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Lettera di dimissioni

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Scendendo a capofitto per i rami delle generazioni, Clelia riesce a trovare il suo posto sull'asse del ha una data d'inizio, il 1914, e persino una capostipite, la nonna Franca, giunta dalla Russia a Napoli. Innamorata della vita, ricca di passione e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati nella provincia e lo sguardo rivolto alla città. Quando Clelia incontra Gianni non ha dubbi su cosa insieme trovano quarantadue metri quadri in cui sostenersi "l'un l'altra come due carte da gioco poggiate in piedi". Per mantenersi lavora come maschera in un teatro, e proprio in teatro farà presto carriera. Appagata dal successo, Clelia sembra non accorgersi di scegliere sistematicamente il "male minore". Il nuovo romanzo di Valeria Parrella ha l'energia e il coraggio delle storie necessarie. La storia di Clelia procede di pari passo con quella dell'Italia, e ci restituisce il ritratto di un Paese che ha progressivamente rinunciato al pubblico per il privato, all'etica per il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno di noi continua ad amare "come si amano solo le cose che vengono prima di noi e dopo di noi resteranno". Senza dismettere la voce intima e sensuale che le è propria, Valeria Parrella narra la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce, fino alla consapevolezza che "le cose non si compiono all'improvviso, ma all'improvviso le vedi nel loro intero".

194 pages, Hardcover

First published January 1, 2011

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About the author

Valeria Parrella

47 books123 followers
Valeria Parrella is an Italian author. In 2005, her collection of short stories For Grace Received was shortlisted for the Premio Strega and won the Premio Renato Fucini. In 2020, she was shortlisted for the Premio Lattes Grinzane. In 2008 she published her first novel, Lo spazio bianco, which won the Premio Letterario Basilicata. She has written several other short stories and novels, she collaborates with the newspaper La Repubblica and the magazines L'Espresso and Grazia.

