Dovrei dare la colpa di questa lettura alla pseudo influenza che in questi giorni mi ha tenuta lontana da lavoro e altre attività, ma sarebbe fare un torto a un genere che, sebbene meno che in passato, mi piace sempre. Del resto lo trovo comunque un genere "sincero": ciò che promette mantiene, a volte bene, altre meno, ma comunque un rosa è un rosa. Deve intrattenere, se arriva altro meglio, ma non è necessario.
Credo sia proprio la prevedibilità il migliore aspetto di questa storia di multimiliardario figo ma immusonito in attesa di giovane di belle speranze che lo salvi da se stesso. Trama e personaggi sono gli stessi identici degli harmony che leggevo di nascosto da adolescente. Il racconto si è fatto solo più esplicito.
Ma confesso, preferivo i delicati harmony di allora, in cui non succedeva niente. Almeno si privilegiavano i personaggi invece di spercare pagine e pagine sulle posizioni.
La Maynard per quanto possa valere la mia opinione il compito lo porta a termine bene: intrattiene con la giusta dose di introspezione (poca), background familiare (il giusto), sesso (non tantissimo) e trama. Non guasta che l'inglese sia corretto, non pretenzioso ma nemmeno sciatto. La lettura è davvero piacevole, anche se trama e personaggi non mi hanno entusiasmato. Nel complesso, quindi, piuttosto carinotanto che si passa al prossimo (e sono SETTE, porca puzzola).