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Salam, maman

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L'infanzia è uno spazio di scoperte continue e sconvolgenti, e al piccolo Alì non basta attraversarla da spettatore: lui vuole partecipare e sapere. Nella Teheran di Reza Pahlavi, tra posti di blocco, polizia segreta e roghi di libri proibiti, Alì cerca prima di tutto di capire i fatti fondamentali della vita.
Come nascono i bambini? In quale istante esattamente inizia la primavera? E perché Mina è muta? E perché il pasticcere Mammad ha dodici dita? E perché i cugini non si possono sposare tra loro? Per ognuna di queste domande che spesso si perdono nell'allegro caos famigliare, Alì elabora risposte tanto strampalate quanto geniali. Ma poi il fratello maggiore Puyan viene arrestato e da quel momento in casa di Alì comincia a regnare il silenzio.
La storia e la politica entrano nel suo piccolo universo spezzando l'incanto innocente dei primi anni, ma non del tutto l'ironia dello sguardo di Alì, che continua a registrare e trasfigurare gli eventi: Teheran che scivola rapidamente verso la Rivoluzione khomeinista e, dopo il grande sogno, da una dittatura all'altra.
Scrivendo in un italiano insieme preciso e imperfetto, ma straordinariamente espressivo, Hamid Ziarati racconta una storia antica e attuale, locale e universale: il germogliare di un'identità, il radicarsi negli affetti e nei luoghi, lo sradicamento e l'esilio.

260 pages, Paperback

First published January 1, 2006

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About the author

Hamid Ziarati

5 books6 followers
Hamid Ziarati è uno scrittore iraniano.
Per motivi di salute, nel 1981 si trasferì in Italia, a Torino dove vivevano il fratello e la sorella, entrambi medici. Quando partì per l’Italia aveva 15 anni, età che lo rendeva appetibile come soldato in Iran, e gli fu possibile lasciare la sua terra solo a condizione di non portare denaro con sé.
In Italia frequentò prima il liceo e poi l’università al Politecnico di Torino, dove conseguì la laurea in ingegneria. Ora ha una famiglia, che definisce metà italiana e metà iraniana. Alla nascita del primo figlio sentì la necessità di scrivere un libro che parlasse del ricordo e dell’appartenenza alla sua terra. Così nacque “Salam, Maman.” (Einaudi - Premio del Giovedì Marisa Rusconi nel 2007), che vede come protagonista Alì, un bambino che attraverso i suoi occhi racconta gli avvenimenti drammatici dell’Iran degli anni ’70 e della rivolta khomeinista, intrecciati alla sua quotidianità.
Per Einaudi ha pubblicato anche "Il meccanico delle rose" (2009, premi Alziator e Paralup della Fondazione Nuto Revelli) ) e "Quasi due" (2012).

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Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Marina.
900 reviews185 followers
July 25, 2021
Recensione originale: https://sonnenbarke.wordpress.com/202...

Alì è un bambino che ci porta, attraverso i suoi ricordi, lungo diversi anni di vita della sua famiglia e di storia dell’Iran, dal regime di Reza Pahlavi alla rivoluzione dell’ayatollah Khomeini.

All’inizio il libro è spensierato, Alì viene sgridato dalla mamma perché fa ancora pipì a letto, e vediamo la quotidianità della sua famiglia composta da Alì, i genitori e i due gemelli Parì e Puyan. In seguito, col cambiare dell’Iran, inevitabilmente anche la storia e la vita di Alì cambiano.

Ci sono momenti dolci, momenti divertenti, e poi andando avanti momenti di rabbia, momenti tristi, momenti orribili. Alì è testimone di un Iran che dovrebbe cambiare in meglio e invece cambia in peggio. La sua famiglia si disgrega all’unisono con il disgregarsi del Paese. La chiusura del libro è veramente molto triste e angosciante.

È un libro molto bello che mi ha fatto nuovamente apprezzare questo bravissimo autore che avevo già amato con Il meccanico delle rose.
Profile Image for Irene Tuzi.
31 reviews9 followers
January 6, 2016
«Ora potrei facilmente incontrare la morte, ma finché posso vivere, non le andrò incontro; anche se un giorno, costretto, affronterò la morte (e la affronterò), non ha importanza, l'importante è se la mia vita o la mia morte abbiano avuto qualche infuenza sull'esistenza degli altri».

Iran, qualche anno prima della Rivoluzione Islamica, il piccolo Alì si prepara a festeggiare il Noruz, il capodanno persiano con la sua famiglia: maman, baba e i due fratelli. La storia procede capitolo per capitolo verso le vicende che hanno segnato il Paese, attraverso la storia della famiglia, raccontata dagli occhi di Alì che nel frattempo diventa un adolescente.

Hamid Ziaradi, con un linguaggio ricco di immagini (l'autore scrive in italiano nonostante non sia la sua lingua madre), ma allo stesso tempo fresco e scorrevole, ripercorre il passaggio dalla monarchia laica dello Shah alla dittatura della Repubblica Islamica di Khomeini. Racconta attraverso la famiglia di Alì la delusione delle aspettative mancate di un popolo, gli sforzi inutili di gente che cercava la libertà e che ha ottenuto invece soltanto una seconda tirannia celata da promesse di una democrazia che non è mai arrivata. Una Rivoluzione che ha fatto tanti morti innocenti, chiamandoli martiri per redimere le coscienze, morti inutili che non hanno avuto alcuna influenza sul destino del Paese. La tradizione religiosa ripristinata e le restrizioni nei costumi, l'embargo del Paese a causa delle cattive relazioni con gli Stati Uniti, la fame, la mancanza di benessere e di una vita dignitosa e poi lo sradicamento e l'esilio: la fuga dei giovani verso luoghi più sicuri, più liberi che potevano permettere un futuro dignitoso, cosa che l'Iran di Khomeini non offriva più. Tutto questo e molto di più è Salam, mamman.