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1 star
4 (4%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
April 15, 2016
Prima c'è una famiglia, poi giù giù, scendendo lungo i rami di quella famiglia, una persona, una donna, che è il distillato di quella famiglia, coi suoi modi di essere, la sua cultura, la sua napoletanità, perché una famiglia così può esistere solo a Napoli, con la sua miscellanea di etnie e culture che ne fanno ua individualità unica.
E infatti Napoli, con le sue meraviglie e i suoi orrori, fa da sfondo irrinunciabile a tutta la storia.
E la Parrella potrebbe essere l'erede al femminile di De Luca.
Profile Image for Eddy64.
593 reviews17 followers
January 27, 2025
La storia è costruita sulle emozioni della protagonista, Clelia, probabile alter ego letterario della scrittrice stessa, la classica storia personale che diventa paradigma della storia di una città, Napoli, e dell’Italia intera, una sorta di invettiva contro il decadimento morale e culturale, la filosofia aziendalista delle logiche private applicate alla sfera pubblica Nei primi capitoli sembra una saga familiare, che parte da lontano – la nonna che dalla Russia arriva a Napoli nel 1914 – raccontando in maniera frenetica e aneddotica di nonni, zii, parenti vari: personaggi sui generis, coppie che si amano per quarant’anni o si detestano fino all’inizio per arrivare ai genitori, impiegati statali con l’etica del lavoro prima di tutto e comunisti di quando c’era ancora il PCI. Con un cambio di registro e di tempi i capitoli successivi si concentrano su Clelia e sulla sua passione per il teatro, frequentato fin da bambina grazie a uno zio ballerino al San Carlo. Vi entra come maschera per poi fare carriera come autrice: prima in un teatrino di periferia poi il salto come direttrice del teatro stabile campano. E’ la notorietà, la ribalta delle prime e delle conferenze stampa, i salotti buoni e le feste, ma anche i compromessi al ribasso, la logica del male minore. Il teatro è in deficit, il nuovo governo (l’ultimo Berlusconi probabilmente) taglia i fondi statali. Lascia il fidanzato con cui aveva condiviso amori e ideali in 42 metri quadri, si sposta solo in taxi, ogni giorno riceve decine di richieste; dirige in Svezia al cospetto della regina, ma per far tornare i bilanci è costretta a non rinnovare i contratti ai collaboratori. Sa di essere brava ma non la più brava, la sua nomina è stata politica, e i nuovi referenti pretendono un cambio ai vertici e il romanzo si rivela la sua lunga e personale lettera di dimissioni. Sullo sfondo la Napoli caotica e palazzinara, dal traffico impossibile, le rivolte e i blocchi delle discariche, caos e degrado che avanzano nell’indifferenza della politica. E’ il primo libro che leggo di Valeria Parrella e ad essere sincero non mi ha convinto del tutto. La qualità della scrittura non si discute ma la prima parte l’ho trovata troppo dispersiva. Molto meglio i capitoli dove si racconta la passione per il teatro, il sognare nella “foresta di pali” sotto il palco, gli sforzi per le prime produzioni a budget ridottissimo poi con gli ultimi si passa a una critica dell’apparato, un mondo autoreferenziale tra agganci e amicizie varie, interessato ormai dalle logiche del profitto. Da saga familiare a storia di una passione per il teatro a invettiva contro il decadimento morale: forse troppe cose insieme. Tre stelle e mezzo.
Profile Image for Silvia.
367 reviews30 followers
March 1, 2024
Dimettersi da se stessi
Ho impiegato metà libro a comprendere che questa non è la storia di Valeria Parrella e della sua famiglia, ma di un alter ego letterario: Clelia. Poi, certo, è anche la storia della scrittrice, che ci riporta nella Napoli della sua infanzia, all'interno di una famiglia in cui si alternano coppie che si amano molto a coppie che si detestano, senza vie di mezzo; è il racconto di una donna che cresce in una famiglia comunista, che crede nei valori di uguaglianza e rispetto della dignità umana, ma che- una volta raggiunta una posizione di potere nel panorama dell'intellighenzia nostrana, adotta gli atteggiamenti e le pose dell'élite dominante; è la vicenda di una donna che prova a cambiare la piccola porzione di mondo che le compete in un paese in cui la parte politica in cui si riconosce ha perso la rotta (ed il timone, la barca, i marinai...tutto, ahimè).
L'io narrante che, come spessissimo in questa autrice, è una donna potente e delineata, si fa portavoce di quelle che sono le vere protagoniste della storia: le emozioni. Lo scrivo sottovoce, perché mi sembra che questo termine oggi abbia assunto un significato sfocato e venga confuso con un altro, che denota qualcosa di diverso: istinto. Tutto qui è invece bruciante sentimento e non c'è consapevolmente spazio per il grigio, la stasi, la tranquillità. Nella descrizione di questo 'stato', l'autrice è molto brava.
Le parti che compongono il romanzo, invece, non sono a mio avviso molto coese tra di loro e manca la fluidità e la pervasività dei lavori più maturi dell'autrice (o l'efficacia delle meravigliose pièce teatrali); certo, poi la Parrella è sempre la Parrella, ossia una che sa scrivere e che, anche quando non è al massimo, lo fa meglio di tanta parte delle autrici italiane contemporanee. L'ho scoperta mille anni fa- forse nel 2013?- con la sua versione dell'Antigone al teatro Quirino: un'esperienza travolgente, che mi ha fatto 'tremar le vene e i polsi'. Da allora leggo ogni cosa che scrive: non tutto mi ha convinto, non tutto mi ha entusiasmato. Ma, caspita: che scrittura!
Profile Image for Mina Widding.
Author 2 books78 followers
July 29, 2022
Det här är en välskriven bok, med ett språk som manar till långsam läsning, på grund av meningsbyggnaderna där början av meningen ofta blir begriplig först i slutet av den. Kanske är det en italiensk grej? Hursomhelst tyckte jag om den, det lugna tempot i vilket den berättar om jagets familj, om hennes uppväxt, om det kommunistiska synsätt som genomsyrar deras tänkande och agerande, och hennes kärlek till teatern. Likt meningsbyggnaderna börjar den på ett sätt så att bokens tema blir begripligt först när du läst ut den. Det är intressant, helt klart. Varför den inte får högre betyg från mig är för att den också kräver en större insyn i italenskt kulturliv, och kanske politik också för den delen. Ibland blev jag helt enkelt bortkollrad, och fick finna mig i att inte förstå. Det gör det hela dock till en distanserad läsupplevelse.

