In questa trilogia di racconti, il maestro russo esplora il senso e il valore della morte da tre differenti punti di vista: Comico e grottesco in “Bobok”, in cui il protagonista si diverte a origliare i discorsi tra le anime dei defunti sepolti in un cimitero. Tragico e profondamente umano in “Il ladro onesto”, in cui sviscera con sensibilità ineguagliabile il dramma di un barbone e il rapporto con l’unica persona che si prende cura di lui. Fantascientifico e visionario in “Il sogno di un uomo ridicolo”, in cui un suicida si ritrova a ripercorrere la storia del genere umano, ma in una dimensione parallela.
(Audiolibro 2026) Racconto godibilissimo di un poveraccio ubriacone roso dal rimorso di aver rubato un cappotto al suo benefattore altrettanto povero che senza successo aveva provato a ricondurlo sulla retta via. Si ascolta con facilità e piacere, incatenati alla storia breve ma coinvolgente.
Purtroppo il grande Fedor nelle opere brevi tende ad essere un po' prevedibile e monotono, riproponendo sempre uno stesso personaggio e una visione troppo moralmente semplice. Molto meglio nei romanzi.