Moglie mia levati di mezzo
La moglie di Harpur, Megan, viene uccisa in un parcheggio dopo essere stata a Londra, in compagnia del suo amante.
Questo è il cuore del romanzo, che si occupa principalmente più dei flashback di Megan e delle dinamiche interne alla famiglia sopravvissuta, le due figlie e il loro padre, che del caso in sé.
Se ne occupa forse un po' troppo, considerando che l'accaduto non ha avuto un impatto emotivo poi tanto evidente su tutti loro. Ci sono lacrime, certo, ma più vicine a quelle di circostanza che a un vero senso di dolore. O forse, semplicemente, sono io a non essere in sintonia con lo humor britannico in quella particolare situazione.
L'Harpur poliziotto - ma anche l'uomo - resta comunque freddo, indaga per conto suo senza riferire ai suoi capi, mette nei guai qualche collega inconsapevole e, alla fine, grazie ai suoi fidati informatori, arriva al nocciolo dell'omicidio. E qui l'autore alza finalmente il tiro piazzando un finale tutto da intuire, in cui la distinzione tra crimine e legalità si assottiglia fino a scomparire.