Una lettera aperta a Camillo Ruini sulla libertà di scelta nell'amore, nel sesso, nella procreazione. Le risposte di una scrittrice, di una ventenne, di una libera cittadina all'ingerenza della Chiesa nella morale privata.
Primo libro di Melissa Panarello che non mi ha lasciato del tutto indifferente (posso dire che l'autrice è diventata la mia "sfida al pregiudizio" del 2016 -finirò la trilogia di E.L. James l'anno prossimo).
Questo libro si presenta come una lettera al cardinal Ruini, in cui Melissa spiega quali sono i passaggi che secondo il suo punto di vista (e quello che crede essere lo stesso dell'italiano medio -almeno nella sua fascia d'età) differiscono dal messaggio che la Chiesa vuole trasmettere.
L'unico punto debole del libro è l'impossibilità del destinatario di rispondere... è tutto un monologo basato su cose che sono state effettivamente dette dalla Chiesa e dai suoi rappresentanti, senza però la possibilità di difesa. Per il resto l'ho trovato dal mio punto di vista (ateo e anticlericale) vero, in tutte le sue parti, cosa che potrà lasciare perplessi alcuni, visto le tematiche trattate.
Detto questo, sicuramente non è un libro che risolve la questione, il dibattito infinito tra Chiesa e Stato: chi lo legge finirà per avere le stesse idee con cui si è accostato, magari proverà un po' di rabbia, disgusto o non so cos'altro per i pensieri dell'autrice, ma sicuramente è un libro che fa riflettere (per quanto lo permetta la sua brevità).
Es un ensayo interesante, visto desde el contexto de la comunidad italiana, que ciertamente está más cerca del epicentro de la fé católica. Todas las interrogantes planteadas han sido una y otra vez planteadas y hubo un momento en que se cuestionaban abiertamente las imposiciones religiosas, pero estamos en un momento en que la sociedad da cabida nuevamente al conservadurismo y la imposición de la "moral" sobre el libre desarrollo de la personalidad.
Questo libro lo recensisco in italiano, perché penso (spero?) non sia diffuso oltre i nostri confini.
Il libro è scritto in forma di lunga lettera indirizzata al Cardinal Ruini in merito ad alcune sue dichiarazioni circa la concezione della famiglia, dell'amore omosessuale e dell'avere rapporti prima del matrimonio, e questi sono gli stessi argomenti che tratta Melissa, esponendo la sua visione personale in contrapposizione a quella chierica.
L'autrice si pone in modo critico e costruttivo nei confronti delle regole del cattolicesimo, ma di fatto vomita addosso accuse e osservazioni pungenti per circa 50 pagine.
Okay, parto col dire che, seppur battezzata, non sono né praticante né credente. Sono cresciuta in una famiglia atea che ha comunque provveduto a darmi un'educazione cristiana per una questione culturale, e poi mi ha lasciata libera di scegliere in cosa credere. Personalmente mi dichiaro agnostica, anche se totalmente estranea al cattolicesimo. Anzi, diciamo pure al cristianesimo. Nonostante le mie scelte, però, ho frequentato attivamente l'ambiente parrocchiale per diversi anni. Ho fatto l'animatrice del grest, dei campiscuola, ho organizzato le attività post-catechismo dei bambini, gestito il bar e la sagra della parrocchia, coordinato le attività dei più giovani, partecipato a ritiri spirituali, gruppi giovanili e a recite e spettacoli. Direi quindi che ho alle spalle un discreto curriculum di volontariato parrocchiale e posso dire di essere stata a contatto con l'ambiente. A tutto questo, aggiungiamo anche che ho letto i due precedenti libri di Melissa P.
Risultato? Leggere questa lettera aperta è stato come leggere il dialogo (anzi, monologo, perché il buon cardinale Ruini ha accuratamente evitato di rispondere) tra due sordi. Melissa sostiene posizioni che condivido e altre che mi fanno rabbrividire, ma questo è normale. Solo che non si sforza minimamente di capire la posizione della chiesa. Ognuno è bloccato sulle sue idee e non c'è un vero interesse al dialogo.
