Le due donne "da buttare" che danno il titolo a questo dittico - riproposto per la prima volta dalla pubblicazione nel 1976 - sono un'anonima casalinga di mezza età e una giovane ex prostituta, Stellina. La loro voce e le loro storie, solo in apparenza opposte, risuonano in due monologhi accorati dai toni ora desolati, ora sarcastici, ora frenetici. La madre di famiglia esprime lo sconforto e la frustrazione del lavoro di casa, in una Milano oppressa dallo smog che diventa emblema della sporcizia del mondo intero; Stellina sembra aver saputo compiere scelte più coraggiose e consapevoli, fino a "togliersi dal giro", ma rimane ugualmente prigioniera di una società che non riconosce alle donne dignità e valore.
Isolata prova narrativa di un'autrice dedita ad approfonditi studi sociali e antropologici, Due donne da buttare dà forma e voce alle inquietudini e alla fatica del vivere l'identità femminile, ieri come oggi. Un testo a tratti crudo, di bruciante realismo, e di perdurante vitalità.
Per la prima volta dalla sua pubblicazione nel 1976, “Due donne da buttare” viene riproposto nella collana Oscar Moderni e pubblicato lo scorso 13 febbraio. Ne approfitto per ringraziare Melissa per avermi mandato la copia di questo libro e per l’attenzione che dedica a queste proposte.
“Due donne da buttare” è una breve raccolta di due racconti in cui Armanda Guiducci abbandona la critica e la saggistica e si dedica alla narrativa, provando a dare voce all’inquietudine e alle incertezze della quotidianità femminile. Le due “donne da buttare” sono un’anonima casalinga di mezza età e Stellina, giovane ex prostituta. L’inquietudine della casalinga viene raccontata da questo vorticoso e frenetico flusso di coscienza che mette al centro le incombenze date dalle faccende domestiche. Come sfondo, una Milano oppressa dallo smog, sporca e grigia. Con una scrittura quasi del tutto priva di punteggiatura, ricca di iperboli e ripetizioni, riusciamo quasi a tastare con mano l’angoscia di questa donna. Stellina è riuscita a uscire dal giro, ha abbandonato la vita da prostituta e tenta con tutte le sue forze di farsi strada in una società che comunque non le riconosce dignità e valore, ma che la imprigiona dentro le implicazioni della vita che ha abbandonato.
“Due donne da buttare” è un romanzo tanto breve quanto fortemente evocativo, incredibilmente attuale nonostante i quasi 50 che lo separano dal nostro tempo. Recuperatelo, recuperatelo, recuperatelo.
Vi lascio un estratto da una poesia dell’autrice, non fa parte di questo libro ma le parole mi hanno colpito tantissimo, come un pugno nello stomaco.