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L'anno crudele

Graham Wier, a timid, middle-aged teacher, drinks to ignore the jibes of his discontented wife and to forget the taunts of his rough pupils at the Railway Street Secondary School.
Filled with self-disgust, he is ready to respond with affection and professional interest when fifteen-year old Shirley Taylor falls in love with him.
Only to find himself facing trial on a charge of indecent assault.
In the dock, deserted by his friends and despised by his wife, Graham Weir suddenly recovers the courage of his ideals to fight the small-minded prejudice that surrounds him.

334 pages, Hardcover

First published January 1, 1961

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About the author

James Barlow

34 books5 followers
James Barlow was a British novelist, born on 1 December 1921 in Birmingham, England. The author of thirteen novels and one work of non-fiction, he died suddenly at the age of 51 in Ireland on 30 January 1973.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,551 reviews2,599 followers
March 7, 2021
LA SCUOLA DELLA VIOLENZA


Moglie e marito, Simone Signoret e Laurence Olivier.

Ho imparato ad apprezzare Irene Bignardi man mano: all’inizio che assumesse l’onere e onore della critica cinematografica sul quotidiano Repubblica mi sembrò un po’ un’usurpazione. A lungo ho preferito le sue interviste e critiche letterarie a quelle cinematografiche, anche perché la perfetta conoscenza dell’inglese le permetteva incontri non facilmente ripetibili.
Poi, man mano, mi sono pacificato anche con il suo occhio cinematografico: d’altra parte non si affida la direzione di un festival di prestigio come quello di Locarno a un’incompetente.
Ecco perché scelgo di riportare qui sotto, con classica operazione copia-incolla, la maggior parte di un suo articolo dedicato al romanzo di James Barlow, autore dalla vicenda editoriale italiana non fortunata come invece forse avrebbe meritato.


Gli studenti, Terence Stamp e Sarah Miles.