Lei sostiene, per esempio, che il matrimonio e l'adozione siano un diritto degli omosessuali. Passi per il matrimonio, anche se lei si riferisce ovviamente a quello ecclesiastico (ma se tanto hai da sputare sulla chiesa, cosa importa una legittimazione simile? Un'unione ecclesiastica per i gay? Perché dobbiamo a tutti i costi imporre a un'istituzione il volere di qualcuno a cui non dovrebbe affatto importare? Avrai da parlare delle unioni agli occhi dello stato, semmai!), ma l'adozione? L'autrice è la prima a tronfiarsi e a farsi bella con citazioni erudite di scienziati e ricercatori su vari temi trattati nella sua lettera, ma tralascia tranquillamente il parere degli esperti sull'equilibrio di un figlio in una coppia omosessuale. Non entro nel merito delle opinioni, io ho la mia e lei avrà la sua, non sia mai. Ma se decidi di fare una cosa, allora falla bene fino in fondo.
Che poi, a cosa serve sfogare in questo modo tali frustrazioni sulla chiesa? Certo, anche a me fa orrore la sua omofobia, la condanna delle coppie che scelgono la convivenza, dei divorzi... ma in realtà nemmeno tanto. Perché, alla fine, la domanda che mi sale alle labbra è sempre la stessa. Cosa cavolo te ne frega? Che problemi ti da' una persona che sceglie di vivere secondo i dettami cattolici, che, di fatto, non sono dannosi se non, semmai, per chi li mette in pratica? Dite che l'ideologia della chiesa influenza la società, ed è innegabile che ci abbia condotto al punto (non invidiabile) a cui siamo ora, ma vi sentite realmente così toccati da ciò che dicono? Ritenete che le persone non siano in grado di fare le loro scelte sulla base del buonsenso? Beh, avete ragione, non lo ritengo nemmeno io. Ma non condanno la chiesa per questo. Condanno le persone. Se devo condannare la chiesa, la condanno per i soldi che mi chiede, per il volontariato quando il Vaticano scoppia di ricchezza. La biasimo per il potere temporale, perché ficca sempre il naso in questioni che non la riguardano e divora tutto quello su cui può mettere le zampe. La condanno per i preti pedofili, per il fatto che TOLLERI i preti pedofili, per i metodi che si usano alle dimesse, perché se fosse per lei saremmo ancora a bruciare streghe e scienziati in mezzo alla piazza. Ma appunto. SE FOSSE per lei. Non è più così, vi prego. Ci siamo evoluti, almeno un po'. E non grazie a chi si accaniva, come fa Melissa. Lei è l'estremo opposto, fosse per lei saremo tutti per le strade a scopare selvaggiamente, ficcheremmo i ragazzini in età puberale sotto le lenzuola con le loro coetanee e, perché no?, anche con i loro coetanei, insomma suvvia, non siamo inibiti, è roba da bacchettoni di chiesa, dobbiamo provare tutto. E se poi rimani incinta, non ti preoccupare, tanto c'è l'aborto, vai in clinica, via, dentro e fuori, e poi Dio perdona tutti. Ma che schifo.
No, ci siamo evoluti grazie a chi se ne fregava e viveva tranquillamente la sua sessualità. La mentalità ristretta della gente non è colpa della chiesa, la chiesa ci marcia solo su. La mentalità ristretta della gente è colpa della gente.
In definitiva, smettiamola con tutte queste cazzate. Non siamo nel medioevo, la chiesa ha senso solo per chi intende seguirla. Vivetevi liberamente l'amore e la vostra sessualità, e fregatevene di quel che vi dicono le varie Melissa P e i vari cardinali. Usate il vostro cervello. Non vi serve altro.
Mi è piaciuto. Breve ma intenso. non sembra scritto da lei, nel senso che non è come il libro con cui è uscita fuori. Non parla di sesso, anzi, è molto duro sicuramente nei comnfronti della Chiesa per le sue posizioni sull'amore ma indipendentemente dall'essere d'accordo o meno a me è piaciuto molto (e sono anche d'accordo!)
Credo che cio' che viene scritto in questo libro da Melissa rappresenti il pensiero della maggior parte delle persone laiche. Non ho trovato grandi perle di saggezza, ma solo dei pensieri che già condividevo e delle verità di cui ero già a conoscenza.
This is wrong of me to do this, but I LOVE,LOVE, LOVe this book cover. I don't think I've seen one like it. Her name is in light purple and really huge. Then the white title on the side. Cute.