Questo libro affronta un tema caro al pensiero femminista, quello della riflessione intorno alle implicazioni etiche, politiche e umane della condizione postmoderna. Dopo un periodo, negli anni Ottanta, durante il quale il femminismo ha percorso altre vie di riflessione, una parte consistente del pensiero femminista odierno è tornato a interrogarsi sul rapporto tra donne e uomini, su ciò che li separa e li unisce, sulla loro accidentata convivenza. L'obiettivo di fondo di questo libro è rivendicare il significato politico della specificità sessuale, al di là delle sue definizioni storiche e culturali, e la dimensione corporea della soggettività come presupposto irrinunciabile per un materialismo radicale.
creo que se me ha abierto un tercer ojo y yo misma me he metamorfoseado durante esta lectura en bicho/lobo o cualquier cosa que Braidotti haya dicho aquí......... gracias isabel por compartir esto conmigo. no sabes lo bonito e interesante que ha sido pfff casi muda
A fantastic book on embodiment, sexuality, gender and the subject in our technological age. Drawing heavily on Deleuze and Guattari as well as a range of feminist critics, the style may seem difficult but it is worth the work for the insights into who we are now.
Un orribile saggio in cui Rosi Braidotti cerca di unire il femminismo della differenza di genere di Luce Irigaray con il nomadismo filosofico di Deleuze: il risultato è una tesi abbastanza interessante ma argomentata male e scritta peggio, con un'infinita ripetizione di termini altisonanti per esprimere incredibili banalità, pastiche di film, generi letterari, filosofia, frasi ad effetto scontate e irritanti. Uno dei saggi peggiori che abbia mai letto in vita mia.
Whether this nomadism is romanticized or needs to be achieved through technological omnipresence, it is interesting to watch the roasting of phallocentrism. Re-reading this book in the age of crispr and hormonal hijack, the "becoming" itself has become more intriguing.