Piergiorgio Alfonsi es un médico famoso, casado desde hace varios años y padre de una hija adolescente. Léontine, en cambio, es una mujer libre. Elegante y sensual, representa todo aquello que a él le falta desde hace tiempo: una compañera irónica, inteligente, que sabe lo que quiere. Una mujer capaz de escucharlo y comprenderlo, con la que compartir la soledad, emborracharse o hacer el amor sin recato. Entre los dos nace una atormentada relación, y es él quien nos cuenta la historia... Un puñetazo en el estómago, un tiovivo de emociones, una novela difícil de olvidar.
Raffaello Mastrolonardo ha pubblicato, nelle edizioni TEA, Lettera a Léontine, La scommessa e Gente del Sud. Storia di una famiglia. Vive e lavora a Bari.
Iniziare a parlare di questo libro per me è molto difficile. Prenderlo in mano, o anche solo guardarlo in libreria, continua a commuovermi. E’ arrivato tra le mie dita un giorno di inizio ottobre dell’anno passato, regalo di una persona che porterò sempre nei miei ricordi. All’epoca stavo svolgendo il mio tirocinio presso una struttura ospedaliera (per privacy, non aggiungerò particolari) e il mio tutor seguiva una paziente che aveva acconsentito alla mia presenza silenziosa durante gli incontri. Al termine del percorso terapeutico, il giorno dell’ultimo incontro, fece un regalo ad entrambi e il mio era proprio questo libro. La delicatezza di questa persona le impedì di scrivermi qualsiasi cosa sulla copia, ma nella prima pagina vi trovai una piccola bustina bianca con un messaggio di auguri per il mio futuro e la sua firma. Inutile dirvi che, una volta congedatami da lei, lacrime di sincera e profonda commozione scorsero sul mio viso.
Ci sono romanzi che, per la loro intensità, quando finisci di leggerli, hai bisogno di prendere una boccata d’aria e, per qualche giorno cerchi di non pensarci… Storie che ti hanno commosso, che ti hanno provocato un turbinio di pensieri, emozioni e dolore, contenuti in certe frasi, come questa ad esempio: “Rimpianti? Come non averne quando scopri di aver avuto la felicità a portata di mano e di essertela lasciata sfuggire, sapendo che non concederà il bis”. Lettera a Leontine è uno di questi. La sua trama malinconica, dolce/amara, piena d’amore e di poesia, si intreccia con la profonda solitudine, di un amore non vissuto fino in fondo, forse idealizzato. Una struggente dichiarazione d’amore, fatta da Piergiorgio, un uomo sposato, un Essere solitario ed inquieto, che ama l’aurora e il tramonto nelle giornate di pioggia, che scrive versi, la cui anima è perennemente alla ricerca di se stessa. ”Quanti anni hai vissuto da solo, vagabondando smarrito fra le strade di una vita che non riconoscevi più, con l'unica compagnia dei tuoi versi tristi? Quanto tempo hai trascorso cercando un'anima disposta a tenerti per mano?”… Ma, inaspettatamente incontra Lea e come uno tsunami, sarà travolto, perdendosi nei labirinti del cuore.. Così comincia il racconto di questo amore impossibile o forse, di un amore realizzabile, solo se Lea non avesse avuto paura… paura di volare, di sognare, di rischiare, di soffrire. L'amore la passione il desiderio sono cose che non vanno d'accordo con la solitudine, e io la solitudine te l'ho letta negli occhi fin dal primo giorno: tu non appartieni a nessuno. Sino ad arrivare a delle note di tango, in cui specchiarsi e ritrovarsi... “oblivion”…una melodia di dimenticanza e smarrimento, che distrugge lentamente, impercettibilmente, i ricordi. Allontanare qualcosa, qualcuno, perché i ricordi bisognerebbe lasciarli dove sono… Vento gelido d’aprile Che taglia l’anima. Pioggia triste di primavera mi riga il volto. E il vagabondare stanco del cuore alla ricerca di un sogno che non troverà più. …che importa la durata del viaggio se ciò che vedi di là dai finestrini ti segna il cuore. Ma come diceva Edgar Lee Masters: «Questo è l'amaro della vita: che solo in due si può essere felici; e che i nostri cuori sono attratti da stelle che non ci vogliono». …ed io ho ancora gli occhi pieni di lacrime e mille domande nel cuore…
Questo libro è da leggere, assolutamente. Perché la storia regge ed ha buon ritmo, perché l'autore ci sa fare, perché ad accogliere il lettore c'è una Bari deliziosa in sottofondo. Si tratta di un libro molto intenso: certo, è viscerale, ti scava dentro, percepisci nettamente che sarà devastante per il protagonista, che gli si scorticherà il cuore mentre la poesia lo distrae dalla realtà, ma non riesci a fermarti. Io l'ho letto con timore: ogni capitolo mi fermavo, chiudevo il libro, e me lo passavo tra le mani toccando la copertina, facendo scorrere le dita sulle scritte in rilievo del titolo. Poi mi chiedevo "vado avanti?". Riaprivo, e andavo avanti. Da pag. 78: "Ho sempre dei pezzi di carta in tasca, sono la mia salvezza. Scrissi di getto, poi cancellai e riscrissi. Infine piegai con cura il foglio e lo riposi in tasca. Poesie... Brutto segno."
