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La trama alternativa: Sogni e pratiche di giustizia trasformativa contro la violenza di genere

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Cosa succede quando a essere accusato di stupro è un attivista, agitatore culturale, alleato femminista, ed è il tuo migliore amico? E cosa succede se la sua comunità decide di rifiutare l’intervento della polizia e del sistema di giustizia dello stato, e inizia invece un percorso di riparazione del danno e di trasformazione? Giusi è appena arrivata a Barcellona quando incontra è lui che la accompagna a conoscere l’anima più profonda della città, che la aiuta a decifrarne il fermento culturale e politico, incoraggiandola a farne parte. In poco tempo diventa per lei un confidente, un mediatore prezioso, un amico. Fino al giorno in cui viene accusato di violenza sessuale, e tutte le certezze vacillano. In uno scenario più probabile, l’uomo verrebbe denunciato alle autorità, ci sarebbero delle indagini, un processo, forse una pena da scontare. In questa storia, invece, la donna che ha subito la violenza sceglie una via alternativa, in linea con la convinzione che ognuno possegga la capacità di riparare i danni inferti, di è l’inizio di un percorso collettivo, che coinvolgerà non solo lei e Bernat ma l’intera comunità di cui fanno parte, proiettandoli in uno spazio privo di certezze, dal quale contemplare possibilità impreviste. Da quello stesso spazio – più familiare dopo anni di studio e di attivismo – Giusi Palomba ci offre un’analisi partecipata e rigorosa della nostra cultura e delle sue narrazioni, e ci dimostra che la violenza non è mai solo una questione privata tra chi la compie e chi la subisce. La trama alternativa è un punto di vista inedito sulla violenza di genere, e un invito a guardare oltre i nostri orizzonti, verso un’idea di giustizia che somiglia a un processo di guarigione collettiva.

224 pages, Kindle Edition

Published March 17, 2023

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About the author

Giusi Palomba

9 books15 followers
Giusi Palomba is originally from the area of Naples and lives in Glasgow, Scotland. She translates fiction and non-fiction, writes for various magazines and is involved in community organizing.

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5 (2%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 29 of 29 reviews
Profile Image for Beatrice.
3 reviews1 follower
April 14, 2023
Importantissimo contributo ad un discorso che in Italia è praticamente inesistente.
A partire da un’esperienza personale, l’autrice riflette sul tema delle pratiche femministe anti punitive e sulla giustizia trasformativa.

Non è un manuale né un manifesto, a partire da esempi reali si aprono delle riflessioni necessarie su come gestire la violenza di genere senza ricorrere alla polizia. Come sottolinea l’autrice non è nulla di nuovo, le comunità marginalizzate da sempre adottano queste pratiche perché quando chiamare la polizia comporta il rischio di essere uccisi, i problemi si risolvono in un altro modo.

Quando avviene uno stupro, nella comunità in cui succede, si apre uno strappo. Come si fa per ricucirlo? La giustizia trasformativa punta a coinvolgere la persona che ha inferto il danno, la persona che l’ha subito e la loro comunità per responsabilizzare ed evitare che ciò riaccada in futuro.
Non c’è difesa e non c’è accusa, non c’è bisogno che chi ha subito il danno riviva all’infinito il trauma per farsi credere da una giuria e infine non ci sono punizioni.

Che tu abbia esperienze di militanza oppure no, pensare fuori dalle logiche punitive quando si tratta di violenza di genere può essere disturbante. Ho molto apprezzato il libro perché evidenzia in modo realistico anche la difficoltà di applicare questi procedimenti, il fatto che serva un lavoro enorme sul contesto, la quantità di energie che ciò necessita e così via.

Molto consigliato per ragionare in controtendenza all’idea che “non c’è nessuna alternativa” al modello in cui viviamo. Inoltre è ricco di rimandi a titoli e studi molto interessanti che meritano un ulteriore approfondimento.


Profile Image for Enrica Muraglie.
26 reviews2 followers
October 14, 2023
Illuminante e rivoluzionario, anche doloroso. Relazione e fiducia sono parole e pratiche straordinarie.
"E questo smonta gran parte delle idee, così diffuse nei circoli alternativi, che più teoria è uguale a più consapevolezza, più conoscenza politica è uguale a più capacità di azione davanti ai conflitti e alla violenza. Una lettura nuova del cambiamento possibile che parte dalla presenza e dalla cura, non da complessi e imprescindibili requisiti per accedere alla politica attiva: 'Quanti libri letti, quante manifestazioni fatte, quanto intelligenti sono i tuoi interventi'. Le pratiche di responsabilizzazione comunitaria sono capaci di dare fondamento a ogni ideale di giustizia sociale. I circoli intimi sono persone della nostra vita che magari non possiedono un linguaggio specifico, una preparazione sui grandi -ismi, sulle loro radici storiche, sulle oppressioni sistemiche, ma quando serve, sanno intervenire per riparare e trasformare, anche se non sono queste le parole che useranno".

