Nel castello della Marchesa Eleonora De Semily accadono strane cose, in concomitanza con l'arrivo di Stefano Garian, antiquario padre del giovane Gustavo: la Marchesa viene uccisa senza apparente motivo, ed i sospetti cadono proprio su Gustavo, misteriosamente sparito assieme a suo padre; del resto sua madre si trova ricoverata in un manicomio per degli atti di pazzia... Ma l'ispettore Ginko non è di questo avviso: Pensa che nella torbida storia sia coinvolto il terribile Diabolik. Mentre lui indaga a Marsiglia, Diabolik mette in atto un piano malefico: dopo aver sedotto Elisabeth Gay, infermiera del manicomio, fa passare la madre di Gustavo per pazza ancora una volta, evitando che riconosca che suo marito in realtà... è proprio Diabolik! Anni prima, infatti, il criminale aveva ucciso Stefano e ne aveva preso il posto grazie alle sue maschere. L'orrore della donna era stato preso per pazzia, e il suo ricovero era stato necessario a Diabolik per avere libertà d'azione nel suo piano di conquista dell'eredità dei Garian. Ginko scoprirà quindi il suo rifugio e, per la prima volta, capirà il segreto delle maschere di Diabolik; riesce addirittura a trovarlo mentre scappa con l'eredità dei Garian, ma nascondendosi in uno spaventapasseri il criminale riesce a fuggire.
Angela nasce a Milano il 10 giugno 1922; dopo aver fatto per un certo periodo la modella, sposa nel 1946 l'editore Gino Sansoni e lavora nella casa editrice del marito occupandosi di una collana che pubblica libri per ragazzi. Fonda poi una casa editrice tutta sua che chiama Astorina; dopo il fallimento del primo tentativo - la pubblicazione di un fumetto con le avventure di un pugile, Big Ben Bolt - durato solo due anni, ci riprova con un nuovo personaggio ispirato a Fantomas. Il 1º novembre 1962 viene pubblicato il primo numero di Diabolik con il "plot" scritto dalla stessa Angela. Sarà l'inizio di una lunga serie di sequestri e poi di successi. Dopo tredici numeri del nuovo fumetto, Angela chiama a lavorare con sé la sorella Luciana; insieme iniziano ad occuparsi della casa editrice e a scrivere a quattro mani le avventure rocambolesche del "Re del terrore". Angela muore nel 1987.
Mi dispiace un sacco perché avevo dei bei ricordi (molto vaghi eh) di qualche Diabolik letto anni fa e ritornarci partendo dalla primissima storia mi era parsa una buona idea. Errore. A parte la trama, che non è 'sto granché, il problema grosso per me è stato che i personaggi, e il protagonista in primis, sono tremendi, piattissimi, banali. Diabolik è cattivo oltre ogni immaginazione, invincibile e tutte le donne (qui rappresentate unicamente come oche svenevoli a cui in fondo interessa solo farsi ricoprire di regali costosi) gli cadono ai piedi. Agisce senza una vera motivazione, a parte l'avidità, che comunque non giustifica le crudeltà gratuite che mette in atto. È forse uno squilibrato? Macché. È semplicemente privo di un minimo di approfondimento psicologico che possa farmi interessare a lui. I fan li ha, quindi la mia è una campana isolata, però io voglio i personaggi complessi, i cattivi tormentati, i noir coi protagonisti belli e impossibili e machi quanto vi pare ma con una crepa dentro che li rende umani. Non me ne faccio niente di questa roba qua. Ciò detto, se non ho capito male pian piano le sorelle Giussani hanno fatto evolvere la loro creatura, quindi non ci metto una pietra sopra, però magari ci riprovo con albi di parecchio successivi.
