ok, l'autore indugia un pelino troppo in termini tecnici musicali (che magari una spiegazione tra parentesi l'avrebbero meritata), e talvolta non mi son trovato concorde con le sue opinioni, ma resta un ottimo libro su un periodo cruciale non solo della carriera di davis, ma della musica tutta, ed è anche un vero e proprio atto d'amore nei confronti della figura di uno dei più grandi jazzisti di sempre. mi ha fatto voglia di riascoltare un bel po' di dischi, e di mettermi finalmente a caccia di altri...
1968, Miles inizia ad inserire nei suoi pezzi strumenti elettrici. E' l'inizio di una svolta che avrà nel 1969 l'anno di passaggio fondamentale. Passaggio che creò sconcerto, polemiche e, a mio modestissimo avviso, alcuni dei grandissimi capolavori del nostro. Salvatore ci racconta tutto che grande chiarezza, in una lettura particolare ed affascinante.