Casa è un insieme di pratiche.
Profile Image for naturaviolenta.
68 reviews9 followers
July 24, 2023
Preziosissimo. Fondamentale partire da qui per immaginare nuove pratiche trasformative in merito alle forme di violenza. Scrittura molto accessibile.
Profile Image for Costanza Hippoliti.
34 reviews1 follower
January 3, 2026
Non esistono soluzioni o alternative facili al punitivismo che permea la nostra società. Continuare ad immaginarle e metterle in pratica è però doveroso se vogliamo davvero sanare i traumi delle nostre comunità. La giustizia trasformativa non fornisce risposte al conflitto pulite ed infallibili, ma ci offre uno spazio inedito di discussione, tensione al cambiamento e azione concreta.

Questo è uno dei punti principali che "La trama alternativa" cerca di spiegare. Queste pagine e quelle di "Abolire l’impossibile" rappresentano il mio primissimo approccio al pensiero abolizionista e sento già che le mie convinzioni su carceri, crimine e sicurezza sono profondamente cambiate. Trovo davvero rivoluzionario l’accento che la giustizia trasformativa mette sulla "responsabilità collettiva” nella riparazione dei conflitti, sulle origini della violenza e il rifiuto dell’approccio punitivista dello Stato. Palomba è molto brava a spiegare questi concetti e allo stesso tempo fare luce sugli elementi e norme che l’approccio abolizionista cerca di sovvertire. L’autrice ricostruisce un’immagine molto chiara del contesto in cui queste alternative si inseriscono, affrontando temi come la mascolinità tossica, il femminismo carcerario, la mancanza della cura, un concetto diffuso di sicurezza personale completamente scisso da quello di sicurezza comunitaria.

Palomba non nasconde le difficoltà legate alle pratiche trasformative e riparative (tra cui, il grande lavoro emotivo e comunitario che richiedono) e non nega neanche la rabbia delle sopravvissute. Chiede tuttavia di far coesistere tutto ciò con altre tensioni dal potenziale trasformativo, basato sulla convinzione che la violenza e la punizioni non sono elementi naturali che siamo destinati a ripetere come automi. E’ un concetto molto semplice che però mi dà grandissima speranza.

“La speranza è una disciplina” dice Mariame Kaba e leggere libri bellissimi come “La trama alternativa” è un ottimo modo per praticarla.
Profile Image for mafaldauvetta.
157 reviews4 followers
November 9, 2023
Una riflessione sul tema della giustizia trasformativa, in particolar modo nel contesto della violenza di genere. Palomba parte da un episodio di violenza avvenuto in una delle comunità di cui fa parte, dalle modalità messe in atto per affrontarlo, dalle sue emozioni nel corso nel processo, dalle contraddizioni emerse. Passa poi ad una parte più saggistica, senza che però venga mai meno la componente di conflitto, anche dentro di sé.
Profile Image for Livuoiqueiqualia.
71 reviews6 followers
Read
October 27, 2023
Ho impiegato molti mesi a finire questo libro e ho interrotto la lettura più volte, quasi sempre in concomitanza di spiacevoli fatti di cronaca. Il primo articolo dell’autrice -quello che è stato a tutti gli effetti il primo passo per la costruzione di un lavoro più complesso- non mi era piaciuto. Anzi, mi aveva quasi disturbato. Non ho cambiato idea a riguardo e le reazioni al libro hanno in parte confermato la mia prima impressione.
Non ho dubbi, però, nell’ affermare che questo libro sia prezioso sia per le pratiche che racconta sia per la mole di nomi, istituzioni, gruppi, collettivi, persone che nomina e che meritano di essere approfonditi e studiati. Chiunque voglia avvicinarsi a questi temi ha bisogno di sentirsi dire che ci sono pratiche perseguibili e che sono riflessioni sacrosante.
Allo stesso tempo, leggendo le varie recensioni in giro, mi è sembrato di leggere un altro libro. Come spesso accade nel mondo di “compagni-intellettuali” la teoria si mangia la pratica ed è curioso se si pensa che la seconda è significativamente più presente della prima in questo libro. Cosa succede?È colpa di Palomba?Certo che no. Difficilmente poteva scrivere una cosa migliore.
Se, pero, una persona finito di leggere questo libro non ha pensato “è ora di sporcarsi le mani, di fare qualcosa di concreto” forse non siamo sulla strada giusta. E non è certo colpa dell’autrice, ma è un interessante specchio del mondo in cui viviamo, compreso quello di una militanza che sembra un posto dove definire noi stessi più che praticare cambiamento.
Profile Image for Viola Inui.
71 reviews
February 28, 2025
Avevo già letto questo testo nel 2023 ed era stato doloroso, non ero riuscita a finirlo. Forse non ero pronta per accoglierlo e ascoltare davvero le possibilità di cui racconta.

