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Ciclo di Eymerich #10

Rex tremendae maiestatis

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Nel 1372 il nemico mortale di Nicolas Eymerich, Ramon de Tárrega, viene trovato impiccato nel convento di Barcellona. Il suo cadavere scompare misteriosamente e viene avvistato in Sicilia, isola sulla quale, da strani dischi luminosi scendono creature gigantesche, ferocissime. I mostri si nutrono di carne umana e sono al servizio di una delle due fazioni baronali che da trent'anni si contendono la Trinacria. L'intero equilibrio di poteri nel Mediterraneo sta per crollare. Eymerich deve ricorrere a ogni risorsa della sua lucida crudeltà, per sventare la minaccia e annientare il nemico. Ma è un Eymerich più debole che in passato, timoroso di una morte imminente. Tuttavia il destino che da bambino gli era stato sottilmente pronosticato dalla madre sta per compiersi. Ma cosa spiega i dischi luminosi e i giganti cannibali? Forse la soluzione è nell'anno 3000, in cui la giovane schizofrenica Lilith scopre sulla Luna l'arma segreta che ha condotto l'umanità alla follia. Il segreto originario riposa però a Napoli, a Castel dell'Ovo. Dove l'uovo, scoprirà Eymerich, è qualcosa di ben diverso da ciò che si credeva.

504 pages, Paperback

First published November 1, 2010

130 people want to read

About the author

Valerio Evangelisti

146 books204 followers
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.

Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna.
Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover.
Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting.
Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy.
Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights.
Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis.
Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Moloch.
507 reviews781 followers
February 17, 2015
Se avete intenzione di leggere il romanzo, vi avverto che farò qualche riferimento alla trama e al finale: proseguite a vostro rischio.

Sono arrabbiata, molto arrabbiata.

Questa era l'ultima avventura dell'inquisitore Nicolas Eymerich, personaggio modellato dallo scrittore Valerio Evangelisti sulla base di una figura storica realmente esistita, ma profondamente trasformata e messa al centro di un complesso universo giocato su molteplici piani temporali comunicanti fra loro in modo misterioso e inquietante. Le avventure dell'inquisitore, ambientate nel XIV secolo, impegnato a contrastare sette eretiche e strani fenomeni sovrannaturali, avevano corrispondenze e ripercussioni sugli eventi che si svolgevano in un recente passato, nel presente, in un futuro prossimo, teatro di una guerra mondiale spaventosa e disumana, e in un lontano futuro post-apocalittico. Gran parte dei romanzi, dieci in tutto con quest'ultimo, Rex tremendae maiestatis, risale agli anni '90, ma io l'ho scoperti nel febbraio 2009, tramite un commento su questo blog (grazie, Franz Joseph!), e mi sono iscritta al partito dei cultori di questa originale saga. Allo stesso tempo, però, se si rileggono le mie passate recensioni, avevo notato un progressivo declino nella qualità dei romanzi: gli ultimi due prima dell'epilogo, Mater terribilis e La luce di Orione , erano per me i più scadenti. Per questo aspettavo con trepidazione, ma anche con inquietudine, questo Rex tremendae maiestatis, che le voci su Internet davano come la puntata finale dell'intero ciclo: poteva essere un ritorno agli antichi fasti, o una cocente delusione, come tante delle cose troppo ansiosamente attese.

E ora, appunto, è la mia profonda delusione che mi appresto a motivare.

Non si può, non si può rovinare tutto così. Iniziamo, e già dalle prime pagine l'impressione è sgradevole: tutti gli atti e gli atteggiamenti di Eymerich hanno perso la sottigliezza dei tempi belli e ora sono estremizzati fino alla caricatura. Niente da dire sui capitoli ambientati nel futuro, ma, tendenza già evidenziata negli episodi precedenti, tendono a essere sempre più marginali rispetto a quelli medievali, nei primi romanzi c'era maggiore equilibrio. L'unico elemento positivo che rilevo è che per fortuna, almeno stavolta, non avremo a lungo fra i piedi quell'idiota di frate Bagueny. Andiamo avanti.

