Ciò che mi ha incuriosito di questo libro era la premessa: lui un'anestesista navigato, lei vittima di abusi domestici. Si incontrano al pronto soccorso dell'ospedale dove lui, Andrea, lavora. Lei, Marzia, é appena stata ricoverata per una serie di lesioni gravi risultato di una gravissima violenza domestica. Si conoscono, diventano amici e Andrea decide di aiutare Marzia a rimettersi in piedi.
Sembra interessante, no? Tocca temi come l'abuso domestico, la violenza sulle donne, il trattamento che subiscono le vittime di abuso da parte delle forze dell'ordine e le mancanze del sistema giudiziario. Tutti argomenti importanti.
Peccato che siano sviluppati male e in modo approssimativo e superficiale. Poteva essere una lettura con più profondità e invece è risultata scialba e noiosa.
Non ha aiutato la scrittura: inutilmente ampollosa, piena di cliché e stereotipi comportamentali da parte di Andrea e un flusso costante dei pensieri del protagonista mal gestito e dominato da una retorica fine a se stessa.
Per non parlare della gestione dei dialoghi, la parte peggiore è quando, in uno degli ultimi capitoli, viene riportata al telefono una precedente conversazione avvenuta al telefono. Davvero da mettersi le mani nei capelli.
I personaggi sono piatti, senza nessuna profondità e il rapporto che si instaura tra Andrea e Marzia mi risulta molto problematico invece che positivo.
Un vero peccato.