Oggi l'ho finito, sento ancora dolore ma con una prospettiva diversa. Nella mia idea di trasformare la realtà La trama alternativa mi ha dato ciò che cercavo.
Grazie
Profile Image for beesp.
386 reviews49 followers
January 2, 2024
Ultimo libro del 2023, e chiudiamo con un dolce finale.
Ho iniziato l’anno con Xenofemminismo di Helen Hester e lo concludo con La trama alternativa di Giusy Palomba: ho camminato in cerchio intorno a un punto femminista, e ho disegnato un cerchio concentrico intorno a un’esperienza chiusa, che non riesco più a ritenere mia, perché per quanto La trama alternativa sia un libro duro, difficile da digerire, che non ho potuto fare a meno di centellinare tra mezzi pubblici, luoghi di lavoro e stanzetta, e chissà che altro, tuttavia è la storia lunga, tortuosa, di una domanda che ci facciamo con sempre più insistenza e dolore: fino a dove giunge la linea della nostra esclusione dell’altro?
La trama alternativa è tra le risposte possibili alle domande con cui mi confronto da quando ho iniziato anche un altro libro molto complesso e difficile da affrontare, La fine del buio di Johann Hari.
Quello che posso augurare a chi ha letto questa recensione è di non affidarsi ad alcuna recensione finanche troppo dettagliata del libro di Giusi Palomba, che è una lunga storia, e non va conosciuta per sintesi o semplificazioni; e di poterci sempre imbattere in testi che sappiano restituirci, quasi come uno schiaffo, la dimensione dei nostri limiti, per potere, insieme, spostarli un po’ più in là.
Profile Image for Madame T.
17 reviews
March 1, 2025
Scrivere la recensione di questo libro non è semplice, poiché la tematica è complessa, quando ci si trova di fronte a nuovi approcci si è sempre un pó smarriti, ma è davvero interessante.
La protagonista Giusi, si è trasferita a Barcellona per lavorare "io Barcellona non l'ho scelta, è un altro saltello tra un'occasione e l'altra. E quella mia non-scelta, al netto delle tristezze, a volte è una beata incoscienza."

Descrive molto bene la città e i movimenti degli attivisti
" la geografia della città  è già di per sé una trappola, stretta tra il mare, la barriera naturale delle colline e una frenesia che può diventare claustrofobica. Tutto si muove al ritmo del centro, tutti vogliono vivere il centro, ogni angolo nasconde sorprese, un toccasana contro la noia. Ma la mitevolezza dei giorni e i continui imprevisti che una tale densità e intensità comportano, la repressione del dissenso, la gentrificazione, possono diventare insostenibili. Il centro attrae è respinge i suoi abitanti, come una calamita impazzita che sollecita il disorientamento".

Questa donna si trova in una bellissima città straniera, lontana da casa, dagli affetti, dialogando in un'altra lingua e conosce Bernat che diventerà suo miglior amico. Un uomo impegnato che le fa conoscere la città non turistica, l'appropria di un linguaggio politico di cui lei è ghiotta.
Le regala una presenza- casa e quando vivi in un luogo estraneo è un dono " la sua famiglia è diventata la mia, i suoi amici anche, e quell'affetto generale e totale è stata una mano di stucco su tutte le mie mancanze" ...e poi?
Cosa succede quando questa persona viene accusata di violenza sessuale?
Mar chiameremo così la vittima di violenza che non vuole essere chiamata vittima bensì sopravvivente e Bernat persona che ha inferto il danno e non predatore.