non so come spiegarmi il turbinio di emozioni che ha suscitato in me questa lettura...un crescendo continuo, fino al culmine finale....da lasciare senza fiato. Una lettura da fare assolutamente. Di quelle che io adoro, letture dipinte di poesia. Mi ha toccato nel profondo, nell'anima e mi ha fatto scendere anche una lacrima. Consigliatissimo!
Quello che mi è piaciuto di questo libro è come sia riuscito in maniera inclemente a scrivere e Descrivere come noi “boomers” (come ci chiamano i nostri figli) siamo riusciti a incasinare le nostre vite, tutti da soli. L’idea dell’amore assoluto in fondo è marginale – e pare incredibile in quello che sembra all’apparenza un romanzo d’amore a tutti gli effetti; io non ci credo e non so fino a dove ci creda l’autore, andrebbe chiesto a lui. Ma questa storia è un grimaldello per mostrare come i quarantenni di 10 anni fa – io! – abbiano incasinato tutto. Per paura, per pigrizia, per vanità. Libro intenso; bellissimo, straziante. Che tocca le corde di noi “gente di mezza età” parlando a nome nostro.
“l’uomo vive la realtà, l’artista la trasfigura. Così ho fatto con te. Ti ho trasfigurato e mi sono innamorato non di una donna, ma dell’idea che me n’ero fatto. Innamorato del desiderio d’una compagna ironica, intelligente, crudele, con la quale parlare di libri, quadri e di poesia davanti a un calice di buon vino, una donna che mi sa ascoltare e capire nel mio vagabondare disordinato, con la quale dividere la solitudine, ubriacarmi, fare l’amore senza ritegno oppure, semplicemente, sorridere.”
“Cosa sei stata per me, Léontine? Un reagente. Tu hai smosso un equilibrio che pigramente mi ero costruito, e la vita artificiosa, appagante, la tana del mio letargo emotivo, l’ho improvvisamente vista nella sua luce e dimensione reale.”
“ il futuro? Non riuscivo a immaginare un futuro diverso da ciò che era stato ed era in quel momento. Paura, pigrizia, cecità? Solo abitudine.”
«Mi ha colpito la tua umanità. Per loro è un vero dramma…» «È così un po’ per tutti, e poi fa parte del lavoro del medico.» «Non di tutti i medici e non di tutti gli uomini…»
Era vero, era uno dei luoghi della mia infanzia, come la libreria disordinata e polverosa di Pasquale Sorrenti, Laterza, il Petruzzelli o ‘ndder a la lanz, il vecchio approdo dei pescatori dove si mangiavano polpi e frutti di mare crudi su panche e tavolacci indegni. Era l’ultimo luogo rimasto di una Bari dimenticata, e non volevo rinunciarvi. Pasquale aveva chiuso da anni, Laterza si era spostata e aveva rinnovato l’arredo, il Petruzzelli era andato in fumo. Quanto a ‘ndder a la lanz, mia figlia non riusciva nemmeno a credere che fosse realmente esistita.
“Certo, sarebbe stato più semplice andare il giorno dopo alla pescheria sotto casa. Ma sarebbe stato diverso, il pesce della Vigilia non avrebbe avuto lo stesso sapore. E oggi i miei ricordi non avrebbero lo stesso, incancellabile, colore. Allora non lo capivo, ma mio padre mi stava insegnando la differenza tra la prosa e la poesia.”
“Cosa sarei diventato? Un vecchio porco? Un asociale? Meglio un vecchio porco.”
