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L'individuo, la morte, l'amore

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Per un greco dell'antichità, cosa significa essere se stesso di fronte agli altri? Perché negli occhi dell'essere amato è la propria immagine che l'amante vede riflessa in uno specchio?
Se il saggio si beffa del tiranno che ha paura della sua Geometria, così Achille, che nella battaglia mette in gioco tutto se stesso, non riconosce potere sovrano sopra di sé. Per un greco dell'antichità, cosa significa essere se stesso di fronte agli altri? Perché negli occhi dell'essere amato è la propria immagine che l'amante vede riflessa come uno specchio? Come è possibile scoprire la propria identità senza perdersi nel desiderio dell'altro? E come mai si ritrova lo stesso corpo a corpo nella guerra come nel sesso? Jean Pierre Vernant, il più insigne antichista vivente, conduce il lettore tra i duelli sotto le mura di Troia, con Ulisse sedotto da Calipso e Circe, tra i giovani spartiati, educati a suon di frustate, e tra perplessi ateniesi che cominciano a gustare il frutto proibito della filosofia. Sospeso tra Parche e gloria dell'eroe, tra Eros e annientamento, l'uomo greco scopre le premesse dell'individualismo moderno.

208 pages, Paperback

First published March 3, 1989

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About the author

Jean-Pierre Vernant

92 books128 followers
Jean-Pierre Vernant was a French historian and anthropologist, specialist in ancient Greece. Influenced by Claude Lévi-Strauss, Vernant developed a structuralist approach to Greek myth, tragedy, and society which would itself be influential among classical scholars. He was an honorary professor at the Collège de France.

Born in Provins, France, Vernant at first studied philosophy, receiving his agrégation in this field in 1937.

A member of the Young Communists (Jeunes Communistes), Vernant joined the French Resistance during World War II and was a member of Libération-sud (founded by Emmanuel d'Astier). He later commanded the French Interior Forces (FFI) in Haute-Garonne under the pseudonym of "Colonel Berthier." He was a Companion of the Liberation. After the war, he remained a member of the French Communist Party until 1969.

He entered the Centre national de la recherche scientifique (CNRS) in 1948 and, under the influence of Louis Gernet, turned to the study of ancient Greek anthropology. Ten years later, he became director of studies at the École des hautes études en sciences sociales (EHESS). In 1971 he was professor in the University of São Paulo. This visit was also an act of protest that he made with François Châtelet against the brazilian military government (dictatorship).

He was a member of the French sponsorship committee for the Decade for the Promotion of a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World. He supported the funding organisation Non-Violence XXI.

He was awarded the CNRS gold medal in 1984. In 2002, he received an honorary doctorate at the University of Crete.

Vernant died a few days after his 93rd birthday in Sèvres.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Jaq.
329 reviews37 followers
November 22, 2017
'Quando un uomo muore, i suoi congiunti, prima dei funerali si privano del cibo, delle bevande del sonno; invasi dal photos nei confronti del defunto, lo ricordano continuamente, dedicandosi come fa Achille con Patroclo, alla rievocazione costante del morto, o meglio ad una sorta di ossessione. Per mezzo di un intenso sforzo evocativo, se lo rendono presente, ma nel momento stesso in cui se lo vedono davanti, sotto forma del suo eidolon, il suo doppio, e gli parlano come se si trattasse di lui in persona, quella presenza inafferrabile si dilegua ogni volta. Il modo del morto di essere presente cela un'assenza irrimediabile.
Gioco di assenza nella presenza, ossessione di un assente che occupa tutto il vostro orizzonte e che però non riuscirà mai a raggiungere, perchè appartiene al regno dell'altrove.'

'Amare significa tentare di raggiungere se stessi nell'altro. [...] la tragedia dell'impossibile ricongiungimento dell'individuo con se stesso. [...] devo farmi altro da dentro'.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
October 3, 2017
"Amare significa tentare di raggiungere se stessi nell'altro." (p. 146)
Profile Image for Cristian Verón.
131 reviews
February 17, 2025
EL INDIVIDUO, LA MUERTE Y EL AMOR EN LA ANTIGUA GRECIA (1989) de Jean Pierre Vernant es un libro hermoso, que no tengo 😂 pero que leí gracias a la hermosa piratería. Se trata de una serie de ensayos e intervenciones con las más diversas temáticas alrededor de los ejes que marca el título.
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Vernant, arqueólogo de la cultura antigua, especialista en la filosofía griega y mitología es uno de los tipos que son canon a la hora de estudiar Grecia. Si uno va a estudiar Grecia en la universidad, en un terciario, se topa en algún momento con Jean-Pierre Vernant, con uno de sus textos, es ineludible.
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En este caso varias de las intervenciones giran alrededor de "La Ilíada" y "La Odisea" de Homero, tiene algunas que me dejaron pasmado: por ejemplo hay un análisis muy interesante del culto a la muerte de los guerreros griegos, y la contraposición entre la muerte en combate y la muerte en la vejez. Otro que me encantó fue el análisis que hace de la relación entre mito y rito, esta relación que hace Vernant va a ser muy criticada por Kirk pero no deja de ser interesante: Vernant sostiene que el mito esta indisociablemente desprendido del mito. No voy a señalar aquí que le contesta Kirk, pero de todas formas creo que la postura de Vernant en este análisis que hace de la relación entre mito y rito esta perfectamente encadenado al tipo de estudios que él venía realizando. Es decir si tenés toda una serie de estudios sobre mitos que tienen una expresión ritual antigua es lógico que pienses que el mito deriva del rito y en parte lo explica. En fin, Vernant es entretenido.
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Ah y también quiero destacar que Vernant sostiene como es la relación entre el individuo con las formas de la vida religiosa en la antigua Grecia.
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