Un libro che attraverso un'esperienza reale racconta la giustizia trasformativa, alternativa alle richieste della nostra società che sono punitive.
Mar sceglie questa via, per dare la possibilità a lei di curare il suo trauma non sola e a lui di avere la possibilità di assumersi le responsabilità e avviare una trasformazione. Mar "concentra molte energie su un tema cruciale: non lasciare che altri definiscano il senso della propria storia, poiché la perdita di questo controllo potrebbe inficiare sulla guarigione. Soltanto prendendo le redini della situazione, chiedendo aiuto e supporto secondo i propri tempi, riesce a chiudere il cerchio o, meglio, a lasciare che mille altri se ne aprano, sotto forma di alternative, pronte a mettere in crisi ciò che è scontato."
Il tutto viene fatto collettivamente, ciò che è successo non riguarda solo loro due " riguarda anche chi ha organizzato la serata, chi ha passato con loro momenti di quella notte, riguarda certe convenzioni culturali, riguarda la necessità di stordirsi così frequentemente, riguarda la mascolinità che si esprime in pubblico e in privato."
Vengono creati due gruppi, uno scelto da Mar che sarà il suo supporto, ed un secondo gruppo "che organizzerà con Bernat incontri, discussioni, momenti di autocoscienza. (...) un terzo gruppo di collegamento farà da ponte tra i due di supporto e comunicherà le decisioni di Mar a Bernat e i progressi di Bernat a Mar."

Giusi è confusa, prova rabbia e non sa cosa pensare.
"La polarizzazione della società: la scelta di schierarsi e basta è di sicuro il modo più semplice di affrontare la complessità del reale. È un pó come strappare la realtà in due esatte metà  e scegliere di vederne soltanto una. Eppure, l'altra parte, il resto della realtà, continua a esistere, anche se appare sfocata e fumosa, anche quando ignorata".

Così il libro riguarda una prima parte su questo avvenimento e una seconda parte dove vi è un'interessante analisi su varie tematiche come il femminismo e di come un utilizzo spasmodico dei social, ha(in alcuni casi) intaccato. "Il cosiddetto  influencer femminism che irrompe sulla scena e raggiunge migliaia di follower e l'attenzione di molti brand". Questo corrisponde a un progresso della società?
Porta degli esempi molto interessanti che evito di scrivere per non togliervi nulla, parla anche delle realtà carcerarie. Racconta di alcune associazioni che si occupano di intervistare persone detenute, "con la convinzione che conoscere a fondo le conseguenze pratiche dell'invocare castigo e punizione nel quotidiano possa essere un ottimo punto da cui partire per decostruire il punitivismo. (..)Ci sono dei quartieri ipersorvegliati, e guarda caso molta gente di quei quartieri si trova in carcere. Il processo di giustizia criminale non funziona, perché spezza la comunità. Alla fine, né le vittime, né i cosiddetti criminali si sentono ascoltati. Spesso le persone hanno delle vite così difficili che è più semplice andare in prigione, a volte sono senza casa o devono gestire una dipendenza."

È inutile nascondermi, è interessante, sotto molti aspetti condivisibile, ma se dovessi pensare sulla mia persona avrei così tanta rabbia che non saprei se riuscirei a perseguire questa strada,  anche se non ho molta fiducia nella giustizia convenzionale su questa tematica, vedendo alcune sentenze o comportamenti delle forze dell'ordine. "Sono migliaia le storie di violenza che potrebbero  dimostrare quanto sia intrisa di misoginia la nostra cultura e quanto questo si riversi nel funzionamento del sistema giudiziario. Es. In italia il 27 maggio 2021 la corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato lo stato italiano a risarcire J.L, una ragazza vittima di violenza sessuale di gruppo avvenuta nel luglio 2008 a Firenze. Alla Corte d'Appello viene imputato l'uso di termini e argomenti che hanno determinato una <>. Evito di scrivere le frasi riportate e questo è solo uno dei tanti esempi e non solo in Italia.
È opportuna una formazione dei tribunali in materia di violenza di genere, e ovviamente un'uniforme non è garanzia di sicurezza."
Mi chiedo, probabilmente dovrebbe essere un percorso parallelo alla giustizia convenzionale in modo che colui che ha inferto un danno si assuma la responsabilità. E allora un'altra domanda sorge spontanea direbbe Lubrano, ci sarebbe questa necessità se effettivamente nelle carceri ci fosse una rieducazione?

