"La paranoia ha sterminato più masse umane delle epidemie di peste, ha umiliato e annientato più della collera di Dio. Luigi Zoja ci aiuta a capire come sia stato possibile".
Dalla 4a di copertina
L'ho comprato spinta da una vicina di casa affetta da delirio di persecuzione il di cui oggetto persecutorio sarebbesi me stessa medesima. Parlando (oddio più che altro cercando di parlarci) mi sono resa conto dell'invincibilità del pensiero paranoico. Dell'inaccessibilità del soggetto affetto da tale disturbo, qualsiasi cosa tu dica NON viene recepita come avente un attinenza con la realtà. L'unica reale realtà é quella del paranoico.
Terrificante. E ridicolo anche. E mi veniva da ridere. Ma é meglio non ridere davanti a un paranoico, potrebbe finire male, perché non hanno minimamente la capacità di ridere di sé stessi, dell'altro da sé.
L'ho comprato perché pochi giorni fa alla radio ho ascoltato un intervista all'autore, Zoja, e mi ha convinta a metterci le manine addosso. Per saperne e capirne di più.
E' anche un segno di vecchiaia incipiente, come dice la Athill nel suo "Da qualche parte verso la fine", invecchiando preferisco leggere dei saggi che non della narrativa. Stimolano maggiormente i neuroni, e a differenza della gioventù i loro contenuti trovano tanti ganci pronti, associazioni fra i diversi saperi incamerati col tempo, i ricordi, le proprie esperienze di vita.
E la loro lettura diventa più affascinante di qualsiasi romanzo.
Una vera goduria.
Fine lettura
Luigi Zoja, psicoanalista junghiano, ho da ringraziarlo per la magnifica lettura che mi ha regalato. 427 pagine, più una ricca bibliografia da cui attingere, (cosa che ho fatto), di piacere vero.
Non facile comunque, chiede impegno leggerlo, si viaggia nel tempo e nello spazio e nell'anima o psiche dell'uomo.
Ritenuto che, e per nostra grande fortuna, sono pochi gli individui affetti da paranoia o sindrome persecutoria e che la loro cura è decisamente disarmante e riduce all'impotenza anche il più preparato dei curanti, Zoja in questa sua opera ci parla di quella che definisce la paranoia collettiva, quella che affligge le masse.
Altamente infettiva, purtroppo, soprattutto in contesti ove vari "...ismi si accendono (nazionalismi, populismi, totalitarismi).
L'analisi profonda e articolata di eventi storici (psicostoria) dei suoi protagonisti ( Hitler e Stalin su tutti, ma anche gli Stati Uniti e la loro guerra preventiva alla ricerca di armi di distruzione di massa in Iraq, così come di alcuni protagonisti di miti o della letteratura classica) illumina anche se di una luce sinistra tale lato oscuro dell'essere umano.
In ognuno di noi alberga un paranoide potenziale (Nòos: pensiero, Para: andare al di là (naturalmente non parlo di stati patologici, ma di personalità paranoide ad esempio)' il quale nel contesto adeguato riesce facilmente ad emergere.
Zoja ci dice che dobbiamo averne consapevolezza alfine di poter impedire il suo dispiegarsi, le nostre sentinelle della coscienza e del pensiero critico sempre all'erta. Ma non bastano, necessita anche una buona capacità di introspezione e di elaborazione dei propri vissuti per fa sì che non vi cadiamo dentro.
La consapevolezza della ricchezza e della complessità della vita interiore si specchia in quella esteriore e permette di sfuggire agli assunti paranoici che solitamente si nutrono della semplicità semantica e della povertà di contenuti del pensiero.
Ponderoso volume, da rileggere e meditare nel corso del tempo, è un faro acceso sulla strada della consapevolezza, a cui far ricorso nei momenti bui.