la sorella di Tommaso, gravemente malata di tifo. Ecco allora che i ragazzi, dopo mirabolanti avventure, fughe e battaglie, improvvisano un piano per portare la ragazza dal medico del campo. Anche alcuni parenti, ognuno con le sue peculiarità al quanto originali, daranno il loro contributo affinché la vita di Romilda non sia più in pericolo. La prima parte è gradevole e si legge velocemente, poi si è inceppato qualcosa, lo sfondo storico è reale, ma alcuni passaggi si ripetono e rallentano il percorso per arrivare al cuore della storia, ovvero il possibile salvataggio di Romilde. Ad un certo punto lo scopo sembra dimenticato e tutto diventa contorno allo scopo di curare la ragazza malata. Molte pagine si perdono in dettagli che vengono descritti più volte. I fuoriposto in realtà sono tanti ragazzini, che a quel tempo vivevano di duro lavoro come aiutanti dei padri e di espedienti per sopravvivere, quindi questo avverbio che diventa aggettivo, non va preso con leggerezza, visto che proprio il legame tra questi piccoli uomini, diventa forza inarrestabile per raggiungere il nobile scopo.
L’estate salentina del dopoguerra, tra miseria e afa. Un gruppo di ragazzini – randagi, pasoliniani – scoprono un corpo senza vita a pochi passi da un Campo inglese, residuo della seconda guerra mondiale e dell’olocausto. La fame viene prima dell’umanità, ma la tenera età della banda fa presto a entrare in empatia con il cadavere e subito virano i loro piani: tuttavia a qualcuno serve un capro espiatorio e loro sembrano essere perfetti.
Un mistero che si infittisce sempre più, un ritratto della vita e delle complicazioni sociali, economiche e politiche del dopoguerra, una storia di amicizia e lealtà, d’amore fraterno e di difficoltà famigliari, un’avventura ai limiti del possibile. Il riscatto sociale di Libero e di Umberto, il miracolo dei Sirena.
✨"Si dice che il vantaggio evolutivo dell'essere umano, la sua vera forza, risieda nella capacità di adattarsi a qualsiasi situazione.Pur di sopravvivere l'uomo compie e giustifica qualunque azione, anche la più vile"✨
Un romanzo bellissimo, intenso su uno sfondo storico reale. La miseria, la fame, i segni della guerra visti con gli occhi di un gruppo di tredicenni, che con le loro scorribande per le campagne pugliesi cercano di evadere dai grandi. Una storia che commuove, fatta di valori quali l'amicizia, la lealtà, il coraggio❤️. Realtà e finzione si incastrano perfettamente, creando una storia avvincente. Personaggi caratterizzati magistralmente, una ricerca storica dettagliata e accurata. Un eccellente romanzo storico da leggere tutto d'un fiato 🤩 ⭐⭐⭐⭐⭐
Grazie a una collaborazione tanto meravigliosa, quanto inaspettata, sono venuta a conoscenza di questo libro. Parliamo di un libro che racchiude al suo interno aspetti fondamentali della vita di un essere umano.
I protagonisti sono quattro amici che si troveranno a dover crescere per far fronte a pericoli che compaiono nel loro cammino.
Il passaggio da un ragazzo all’altro permette di avere un quadro molto chiaro del carattere di ognuno, della loro storia e dei loro pensieri. Molto azzeccate secondo me sono state le descrizioni, perché questo fa in modo che al lettore compaiano davvero davanti agli occhi le scene del libro.
Elementi come la malattia, come l’amore, l’amicizia, la fanno da padroni in questa lettura che affascina e spaventa allo stesso tempo. E’ facile molte volte banalizzare su questi temi, ma invece in questo libro questi vengono sviscerati e descritti in maniera davvero pura.
Interessantissima la crescita psicologica di soprattutto uno dei personaggi, che si fa più consapevole di tutto ciò che lo circonda mentre le pagine si susseguono. Ci sono tantissime forme di amore nel nostro cammino, e in questo libro ne troviamo alcune tanto diverse quanto in fondo uguali.
La trama l’ho trovata un po’ minore, in quanto a mio parere è stato dato molto più spazio alle sensazioni, ai temi trattati e alle emozioni provate. Punto secondo me a vantaggio del libro.
Una lettura davvero interessante che sono contentissima di aver fatto. Lo consiglio a tutti!