La lettura di Sandro Lombardi sceglie di rendere omaggio a uno scrittore appartato ma centrale nei percorsi letterari e civili del nostro Novecento. La sua proverbiale asciuttezza narrativa, che ha fatto scuola ad una generazione di autori italiani, è testimoniata dal breve romanzo che chiude la trilogia de Gli anni impossibili, dove il paesaggio naturale diventa il personaggio principale al pari di quello sociale. E la lettura di alcuni dei racconti di Amici ci porta nella Firenze occupata dai nazisti e la lotta clandestina a cui Bilenchi partecipa attivamente, dopo una gioventù socialista e da fascista di sinistra, e prima della sua avventura di giornalista e straordinario cronista.
- L’attentato - Un comunista - Il giovane Linder - La pistola di Saló
È il primo testo che leggo di Bilenchi e l'ho incontrato per caso. È un libro autobiografico che descrive attentamente le influenze che hanno avuto le ideologie politiche nate a ridosso della grande guerra. I racconti ci confermano ancora una volta la forza propulsiva dei gruppi culturali sorti in Italia in quel periodo che tanto hanno influito sulle vicende storiche italiane. Ci fa anche riflettere però su quanto di Questo patrimonio culturale siamo stati in grado di perdere.
Racconti autobiografici di episodi della guerra partigiana e della politica nel dopoguerra. Ne emergono illusioni, rimozioni, eroismi e dogmatismi dell’ambiente legato al PCI: tra voglia di democrazia e fede nello stalinismo.