Diabolik non ha certo bisogno di presentazioni: 150 milioni di copie vendute dal ‘62, precursore del fumetto nero italiano, adattato cinematograficamente da Mario Bava a fine anni ‘60 e in tempi recentissimi dai Manetti bros.. Un leviatano del mondo fumettistico. E questo primo numero è decisamente un pezzo di storia. Due assassinii in una nobile famiglia portano l’ispettore Ginko ad indagare su una pista che sembra risalire, per modus operandi, a Diabolik, un misterioso ed intelligente ladro omicida pronto a tutto pur di mettere le mani su una succosissima eredità.. Il fumetto di Diabolik è veramente semplicissimo nella sua classicità narrativa. Thriller e giallo vanno a braccetto in un primo episodio molto scorrevole e ricco di colpi di scena. Per mio gusto personale, un po’ tanto didascalico e decisamente troppo dialogato a livello narrativo. A livello di estetica caratterizzante non vale né il primo numero di Nathan Never, né tantomeno il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, entrambi fumetti decisamente più particolari e ricchi di spunti. Trattasi comunque di opere diverse, mi rendo conto che la mia recensione è fortemente soggettiva. Probabilmente necessito di leggere qualche altro numero per provare ad appassionarmi. Resta comunque un punto focale del fumetto italiano, che ogni appassionato dovrebbe leggere per cultura personale.
Esclusiva Audible appena sfornata. Solito lavoro mostruoso di doppiaggio, musiche ed effetti sonori per fare immergere il lettore nel primo fumetto di genere noir della storia italiana. 👏
Pensavo che la sospettata principale fosse patrizia, perchè era già nella villa, ha scoperto il cadavere per prima e perchè appena si è risvegliata ha fatto il nome di Gustavo per incriminarlo, quando era ovvio che Gustavo non è l'assassino. Ma in effetti le donne qui sembrano essere troppo ingenue. Per esempio anche Tina, che si è fatta manipolare da Diabolik. Il linguaggio è molto semplice e anche le descrizioni e il modo in cui si muovono i personaggi. Shockante come tutti arrivino anche a idealizzare il personaggio di Diabolik, quando di fatto le sue azioni sono egoistiche e atroci. Per tutto il tempo non ho fatto altro che tifare per l'ispettore Ginko, sperando nella cattura dell'assassino. Si capiva facilmente che l'assassino sarebbe stato lui sin dal momento in cui ha iniziato a manipolare psicologicamente Gustavo e a dirgli che era diventata pazzo come sua madre, la quale aveva finito per fare le stesse azioni in maniera inconscia. Non continuerò la serie
3.5 Per carità, è scritto negli anni 60 e si vede sia nello stile artistico, che nel modo in cui è scritto il fumetto in sé (testi incredibilmente didascalici come se non si fidano che la gente capisca cosa succede dalle immagini), sia nel modo in cui sono scritte le donne e il commento sugli indiani abbastanza gratuito. Pur rimane che è una buona idea con grande potenziale e si capisce perché all'epoca fece grandissimo successo all'epoca.
Primo episodio della fortunata serie dedicata a Diabolik, non mi ha particolarmente entusiasmato. La storia è parecchio ingarbugliata e ho fatto un po' fatica a starle dietro, ho sentito la mancanza di Eva Kant (che all'epoca ancora non era prevista nel cast) e i disegni... be', Diabolik era veramente brutto rispetto ai numeri successivi.
non l'avevo mai letto. La prima avventura di Diabolik è sorprendente per crudeltà e gli ottimi disegni. Come tanti ho letto i suoi fumetti nel corso degli anni 70 quindi quando già il personaggio si era ammorbidito, vedere com'era all'inizio è un bel colpo. Mi trovo costretto a ringraziare il pessimo film dei Manetti per avermi incuriosito al punto da recuperare i primi numeri :D
Ammetto che l'essere abituata da una vita a leggere il diabolik moderno non ha aiutato. É molto cambiato negli anni, i disegni sono completamente diversi, c'é molto più testo scritto, ma devo ammettere che alla fine é stato piacevole vedere la storia in cui tutto é cominciato.
Ho iniziato a leggere Diabolik all'età di tredici anni ed ho smesso a quindici. Una nota esotica nel racconto, che si svolge in un luogo non ben identificato ma che potrebbe essere la Francia, è il nome di due personaggi: lei Tina, lui Toni. Ma LOL!