James Barlow, chi era costui? - o meglio, più appassionatamente, chi è lo sconosciuto autore di un capolavoro? - si chiedeva qualche mese fa dalla terza pagina del Corriere della Sera, Giuseppe Pontiggia, recensendo un libro di Barlow appena ristampato, Torno presto: un romanzo affascinante, complesso e avvincente, che, già pubblicato nel 1956 da Longanesi e ripubblicato successivamente da Mondadori, è stato riproposto lo scorso autunno da Sellerio, nella stessa traduzione di Maria Altieri, in ottemperanza a un vecchio suggerimento di Leonardo Sciascia.
Il volume dava pochissime indicazioni sull'autore, e un’inconsueta dicitura ad apertura di libro garantiva i diritti di pubblicazione ai "legali aventi diritto". Barlow, insomma, sarebbe stato destinato a restare un autore misterioso, che avrebbe giustificato qualsiasi illazione romanzesca, se non fosse intervenuta, con una specie di catena di Sant' Antonio informativa, la curiosità dei lettori. Che hanno rovistato in enciclopedie, scaffali, vecchi Who's who, fino a precisare all'editore stesso il profilo di un autore appartato sì, ma misterioso non poi tanto. Di James Barlow si sa dunque ora che nacque nel l921 a Birmingham, che suo padre era un impiegato di banca, che si è sposato con tale Joyce Margaret Everiss, che ha avuto con lei tre figli, che ha fatto studi regolari e non affascinanti, che aveva posizioni politiche per sua stessa definizione "indecise" (ma alla dichiarazione aggiungeva un punto esclamativo), che si considerava genericamente "cristiano" e che per metà dell' anno viveva a Norfolk. Che ha combattuto nella Raf sino a che, nel l941, si è ammalato di tubercolosi, che ha cominciato a scrivere con articoli tecnici e per Punch, che dopo la guerra si è impiegato presso il Water Department di Birmingham, lavorando nel tempo libero ai suoi romanzi - oltre mezza dozzina - e prendendosi un sacco di rifiuti dagli editori. Finché nel l960 The Patriot - il suo quarto romanzo - non gli diede finalmente il successo, consentendogli di rinunciare al suo impiego. Si sa anche che scriveva a penna, per tre ore ogni mattina, che faceva lunghe passeggiate, e che, mentre lavorava a un libro, "viveva con il libro ventiquattro ore al giorno" per poi ricominciare, quando aveva "una visione centrale" della sua nuova creatura. Si dichiarava "impressionato, più che influenzato", da Graham Greene, James Joyce e Aldous Huxley. Si considerava qualcuno che scriveva contro la corrente della fiction britannica. Diceva di credere (molto ma non solo) nella dignità dell'uomo, ma di non avere nessun rispetto per i cerimoniali che la rappresentano. Scriveva - sono ancora sue parole - per "il piccolo uomo", convinto che "in un mondo che cerca il sensazionalismo, la cosa più difficile ma più dignitosa è essere un uomo qualunque". Si sa che morì nel 1973, lasciando un romanzo incompiuto, One Man in the World. E che ben quattro dei suoi romanzi sono diventati film.
Tra cui anche Term of Trial, da cui la Warner Bros, fece un film diretto da Peter Glenville, con il titolo L'anno crudele, che vedeva nel ruolo del protagonista Lawrence Olivier, Simone Signoret in quello di sua moglie, e la giovane debuttante Sarah Miles (il film è del 1963) in quello di una ragazza tentatrice e il non meno giovane Terence Stamp nel ruolo di un ragazzaccio cattivo e violento. Un cast da dimenticare. Vi rovinerebbe il piacere di leggere il libro da cui il film è tratto, che viene pubblicato in questi giorni, conservando il titolo italiano del film e senza fornire molte notizie sull'autore, ne "I narratori della Fenice" di Guanda.
Sbagliato soprattutto Lawrence Olivier, troppo bello, alto e aristocratico per il personaggio di Graham Wier, professore in una grigia high school alla periferia di una città industriale dei Midlands che, adesso che sappiamo un po' di più su Barlow, ci è possibile immaginare come la sua Birmingham. Graham, nel ritratto in soggettiva che ce ne dà Barlow, è bello ma piccoletto, pieno di ottimi ideali e sentimenti che non riesce quasi mai a mettere in pratica per una forma quasi patologica di vigliaccheria (come Lord Jim, lo tormenta il ricordo terribile di un gesto di viltà che lo fa sentire terribilmente solo), gentile ma avvilito da un'esistenza frustrante accanto a una moglie bella, amata, molto innamorata di ideali piccolo borghesi e molto noiosa - una sorta di Petronilla perennemente lamentosa che gli rende ancora più cupa un'esistenza già sufficientemente grigia. La città in cui vivono - meglio, vivacchiano - è degradata, brutta, pericolosa, razzista. La scuola in cui lui insegna è popolata di piccola gente, di piccoli livori e gelosie, di corse all'accaparramento del primo posto interessante libero. I ragazzi sono truci, violenti, disinteressati a qualsiasi forma di sapere. E lo scontro con il più violento degli allievi, Mitchell - bello, animalesco, stolido - è sempre nell'aria, fino a che non esplode in un proditoria imboscata in cui il povero Wier viene duramente pestato. Di consolante, per il professore, c'è solo l'aiuto che riesce a dare - sempre idealista, sempre pavido - a un bambino maltrattato in famiglia, e la visibile adorazione che gli dedica la più bella, la più dolce delle allieve: una Lolita ante litteram, meno perversa e più romantica, pervicacemente decisa a conquistare - più che a sedurre - il suo insegnante. È "amore intempestivo" di Shirley Taylor, come lo definisce bene il risvolto di copertina, l'elemento che fa esplodere tutte le contraddizioni e i silenzi della vita di quest'omino dal vestito grigio. Durante una gita a Parigi la ragazza gli si offre, lui paternamente si rifiuta, e facendolo offende l'amore di una donna, che si vendica denunciandolo per aggressione con intenzioni oscene. L'anno crudele (ma Term of Trial dice di più sul senso del libro, è il trimestre di prova nella scuola del professore neoassunto e sempre insicuro, ma anche i termini della prova, del giudizio a cui la vita lo costringe) è una finissima esplorazione della piccola viltà quotidiana di un uomo perbene, un crudele ritratto d'ambiente che non diventa satira per eccesso di amarezza, e un’affermazione dell'impotenza delle anime gentili di fronte all'imbarbarimento progressivo dei rapporti umani (e siamo poco dopo la guerra). È, anche, una straziante storia d'amore. La splendida, giovane Shirley, è innamorata del suo professore con la freschezza di un'adolescente, ma è pronta a tradirlo con una denuncia quando il suo io di donna viene respinto. E nel profondo della sua coscienza Wier sa di aver sempre colto l'ambiguità dell'affetto di lei, e di averla rifiutata per stanchezza e paura più che per convincimento. Barlow disegna con minuziosa finezza i rapporti, le tensioni e la permanente insicurezza di questo piccolo mondo working class, facendo culminare la storia in un processo per aggressione sessuale che è un perfetto meccanismo di manipolazione psicologica. Sì, anche questo è un capolavoro - grande o piccolo che sia. Di un autore un po' meno misterioso di quanto sembrasse.