Balza agli occhi la povertà dello stile di scrittura dell'autore: d'accordo, è anche inevitabile che dopo aver letto un romanzo vicino alla perfezione come Il petalo cremisi e il bianco , dove non c'era una frase scritta a tirar via, dove ogni evento, ogni minima descrizione erano cesellati minuziosamente, i gesti e le reazioni dei personaggi erano sempre al loro posto e assolutamente credibili e verosimili, ora qualunque altra cosa suoni pasticciata, affrettata, sciatta. Da questo punto di vista, Faber mi ha abituata troppo bene, temo. Tuttavia, si può fare meglio di così: praticamente tutto il romanzo è una successione di scenette troppo brevi e serrate, quasi "staccate" e slegate fra loro, che procedono a un ritmo troppo rapido e convulso, e soprattutto scarsamente verosimili. Lo schema in genere è: Eymerich e gli altri personaggi sono testimoni di un evento apparentemente inspiegabile, spesso orripilante, reazione di stupore e spavento, espressa sempre con poche, identiche parole, poi Eymerich si allontana di pochi passi, si imbatte in un altro personaggio, e parte tutto un altro discorso, è come se l'episodio immediatamente precedente, fosse anche stato il più sconvolgente possibile, fosse stato completamente accantonato, non avesse lasciato alcuno strascico o conseguenza. Manca sempre un raccordo o una pausa di riflessione, e a me l'effetto che ciò, ripetuto per 500 pagine, ha suscitato è stato l'opposto della tensione e del tenermi incollata al libro, bensì stanchezza, saturazione, confusione, alla fine fretta e indifferenza, che ha portato in alcuni punti a una lettura distratta e fin troppo rapida.

La scrittura piatta e sciatta, in realtà, diciamolo, c'è sempre stata: è un difetto d'altra parte che emerge con ancora maggior evidenza quando non c'è Eymerich a reggere la baracca, in un romanzo a sé stante, non facente parte del ciclo dell'inquisitore, come Tortuga . Negli altri episodi della saga, tuttavia, si era più disposti a passarvi sopra, per il fascino del protagonista, per la novità e l'originalità degli elaborati intrecci, mai scontati; i romanzi migliori avevano quindi il merito di appassionare ugualmente: Nicolas Eymerich, inquisitore , il primo, perché Nicolas era agli esordi, e sia lui sia noi dovevamo abituarci a questo universo così ricco di corrispondenze e implicazioni sotterranee, da cui il lettore usciva piacevolmente frastornato, Cherudek (il migliore, secondo me) per la sua unica e riuscitissima commistione di fantascienza, romanzo d'avventura e horror puro e i suoi numerosi piani temporali, e quel bellissimo viaggio in coppia di Eymerich e padre Corona attraverso la Francia devastata dalla guerra dei cent'anni che da solo vale il libro, Il castello di Eymerich perché la marcia in più era data dalla fortissima ed emozionante tensione erotica che traspariva dalle scene con Eymerich e Myriam...

Qui, invece, come negli altri episodi più recenti e deboli, il gioco mostra un po' la corda: Nicolas viene inviato da qualche parte, stavolta in Sicilia, in compagnia di personaggi disparati di cui in genere uno, o più di uno a turno, è scelto come una specie di "confidente" privilegiato per le spiegazioni a beneficio del lettore, e succedono un bel po' di fatti strani, in cui ben presto il nostro inquisitore riesce bene o male a raccapezzarsi, ma l'Autore, che normalmente ci informa di ogni suo pensiero e stato d'animo, sulle sue teorie investigative improvvisamente diventa fastidiosamente, e poco coerentemente, reticente fino alla fine (direte: per forza! Altrimenti che gusto c'è? Ma io contesto il fatto che il punto di vista del narratore non sia del tutto onesto).

La narrazione è punteggiata di dettagli poco credibili (Eymerich che non sa nulla della IV Egloga di Virgilio?) o incoerenti e palesemente forzati (Eymerich tempesta di domande questo o quel personaggio su un certo argomento, ma subito dopo ci viene detto che della tal cosa "non gli interessava nulla": e allora perché fa domande? Per fare due chiacchiere? Eymerich? Ma è chiaro perché: l'Autore non ha escogitato nulla di meglio di quel banale botta e risposta per fornire a noi lettori quelle informazioni).

Tre secondo me erano le cose che in un ultimo episodio della saga non potevano mancare. Di queste, due erano un ultimo saluto all'amato personaggio di padre Corona e un chiarimento sulla sorte capitata al povero prof. Frullifer. Invece, il primo viene semplicemente ricordato di sfuggita due o tre volte, il secondo mai neanche nominato. Il terzo aspetto su cui ero molto curiosa, che speravo di vedere chiarito, e cioè il passato, gli anni di formazione di Eymerich, era invece presente, ma anch'esso è stato trattato in modo deludente. Puerili e "meccanicistici" i flashback sull'infanzia del protagonista, intrisi di uno psicologismo banale ed elementare (la mamma anaffettiva, la paura che si tramuta in aggressività), e soprattutto si interrompono sul più bello, dopo essersi persi in una serie di scenette poco interessanti che vorrebbero essere rivelatrici o altamente simboliche o "fondanti" (l'aggressione al servo, la rottura della bambola), anch'esse comunque sbrigate in poche, frettolose righe. E poi, dopo gli otto anni? L'ingresso nell'ordine domenicano? Gli anni di studio? E perché inserire quell'incontro fugace tra Eymerich bambino e Ramón de Tárrega, che diverrà il suo arcinemico, senza poi darne alcun seguito? Mah.

