Anche io, come Vargas Llosa, mi sono interfacciata per la prima volta alla scrittura di Sartre quando ero piccolissima: avevo 15 anni e della Nausea in fondo non ci avevo capito un bel niente. Ci ho letto la disperazione di un uomo stanco di vivere e la rassegnazione davanti ad una vita ormai destinata per sempre allo sconforto. Poi col tempo ho imparato a leggerlo bene, mi sono appassionata alla filosofia e alla sua letteratura e, in un modo o in un altro, la traiettoria della mia vita è stata cambiata. Se non avessi preso in mano quel libro a 15 anni, oggi sarei da tutt'altra parte.
Questa raccolta di articoli viene presentata come una riflessione di Vargas Llosa sulla scrittura di Sartre e di Camus ma, leggendo, io ho avuto tutt'altra impressione. Di Camus qui si parla ben poco, giusto lo stretto necessario, e sempre per lodarne le capacità scrittorie e la peculiarità nella scelta dei temi e delle descrizioni. Quello che si evince da questa raccolta di saggi è, fondamentalmente, la storia d'amore decennale tra un lettore e uno scrittore. Vargas Llosa parla di Sartre, fin dalle prime pagine, con una passione invidiabile e, anche quando lo critica, si percepisce un legame profondo con le pagine lette da giovane che lo influenzano, come detto da Llosa stesso, nel processo di scrittura per tutta la vita. Forse mi sono immedesimata fin troppo nella lettura, forse ci ho ritrovato un romanticismo che Llosa non intendeva assolutamente trasmettere, ma a me questa è sembrata una raccolta, molto ben bilanciata, in cui l'unica cosa che veramente esce fuori è una passione invidiabile per la letteratura, in tutti i suoi aspetti.
Tutto sommato sono rimasta estremamente soddisfatta dalla lettura. Conoscevo Llosa e ho avuto il piacere di leggere altri suoi romanzi, ma questa raccolta di articoli ha confermato la mia opinione decisamente positiva sull'autore. Alcuni articoli sono brevi, altri più lunghi, ma sempre precisi e mai prolissi e, ripeto, pregni di una passione che solo chi conosce la letteratura e le conseguenze che esse porta sull'uomo può descrivere. Ho apprezzato, inoltre, la breve digressione sull'importanza di Simone de Beauvoir: che sia stata una scrittrice/filosofa fondamentale penso che lo sappiamo tutti, ma ripeterlo non fa mai male.