Cosa succede a Bellano? Di tutto e di più: morti e misteri, imprese e imbrogli. Narrati, come sempre, con il sorriso sulle labbra. Bentornato Andrea Vitali, irresistibile cantore della provincia e amatissima voce di una "commedia all'italiana" che negli anni ha conquistato folte schiere di lettori. A fare da sfondo alle sue storie, come sempre, la cittadina lacustre di Bellano, in cui si muovono personaggi dai nomi antichi, che l'autore confessa di trarre dal calendario di Frate Indovino. Come il sarto Lepido Bernasconi, protagonista di La leggenda del morto contento, che a partire dalla scomparsa di un paio di braghe si ritrova coinvolto nella scomparsa di un cadavere. E come Onorato Geminazzi, prima cornetta della banda di Loveno, che in Almeno il cappello viene investito dell'onorevole compito di rifondare il Corpo Musicale Bellanese. Ancora non sa che per mettere d'accordo il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il parroco e i notabili della zona, innescherà una trama di furbizie, ripicche, pettegolezzi. Scoppiettanti le trame, irresistibili i dialoghi: i lettori non rimarranno delusi.
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
"Almeno il cappello" l'ho divorato: un romanzo corale ambientanto negli anni '20 a Bellano. La trama raccontata in modo ironico, ma allo stesso tempo, oserei dire, con rispetto ed affetto verso i personaggi, i quali alla fine, vengono tutti assolti dalle loro debolezze umane. Ancora più indietro nel tempo invece è collocato "La leggenda del morto contento", ma sempre ambientatno a Bellano: romanzo pregevole, anche se non raggiunge, a mi avviso, i livelli del primo.
Carino, lettura scorrevole e piacevole ma non ho trovato la trama e i personaggi particolarmente interessanti e all'altezza di altri romanzi dell'autore.
"Almeno il cappello" è in pieno stile Andrea Vitali e come sempre è spassoso, ha un ritmo incalzante ed è una lettura estremamente godibile.
"La leggenda del morto contento" è invece un po' diverso dal solito, sia nello stile, caratterizzato da capitoli un po' più lunghi, sia nella trama, in qualche modo più cupa. In ogni caso, anche questo seconda storia è un'ottima lettura.