Ma tutto questo non è ancora il peggio, no. Il tragico è che nel libro c'è un errore che ha dell'incredibile. Gli eventi narrati ne Il castello di Eymerich risalgono al 1369, e qui siamo, come ripetuto in più punti, nel 1372: come si fa, quindi, come si fa a riferirsi a essi come a fatti avvenuti "tredici anni" prima?? E non è un dettaglio, perché quegli eventi del passato giocano un ruolo fondamentale in quest'ultima avventura: per dire, tutta la figura, centrale, come poi si scoprirà, di Nissin Ficira risulta, alla luce di ciò, totalmente assurda, la cronologia è sballata. Come è stata possibile una tale noncuranza, una svista simile? Quando bastava aprire la pagina di Wikipedia per rinfrescarsi la memoria ed evitare figuracce? Colpa gravissima, imperdonabile, ingiustificabile e assurda, che in pratica da sola, a prescindere dalle altre considerazioni fatte sopra, spiega in gran parte il mio voto pessimo su questo libro.

Poi sì, va beh, si legge fino in fondo per vedere come va a finire... una fine che, fra l'altro, qui è anche inaspettatamente frettolosa, poco coinvolgente, con un confronto ultimo col nemico n. 1 francamente deludente al massimo grado, e, tanto per cambiare, l'ennesima trombata (ormai c'ha un harem), espediente ormai usurato, il cui abuso, anzi, ha, secondo me, colpevolmente e insensatamente sminuito la bellezza, l'intensità, l'unicità e l'eccezionalità della passione con Myriam, uno dei momenti più alti della saga.

Si legge fino alla fine, dicevo, quanto meno, ma stavolta non basta, non basta affastellare quanti più mostri e orrori vari possibili per salvare questo libro. Quello che andava ricreato era un'atmosfera che si respirava nei primi romanzi e che da un pezzo non si riesce più ad avvertire. È così che si rovinano i miti: riducendoli a macchiette e allungando il brodo fino a che non sa più di niente. Ribadisco quanto già scritto in precedenza: vista l'insipienza degli ultimi episodi, davvero la saga dell'inquisitore sarebbe dovuta finire dopo Il castello di Eymerich.

1/5

http://moloch981.wordpress.com/2010/1...
Profile Image for Maurizio Ferrero.
Author 25 books38 followers
April 2, 2025
Arriva un po' di delusione alla fine di questo decimo romanzo della saga di Eymerich. Certo, tutti sappiamo che le idee tirate avanti troppo a lungo vanno a perdere di forza, ma Evangelisti è riuscito a reggere botta per i nove romanzi precedenti a questo regalandoci uno dei più bei personaggi del fantastico italiano, quindi ero abbastanza fiducioso.

Rex Tremendae Maiestatis è, purtroppo, un pastrocchio in cui il carattere crudele di Eymerich viene esagerato fino alla caricatura, in cui gli elementi fantacomplottisti (scie chimiche, ufo, haarp) vengono buttati dentro alla rinfusa con l'obiettivo di farne un minestrone poco credibile, in cui le parti ambientate nel futuro sono ridotte all'osso... e con un finale tirato via, con un anticlimax che mi ha fatto parecchio storcere il naso.

