Volevamo diventare medici, operai, artigiani, insegnanti. Non abbiamo imbracciato le armi nel momento in cui ci hanno privato di questi diritti, ma solo dopo, quando hanno cominciato a deportare bambini, a fucilare compagni.
Sono ragazzi, molti poco più che bambini, eppure sono determinati, hanno sangue freddo, cervello, coraggio da vendere, amano la vita, amano la libertà. Odiano i nazisti, i loro soprusi, la loro disumana cattiveria.
Molti di loro non ce la faranno, ma qualcuno - fortunatamente - sopravviverà per raccontare tutto ciò.
«Vedrai, un giorno avrai uno, due figli, o anche di più, non ho tempo per contarli adesso. Ma dovrai chiedergli un favore da parte mia, dovrai dirgli che si tratta di una cosa molto importante. Una promessa che loro padre ha fatto tanto tempo fa, in un passato che non esiste più. Perché un giorno questo passato di guerra non esisterà più, vedrai Jeannot. Dirai ai tuoi figli di raccontare la nostra storia, nel loro mondo libero. Gli parlerai della nostra lotta. Gli insegnerai che su questa terra niente conta di più di quella puttana della libertà, sempre pronta a vendersi al miglior offerente. Perché quella cagna ama l'amore degli uomini e fuggirà sempre da quelli che vogliono incatenarla, e regalerà la vittoria a chi la rispetta senza pretendere di farla sua. Jeannot, devono raccontare tutto questo da parte mia, con le loro parole, quelle del loro tempo. Le mie sono piene dell'accento del mio Paese, e del sangue che mi riempie la bocca e mi sporca le mani.»
«Basta, Samuel, ti stai stancando per niente.»
«Jeannot, fammi una promessa: giura che un giorno ti innamorerai. Mi sarebbe piaciuto così tanto poter amare, almeno una volta. Promettimi che quando avrai in braccio tuo figlio e lo guarderai per la prima volta... promettimi che, con quello sguardo, gli regalerai un po’ della mia libertà. Se lo farai, vorrà dire che qualcosa di me sarà rimasto su questa terra.»
E Jeannot ha mantenuto la promessa.
Ha raccontato.
È partito in sordina, questo romanzo, lentamente. Sembrava più un succedersi di eroiche azioni di sabotaggio a danno dei nazisti, un accavallarsi di pensieri, paure, speranze, fantasie, delusioni e dolore, sempre in attesa di una prossima primavera.
Pian piano però la narrazione si è fatta più serrata, sono stati assunti altri toni per assecondare gli avvenimenti e ciò ha dato origine ad emozioni forti, fino alla commozione assoluta, soprattutto nell’ultima parte e nel finale.
Eh, sì, groppo in gola e lucciconi...
Alcuni passaggi sono molto crudi, ti costringono a chiudere gli occhi; altri danno i brividi, come quello appena riportato, o risultano di estrema umanità, come questi che seguono:
Come vedi, ti sto raccontando la storia di un prete che si priva del cibo per un arabo, di un arabo che salva un ebreo dandogli ancora un motivo di speranza, di un ebreo che tiene un arabo tra le braccia mentre muore, nell’attesa che venga il proprio turno. Vedi, è la storia del mondo degli uomini, con i suoi momenti di inaspettata meraviglia.
Ogni volta che sento qualcuno esprimere le proprie idee in un mondo libero, penso a loro. Allora mi ricordo che la parola «straniero» è una delle più belle promesse del mondo, una promessa a colori, bella come la Libertà.
A libro concluso, mi sono sentita... vuota.
Vuota.
Penso che le quattro stelle siano più che meritate.
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