Dal libro emerge che essendo un percorso collettivo e non solitario, la rabbia viene smontata pezzo per pezzo. "Il desiderio di vendetta non è sinonimo di malvagità. (...) onorare le contraddizioni delle sopravvivenza rende la giustizia trasformativa possibile. La verbalizzazione del desiderio di vendetta è spesso liberatoria, mentre la messa in pratica della vendetta quasi mai lo è. (...)così come sono possibili la rabbia e il desiderio di punire  lo è anche quello di trasformarsi: esiste, ma è semplicemente più difficile da intercettare,  perché dall'esterno l'imperativo è rafforzare soltanto il desiderio di punizione, alimentato più che si puo".
"Nell'esperienza dei processi trasformativi, quando c'è un modo e uno spazio per esprimere un dolore silenziato e dall'altra parte il pieno riconoscimento, la prospettiva muta e il dolore stesso che è alla radice del desiderio di punizione a volte scompare del tutto (e a volte no). Tutte le parti in gioco possono sbloccare nuovi livelli di realtà rimasti in ombra, inascoltati: a volte sono quelli indesiderabili e impresentabili, i nostri lati più disgustosi, quelli che fatichiamo a mostrare. Un'azione trasformativa non è basata sul soffocare parti di sé o i propri sentimenti, ma sul creare uno spazio il più possibile sicuro per farli esistere e lavorarli."

Per cercare di spiegare cos'è la giustizia traformativa porterò un esempio del libro: " se rubo un portafoglio perché ho bisogno di soldi, posso restituirlo e chiedere scusa, ma alla fine di questo processo, sarò ancora una persona povera. La giustizia riparativa ritorna al momento precedente in cui quel danno è stato inferto. La persona che ha rubato porterà le sue scuse, e la persona derubata potrà accettarle, ma alla fine di quel processo, verranno ristabilite le condizioni di partenza. La riparazione non modificherà le ragioni per cui il furto è avvenuto-la povertà,  una dipendenza, una malattia- e quando la persona tornerà alle condizioni iniziali, probabilmente si ritroverà di nuovo nella situazione di dover rubare. Le situazioni in cui c'è violenza- ecco il cuore dell'approccio trasformativo- sono spesso conseguenza di un'ingiustizia, il frutto di una disuguaglianza, e dunque il perseguimento della giustizia non può che passare attraverso la ricerca di strumenti per trasformare l'esistente, per cambiare quelle condizioni iniziali cosicché il danno non si verifichi più. Non si tratta in questo caso di trovare un finale alternativo, ma di riscrivere l'intera trama."
Profile Image for Lagatta.
29 reviews5 followers
November 19, 2023
Un libro importante nel panorama italiano dal momento che il concetto di giustizia trasformativa è ancora abbastanza assente in Italia...
forse perché ho letto altre libri sul tema in inglese, mi aspettavo qualcosa di più. Sarebbe stato bello se avesse portato più esempi di percorsi di giustizia trasformativa.
Profile Image for Francesca Cavallo.
Author 56 books141 followers
September 25, 2023
Eccezionale riflessione sulla necessità di superare le istanze punitiviste per un femminismo radicalmente alternativo alla cultura attuale.
Profile Image for Gina Gior.
12 reviews
April 14, 2024
Una prospettiva molto interessante e contemporaneamente un libro molto piacevole da leggere e scritto bene, soprattutto nella prima parte. Non ci si trovano soluzioni e formule da applicare ma molte domande per mettere in discussione il modo in cui il sistema ci ha abituato ad affrontare le problematiche legate alla violenza di genere.
Profile Image for Francesca.
14 reviews2 followers
October 26, 2024
Sono cresciuta tantissimo grazie a questo libro, non avevo mai messo così tanto in discussione la logica punitivo/repressiva con cui sono cresciuta. È un libro che mi ha aiutato a guarire molto anche da certe dinamiche presenti nella mia vita quando l'ho letto, mi ha insegnata a lasciar andare in un modo molto diverso da quanto avevo avuto modo di esperire prima, un modo che faceva stare meglio anche me. Ho apprezzato che la proposta di trame alternative (💜) si accompagni alla descrizione della fatica della cura collettiva, e alla ricerca di modi diversi di gestire il percorso di trasformazione tenendo conto di questo peso. Penso ci sia tanto bisogno oggi di leggere questo libro
Profile Image for Domenico Grimaldi.
1 review
September 25, 2024
libro bellissimo e sopratutto molto necessario sopratutto in un paese come l’Italia dove la giustizia trasformativa non ha ancora nessuna voce autorevole e purtroppo anche molto poco presente nella vita sociale del nostro paese. Giusi Palomba ha scritto un libro difficile in modo chiaro, strutturato ma anche molto intenso e personale.
Abbiamo sicuramente a che fare con un’ autrice che ha qualcosa di intelligente da dire e condividere, basandosi molto anche sulle sue esperienze di vita comunitaria e facilitatrice di processi trasformativi. Da consigliare far leggere a più gente possibile!
Profile Image for Giulia.
29 reviews2 followers
June 13, 2025
Il libro di cui avevo bisogno.