Non mi sento di criticare il romanzo in toto. La ricostruzione storica è sempre eccellente, Eymerich per quanto meno credibile del solito rimane sempre un personaggio affascinante, ma per ora questo è, a mio parere, il romanzo peggiore della saga.
Profile Image for Taksya.
1,053 reviews13 followers
October 23, 2016
Con il finale della saga abbiamo decisamente toccato il fondo.
Lo stile non si è evoluto nel corso degli anni, i riferimenti alle vicende passate spesso sono temporalmente errato, l'infodump regna sovrano e si ripete più volte con le stesse informazioni, Eymerich non è che la caricatura grottesca del personaggio dei primi libri.
Tralasciamo il fatto che continua a ripetere di essere vecchio e malandato. Forse doveva essere un indizio per la rivelazione finale, ma al 200mo riferimento la cosa inizia a pesare.
La sua conoscenza dei libri eretici o giudei sembra essersi ridotta con l'età e la tendenza ad appoggiarsi a chi ritiene non adeguato (donne, ebrei, preti che siano) viene resa paradossale con i continui riferimenti al disgusto che prova per essi.
Le vicende di Eymerich bambino sono gratuite. Non c'era la necessità di creare degli imprinting con le figure predominanti degli ultimi romanzi, da Lilith a Myriam a Ramòn de Tàrrega. Non crea legami particolari con il caos regnante nelle ultime storie e non serve per la (poca) coerenza del tutto.
La parte futuristica è appena accennata, conclude le vicende nel futuro distopico della Terra ma senza dare vere informazioni e, piazzando l'ultimo capitolo prima della fine sgonfia anche la sorpresa degli ultimi avvenimenti, vi fosse mai stata.
Eymerich è gratuitamente crudele, cosa che infastidisce anche in prospettiva della situazione che si rivela negli ultimi capitoli, e passa il tempo sembrando schizofrenico, evocando spiriti e poi affermando che non sarebbe mai caduto vittima di allucinazioni.
Il punto più basso è ammettere di non sapere che Maria e Myriam sono lo stesso nome... e stiamo parlando di un Domenicano acculturato che, un tempo, sembrava conoscere tutto di tutto.

Concludendo non posso che dire di essere contenta che sia finita. La spirale discendente delle storie si è fatta progressivamente sempre meno tollerabile e, rispetto alle potenzialità dei primi libri, gli ultimi sembrano sempre meno curati e coerenti.