«Mi fai da cicerone anche oggi?» Come al solito sfotteva. «No, oggi no. Dopo forse…» […] per te deve essere una sorpresa e non voglio guastarla con parole inutili. Devi guardare con i tuoi occhi e non con i miei; la Bellezza, quella con la bi maiuscola, non può essere spiegata, va solo goduta, se riesci a vederla.
«Mio padre… Era professore, ma ha sempre fatto il preside al liceo. La Bellezza, inclusa quella delle donne, per lui era un ideale concreto, tangibile. Credo che l’unica grande delusione che gli ho dato sia stata proprio iscrivermi a medicina. E’ stato un tradimento.» Ecco, mio padre la pensava esattamente al contrario! »
«Io sono molto borghese in questo. Stringo rapporti intimi con le cose, i luoghi, oltre che con le persone.»
«Ho conosciuto Dante e Gozzano, Mantegna e Modigliani, Chopin e Gershwin, e fra le loro creature mi sono smarrito.»
Nulla finisce mai in mare. L’Energia muta, si trasforma, si fonde nell’azzurro, ritorna…
2,5 In questo libro ci sono due storie d'amore: la prima è quella di Piergiorgio per Bari, per il mare, per la sua Terra e mi è arrivata tutta; la seconda, che dovrebbe essere la prima, è quella per Léontine. Sulla carta dovrebbe essere una storia di passione, di un amore che vorrebbe, ma non può esistere. Solo che dalla carta tutto questo non si è mosso, non mi ha preso per niente. In alcuni passaggi ho trovato anche qualche banale luogo comune. Peccato.
È il secondo libro che leggo di questo autore e mi è piaciuto molto. Scritto bene, scorrevolissimo, si fa leggere tutto d'un fiato. Una storia d'amore bella e struggente, pieno di descrizioni di sentimenti profondi e che fa riflettere sul potere dell'amore. Mi ha commossa ed emozionata soprattutto il finale. Buona lettura📚📕
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un romanzo che sfida l'emotività, attraverso il sentire e l'esperienza di Piergiorgio, il protagonista, si vive un ventaglio di emozioni estremamente condivisibili e condivise, anche a prescindere dal vissuto personale, che richiamano temi psicologici che tutti dovremmo affrontare nei nostri momenti introspettivi.
Devo smetterla di comprare i libri perché hanno una bella copertina e una sinossi che promette benino. In questo caso ho raccattato una storia piena di luoghi comuni, a cominciare dalla moglie cornificata che ha la nevrosi della casalinga e il filo di perle (signore amanti delle perle, sappiate che perle e corna vanno a braccetto in questo tipo di letteratura. Donna avvisata...). Segue qui: http://dentroilcerchio.blogspot.it/20...
COMENCE A LEERLO ESTA MAÑANA Y ACABO DE TERMINARLO. UNA HISTORIA QUE ENTREMEZCLA DULZURA, AMARGURA, AMOR Y DESAMOR Y LO QUE ES INEVITABLE, UN FINAL. EN ESTE CASO ES UN FINAL AMARGO PARA PIER Y LEA Y PODRIA DECIR QUE HASTA PARA EL PROPIO LECTOR YA QUE TE HACE VER LAS COSAS DESDE UN PUNTO QUE NUNCA QUERRIAS VER PERO ASI ES LA VIDA Y LA HISTORIA DE PIER Y LEA NOS PUEDE PASAR A CUALQUIERA Y NO DARNOS CUENTA DE ELLO HASTA QUE NO LLEGA EL FINAL AMARGO, SIN RETORNO, SIN POSIBILIDAD DE ENMENDAR NUESTROS ERRORES. UNA NOVELA QUE LLEGA AL ALMA Y AL CORAZON DE LAS PERSONAS QUE HAN SABIDO LO QUE ES AMAR Y PERDER UN AMOR QUE PODRIA HABER SIDO PARA SIEMPRE.
Easily my favorite book, I've cried while reading it, apsolute masterpiece. Two parts that stuck with me are:
"No, it cannot end like this! Surely there has to be another life, another chance! I will always search for you, Lea, you will search for me too, we will be happy. Surely there is another life....Promise me we will not throw it away like we did with this one, mine and never mine Leontine"
"Farewell, Leontine. By accident I fell in love with you. Alas, it was pleasant to dream next to you"
This entire review has been hidden because of spoilers.