«Rifletto spesso sull'idea che lo sforzo di fare a ritroso il percorso da un conflitto alla sua radice sia stato per me un modo per non chiudere i rapporti con tante persone. A volte allontanarmi è stato necessario, a volte sono riuscita a evitarlo. Non ho giustificato, non ho dimenticato, non ho - come si suol dire - perdonato: ho solo capito le ragioni di alcuni comportamenti e soprattutto ho realizzato di aver sempre avuto una parte di responsabilità. E spero che qualcuno, almeno una volta, vorrà o potrà concedermi lo stesso lusso.»
1 review
September 26, 2024
La trama alternativa intreccia la semplicità del vissuto quotidiano ad una riflessione profonda sulla complessità relazioni umane e le scelte che davanti ad eventi inaspettati e traumatici siamo costrette a elaborare.
Ricco di spunti di riflessione e domande dalle risposte spesso scomode ma necessarie.
Profile Image for Elisa Zamberlan.
46 reviews
April 22, 2025
Ottimo punto di partenza per analizzare la situazione attuale, ricco di altri consigli di lettura, ma specialmente spunti di riflessione personale, che vorrei tramutare in spunti di riflessione collettiva, inizierò a consigliarlo a chiunque.
Ciò che stavo cercando per iniziare un percorso sullo studio della violenza di genere, o più in generale sulla “questione di genere”.
Profile Image for Cristina Marianello.
16 reviews
July 1, 2025
Un libro che parte dal personale per spiegare il senso di una visione politica seria, innovativa e radicale.

Il libro è scorrevole e ben scritto, facile da comprendere anche per chi, come me, non aveva mai riflettuto sulla giustizia e come “la facciamo”. Lettura direi quasi obbligata per femministe rivoluzionarie :)
Profile Image for Jadex_x.
15 reviews
January 8, 2024
Non avevo molte aspettative, come per tutti i libri che mi vengono imposti da leggere per un esame, ma mi ha stupita.
L'ho finito in una settimana, la scrittura è perfetta tanto quanto a come vengono trattati argomenti molto importanti.
Super consigliato per tutti.
Profile Image for Brunella.
53 reviews
February 26, 2024
Interessante, sia la prima parte centrata sulla giustizia trasformativa sia quella dedica alla mascolinità egemone. La parte sulle serie tv mi ha interessato meno, soprattutto perché molte riflessioni le avevo già fatte.
Profile Image for Valeria.
19 reviews
February 25, 2024
Brillante e allo stesso tempo molto umile, La trama alternativa affronta un argomento tanto urgente quanto ignorato - quello della giustizia alternativa, che si intreccia con l’idea di abolizionismo. Anche solo poter pensare di trattare un aggressore o trasgressore di qualsiasi tipo con cura e comprensione anziché violenza e repressione, è purtroppo inimmaginabile, soprattutto in Italia, dove come ben sappiamo gli stupratori e I criminali violenti in generale vengono etichettati come mostri, permettendo alla società di lavarsene le mani, rinchiuderli, e gettare la chiave - lasciando allo stesso tempo completamente sole le vittime e i sopravvissuti. Bellissimo e molto importante!
Profile Image for Alba Monferrer.
27 reviews
May 13, 2024
Aquest llibre m'ha obert els ulls per a aterrar idees utòpiques, i veure que tenen més sentit del que jo mateixa pensava.
M'ha agradat moltíssim.
Profile Image for NotHardlyAlice.
48 reviews1 follower
June 2, 2025
Mi ha fatto scoprire qualcosa di cui non conoscevo assolutamente nulla. Informativo ma personale.
Profile Image for Simona Garofalo.
3 reviews2 followers
June 28, 2023
Mi ha aperto un mondo. Mentre leggevo non ho fatto altro che interrompermi per aggiungere libri e ricerche da leggere per approfondire e leggere di più sul tema. Direi consigliatissimo!
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