Il tutto meritava di essere letto e concluso... forse mi ricorderò di non rimetterci piede.
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
October 18, 2021
bah.
l'avessi comprato e letto all'epoca non so come avrei reagito: doveva essere l'ultimo capitolo, la fine della saga, e invece l'ho letto sapendo che le cose sono andate diversamente.
stavolta il meccanismo non mi torna (possibile -ad esempio- che anche un truppa di mercenari da mezza europa conosca i lestrigoni, un mito citato in un'opera che probabilmente all'epoca era diffusa solo in latino?), il buttarci in mezzo un complottismo allora in voga (addirittura le scie chimiche, buttandoci pure in mezzo haarp!) lo rende fastidioso, il personaggio non sembra neanche più lo stesso.
stimo parecchio evangelisti, trovo sia una delle poche certezze della letteratura di genere in italia, e mentirei se negassi che certe pagine sono ancora di livello superiore alla truppa della letteratura fantastica italiana, però non si può nascondere la delusione, soprattutto se si pensa a cosa fu capace di creare in passato.
speravo meglio, e a sto punto temo per i seguiti...
Profile Image for L. J..
17 reviews
May 2, 2020
Controcorrente, iniziai a leggere le avventure dell'inquisitore da questo libro.... Lo so, ma non lo conoscevo. Da lì in poi sono stato introdotto nel mondo del Magister....e li ho letti tutti.
Personaggio che può piacere oppure no, stile dello scrittore altrettanto.
Personalmente ho apprezzato molto le avventure dello spietatissimo inquisitore (con alti e bassi), del suo personaggio, freddo e cinico, ora quando sento parlare di catari, mi ritorna in mente Eymerich :-D :-D
Consiglio di provare uno dei libri della saga almeno una volta agli amanti del "genere", che poi non è facile identificarlo in un genere in quanto la particolarità creata da Evangelisti è stata quella di creare una saga che abbraccia diversi generi... Fantascienza, Horror, thriller/giallo storico ... e le descrizioni storiche sono ben accurate.
Profile Image for Cristiano Pala.
146 reviews4 followers
January 12, 2021
quindi questo è un addio?
Sniff, spero che evangelisti ci ripensi e ci stupisca in futuro con altre avventure dell'inquisitore di Gerona.. Nonostante gli alti e bassi della serie, tutti i libri, compreso questo, sono sempre stati capaci di intrattenermi, di incuriosirmi... insomma, di farmi passare delle piacevoli sessioni di lettura...
Il finale della saga (se questo è il finale) non delude nonostante manchi il proverbiale "botto"..ma forse è giusto così, meglio una conclusione lineare che una svolta imprevedibile ma fine a se stessa... Se siete dei fan, beh, questo è il libro giusto per dire addio a Eymerich!
Profile Image for Matteo Negro.
205 reviews33 followers
August 20, 2017
Ultimo capitolo della saga dell'inquisitore Nicolas Eymerich assolutamente all'altezza dei precedenti episodi. Evangelisti intreccia in modo magistrale il romanzo storico con elementi di fantascienza in uno stile che gli appartiene e lo caratterizza. La vicenda narrata è appassionante con una trama articolata e ricca di eventi e colpi di scena. Un più che degno addio a questo fantastico personaggio.
Profile Image for Alessandro Schümperlin.
Author 3 books1 follower
September 22, 2023
Formalmente ultima storia che ruota intorno alla figura del mitico inquisitore.
Diciamo che alcune cose potevano essere gestite meglio, ma ad un certo punto potrebbe capitare di scivolare; in ogni caso una scivolata che comunque è di qualità.
Dispiace solo che alcune mosse tipiche di Eymerich vengono un pochino meno. Le mosse astute, ciniche e scaltre mancano di sottile furbizia.
185 reviews5 followers
February 6, 2018
SPOILER ALERT
Addio.... per adesso.
speravo che l'integerrimo inquisitore ci salutasse con un'ultima avventura goticamente severa, magari votata al sacrificio... "l'happy end" non me l'aspettavo... anzi non lo volevo.
Profile Image for Ivan Segreto.
12 reviews
June 4, 2021
la chiusura del ciclo. mai chiusura fu più spettacolare e tremenda di questa. Grazie Valerio
Profile Image for Bravo27.
435 reviews2 followers
July 1, 2025
Dopo tanto tempo torno alle avventure del nostro inquisitore favorito. Come di consueto è la figura di Eymerich a predominare su tutto e reggere la trama del racconto.
Sempre di elevato spessore l'accuratezza con cui vengono ricostruite le ambientazioni storiche e in questo capitolo spicca su tutte la Sicilia del '300 e in misura minore anche Napoli.
Il romanzo è significativamente più lungo ripsetto ai precedenti della serie, anche troppo, infatti secondo me un centinaio di pagine in meno sarebbero la dimensione ideale per le vicende narrate.
Profile Image for Matteo Pellegrini.
625 reviews33 followers
January 23, 2014
L'ultima avventura dell'inquisitore generale d'Aragona, il capitolo finale di un ciclo popolarissimo non solo in Italia. Nel 1372 il nemico mortale di Nicolas Eymerich, Ramon de Tàrrega, viene trovato impiccato nel convento di Barcellona in cui era stato detenuto per anni. Ma il suo cadavere scompare e Ramon viene poco dopo avvistato in Sicilia. Isola in cui si succedono fenomeni misteriosi. Da strani dischi luminosi apparsi in cielo scendono creature gigantesche, ferocissime, che si nutrono di carne umana, forse al servizio di una delle due fazioni baronali che da trent'anni si contendono la Trinacria. L'intero equilibrio di poteri nel Mediterraneo rischia di essere compromesso. Eymerich deve ricorrere a ogni risorsa della sua intelligenza, e della sua lucida crudeltà, persventare la minaccia e annientare il nemico. È un Eymerich sulle prime più debole che in passato, timoroso di una morte imminente. Non sa che invece lo aspetta un destino totalmente diverso. Lo stesso che, quando era bambino, gli era stato sottilmente pronosticato dal suo maestro Dalmau Moner e da mille segnali inquietanti. E incontra, dove passato e futuro si intrecciano, il più ambiguo dei progenitori. Il segreto originario riposa però a Napoli, a Castel dell'Ovo. Dove l'uovo, scoprirà Eymerich, è qualcosa di ben diverso da ciò che si credeva. Solo un lungo cammino iniziatico, costellato di prodigi, lo condurrà alla verità, e a un destino che trascende la morte.
Profile Image for Baldurian.
1,235 reviews34 followers
May 22, 2013
Evangelisti è tornato alla grande, con un solido romanzo sull'inquisitore Eymerich. Abbandonati il Messico, i pirati di Tortuga e i gangster (non male, ma pallosetti rispetto ai romanzi precedenti) finalmente si torna a respirare la salubre aria di un tempo. Bella la trama, magnifico, come sempre, il protagonista, affascinante la ricostruzione storica. Con romanzi come questo Evangelisti è al suo massimo.
Profile Image for GONZA.
7,446 reviews128 followers
March 23, 2014
Ultima avventura dell'inquisitore Eymerich, un po' più faticosa delle altre, un uroboro che illumina tutta la saga e porta a compimento avvenimenti rimasti sospesi in precedenza. Difficile accettare che non ci saranno altri libri con questo protagonista, brutto salutare un amico che non vedremo più a meno di grosse sorprese, anche se resta il piacere di averlo conosciuto.
Profile Image for Emanuele Manco.
Author 20 books6 followers
Read
March 14, 2012
Capolavoro - Lo so, forse il fan è a rischio di perdita di obiettività.
Profile Image for Giulia Sicuro.
370 reviews11 followers
December 7, 2015
Si conclude la saga di eyemerich...mi ero affezionata:( vale la pena leggerli tutti!!!!
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