Il prof dice non all’offerta della studentessa.

E dopo la mia lode iniziale all’ottima Bignardi, correggo dove posso. I romanzi scritti da Barlow sono tredici, non una mezza dozzina; i film realizzati due, non quattro; i figli avuti quattro e non tre; la malattia respiratoria accusata durante il servizio militare nella RAF (Seconda Guerra Mondiale) ricorda quella esplosa al padre durante la Grande Guerra; malattia che ha portato James Barlow e la sua famiglia a trasfersi per qualche anno in Tasmania, e poi definitivamente in Irlanda, vicino a Cork, dove è sepolto.


Il poster del film.
Profile Image for Greg.
401 reviews153 followers
November 13, 2015
I think this is a masterpiece of modern literature. Set in the early 1960s in an industrial midlands town. An incredible portrait of human nature, which illustrates the class division, social and moral hypocrisy and ignorant presumption.
James Barlow is every bit the equal of Patrick Hamilton in creating loathsome characters. Here are the full spectrum, good and bad, both teachers and students.

Careful not to give any spoilers, the novel is in four parts.
Part one, SCHOOL
Part two, ABROAD
Part three, TRIAL
Part four, VERDICT

There are some wonderful characters, like school teacher Paul Melkis, what a gem, a cripple from the war, he is ten times the man than the repellant Mr. Ferguson. Paul Melkis encourages the besieged Wier, 'The art of courage' he said, 'is not overcoming fear - I doubt if more than a few do that - but of ignoring its presence'. Paul Melkis goes on to say of Ferguson, "He'd sell his soul to be elected chairman or president of whatever was going. He presumes his own purpose in the world is of such extreme importance that you can be jettisoned. I don't know how he can look in the mirror". "Nobody loves you in the staffroom", Melkis told Graham Wier in acid glee. "They're crawling like maggots before Mr. Ferguson". "They're human beings, man, human beings, the lowest form of animal life!" Mr. Ferguson is by no means the worst of the characters in this story. Some of the school bullying is disturbing and harrowing.

This industrial midlands town community in the early 1960s, a community of low ambition and life expectation who survive on 'slum cunning' have yet to look forward to Thatcher's Britain.

There is a powerful courtroom scene during the trial of Graham Wier, a timid man, a self confessed coward, who digs deep and finds a long smouldering inner rage and lets them have it! The novel was adapted to the the screen, starring Sir Lawrence Olivier. I have to see the film, just to see this courtroom performance.
Profile Image for Jordie.
157 reviews
July 14, 2023
This story shows how dangerous it is to have earnestness and integrity in a morally corrupt society.

But is the picture so simple? No.

Consciously, Graham Weir was ever unwavering in his righteousness. One must question, however, what degree cowardice plays in upright behavior. Subconsciously, was Weir so innocent? Of course, a person cannot be condemned on supposed material in their subconscious. Only actions can be judged, so Weir's frustration at being accused is warranted. But it's interesting that nobody believes Weir was one hundred percent guilt-free. And he even wonders himself... The author, James Barlow, uncovers these complexities of the human mind masterfully.
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