Läsprojekt: slumpat från olästhyllan. Detta är en gallrad biblioteksbok som föreföll mig intressant, jag plockar gärna upp utländska titlar för att få en bredare läsning. Och det tycker jag ändå boken verkligen har gett.
Profile Image for Leka.
362 reviews
May 7, 2019
Ho iniziato questo libro il primo maggio, pensando fosse un libro sul lavoro. Lo è, anche, ma molto tangenzialmente.
Attratta dalla seconda frase in esergo di H. Arendt chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male. Di che male si tratti, però, mi pare di non averlo compreso appieno.
Sono rimasta conquistata all'inizio, perché è una quasi saga famigliare (anche se molto confusa). Che poi è diventata la storia poco attraente di una persona sola (con tutte le accezioni del caso) e pure un po' antipatica.
Ho proseguito soltanto per non abbandonare un libro di 187 pagine.
Mi pare poco.
Ma è già qualcosa.
Profile Image for Massimo Semprini.
101 reviews1 follower
January 1, 2021
La prima parte, di ricordi a ruota libera è curiosa, interessante.
La seconda, che narra l'esperienza della protagonista alla direzione di un teatro importante, a lungo andare stanca un po'.
La scrittura è particolare, secondo me non sempre efficace, alla lunga appesantisce un po' la lettura.
Profile Image for Gianni Ascione.
197 reviews2 followers
March 29, 2020
Quando il confronto è impossibile, non fare niente è ancora la forma più efficace di azione politica.
Eyal Weizman
Profile Image for Alessandra M.
29 reviews5 followers
December 10, 2024
Ho fatto veramente fatica a finirlo.
Zero connessione emotiva con i personaggi. Zero interesse verso la trama (che trovo a stento).
Mi dispiace davvero.
Profile Image for Edvige Ciccarelli.
221 reviews
March 1, 2025
Narrazione non sempre fluida per questo piccolo romanzo in cui la politica, viziata da logiche di potere, s'intreccia alla vita privata e lavorativa della protagonista, condizionandola.
Profile Image for Olivia.
63 reviews36 followers
June 1, 2013
Rating Lettera di Dimissioni is hard, since its different parts all evoke different feelings and thoughts. If I, for example, would rate only part one, the rating would be much higher.

This first part depicts the childhood of main character Clelia, and some parts of her family history. It really shows off Parrella's writing ability, and I have to say that the way she writes the characters and their stories is extraordinary. They are simple, but hints at deeper layers, and the fragmentary memories reveal much more than the words themselves convey. Parrella's writing much resembles a poet's. It is beautiful, twisting in pleasing ways and sometimes (at least in this particular translation) completely breaks the rules of how to build a sentence, resulting in some confusion but with an overall sense of harmony.

But what made part one so appealing to me was the impression it made on me on a personal level. The stories and places Lettera di Dimissioni tells of are strongly connected to my own childhood. Through reading about Clelia and her family, I too was brought back to the cities and countrysides of southern Europe of my early years. One might even say that Parrella's writing embellished my own memories, lending them a new lustre. In short, part one made me homesick (even to the extent that I spent half the day in the kitchen baking the sesame bread I used to eat back then).

Unfortunately, the book lost a bit of its magic during the latter parts. Clelia's adult years are interesting and the writing is still good, but it failed to engage me in the same way as it did in the beginning. It wasn't as passionate, and maybe it wasn't meant to be. After all, it chronicles the loss of childish innocence and corruption of that political naivety one possesses in their youth. However I feel that it doesn't go all the way in doing this. The impression of this decline is uneven, and the poetic style cannot really cover this up.

Lettera di Dimissioni is still a good piece of contemporary Italian literature, but more so for the style than the story. It seems that there is, as of now, no English translation, and I hope this will soon be fixed. If Parrella has half of the passion for writing and language that this book makes it seem like, she deserves to be read.
Profile Image for Simone Subliminalpop.
668 reviews52 followers
January 24, 2012
Romanzo abbastanza breve che in partenza sembra dirigersi verso la strada della saga famigliare, per poi focalizzarsi prepotentemente invece sulla protagonista Clelia, sui suoi amori, le sue scelte personali e la sua strada nel mondo teatrale italiano.
A me la scrittura della Parrella, anche se a tratti forse un po’ troppo “grassa”, piace molto, però qui quello che sembra mancare è altro, ovvero il punto della situazione. Mi spiego meglio, si comincia con una famiglia, si passa poi a un personaggio solo, si tratta un registro sentimentale misto ad uno di impegno civile/politico, insomma, troppo di tutto e alla fine è quasi il niente di quel tutto che sembra prevalere, calcolando poi che stiamo parlando di un libro di meno di 200 pagine.
Capire meglio dove si sarebbe voluti andare a parare avrebbe certamente giovato al risultato, scegliendo o di allungare e descrivere meglio ogni singola deviazione (ci sono un sacco di spunti interessanti), oppure di avere il coraggio di lasciare qualcosa da parte e concentrarsi solo su un aspetto e un registro.

http://www.subliminalpop.com/?p=4726
Profile Image for Claudia.
9 reviews
December 28, 2013
Concordo con Simone. Scritto molto bene ma a tratti non chiaro, soprattutto nell'ultima parte. Ho trovato interessante il tono "nostalgico" relativo a tempi recenti, tipo quelli della gioventù della protagonista. La narrazione mi faceva pensare agli anni '70, invece penso si trattasse dei primo anni '90.
Profile Image for Arianna Roscioli.
26 reviews36 followers
October 4, 2013
Non mi è piAciuto lo stile bello ma troppo costruito e la storia troppo lenta
Noioso
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

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