Un bellissimo romanzo che coinvolge e racconta la storia antica e attuale, le identità, le tradizioni, i sogni e le speranze di un popolo martoriato ieri e oggi.

Un passo che mi ha colpito molto è questo:

«Ho allungato finalmente la testa fuori dal canale di scolo e ho guardato rasoterra lo spettacolo che si presentava nella piazza. Una cappa di fumo fatta di lacrimogeni e di polvere da sparo ricopriva il cielo. La rigogliosa piazza Djaleh, che pochi minuti prima era gremita di gente viva che sfidava il potere a colpi di slogan, era ricoperta di sangue e di cadaveri [...]. Corpi esanimi, braccia, gambe, interiora disseminate e teste spappolate ricoprivano tutto l'asfalto ardente della piazza in quel venerdì nero di fine estate».

Profile Image for MonicaEmme.
367 reviews154 followers
December 3, 2018
“Mi sono sempre piaciuti I cambiamenti, mi accetta l’idea di stravolgere tutto.” queste sono le parole che escono dalla bocca di Alì il nostro piccolo protagonista, che cresce davanti ai nostri occhi e ci racconta, prima attraverso gli occhi di un bimbo, poi di un adolescente le vicissitudini della sua famiglia.
Io direi che si può dividere in due parti: nella prima Alì ci parla dei suoi genitori e dei tre fratelli in modo infantile e divertente, poi si allarga l’ orizzonte in un piano più ampio. Siamo a Teheran nel pieno della Rivoluzione Khomeinista che trasforma la Monarchia in una repubblica islamica sciita. Questo porta non solo a persecuzioni ma, a causa dell’ embargo americano, ad una dilagante povertà.
Ho trovato molto dolce la spiegazione dEl rito che si compie nel giorno dell’ Eid, cioè Capodanno che coincide con l’ arrivo della primavera, spiegato dalla mamma di Alì:

“ - Ora poi esci dalla porta di casa e te la chiudi alle spalle, - mi hai ordinato mia madre. - Poi bussi e noi ti chiediamo: chi è?… Devi dire: sono la felicità, e poi devi bussare di nuovo e quando noi ci chiediamo: chi è? Tu devi rispondere: sono la salute. E poi così nuovo e ogni volta che ti chiediamo: chi è? Tu devi rispondere: la gioia, il benessere, i soldi, la grazia, le buone notizie“
- Perché devo farlo? - ho chiesto io.
- perché devono essere queste cose entrare in casa nostra prima che entrino ospiti o altro. -“


Ho trovato molto dura la seconda parte, ma c’era da aspettarselo!!
Apro una piccola parentesi sul pasticciere Mammad che ha sei dita.. è la seconda o la terza volta che trovo questo particolare anatomico. Credo abbia un significato esoterico/magico come se avere sei dita, quindi, una qualità fisica in più elevasse anche l’ anima ad uno stato superiore.
Che dire? Qui i personaggi preferiti sono parecchi, ma forse maman spicca sugli altri per il suo pragmatismo. Non è mai dolce, ma la sua risolutezza la rende un pilastro per la famiglia.
Fastidiosetto, anche se simpatico, Babak il compagno di scuola di Alì che in possesso di un vocabolario scarno parla e straparla anche a vanvera.
Il finale è
Insomma. L’ho letto in fretta, perché si presta e gli assegno un 9, perché inevitabilmente lo confronto con “Il meccanico delle rose” che per me è un capolavoro!
Profile Image for Patryx.
459 reviews152 followers
August 7, 2016
E' la storia dell'Iran durante la rivoluzione che ha portato Khomeini al potere descritta attraverso gli occhi di un bambino. Il libro abbraccia circa otto anni; all'inizio il protagonista, Alì, ha cinque anni e lo conosciamo immerso in una normale vita familiare: litigi con i fratelli, punizioni dai genitori, feste e regali.
Questa prima parte (due capitoli) l'ho trovata noiosa ma, alla luce dell'intera storia, è funzionale perché aiuta a comprendere l'aumento della tensione innescato dagli scontri politici che hanno portato alla cacciata dello scià e alla nascita della Repubblica Islamica.
L'aspetto peggiore è il senso di déjà-vu che ho provato leggendo i capitoli sulla rivoluzione: libri bruciati, fanatismo religioso, nessuna libertà personale, processi sommari, opportunismo dell'Occidente. Insomma, sono passati molti anni ma poco è cambiato.
Profile Image for Drilli.
385 reviews33 followers
July 13, 2022
Il percorso di crescita del piccolo Alì va di pari passo con l'evolversi della Storia e della politica iraniana. Sia l'uno che l'altra sono illuminati da una costante speranza nel futuro, che viene puntualmente delusa ma non si spegne mai. Nel vedere il mondo attraverso gli occhi di Alì, si parte con la spensieratezza tipica dell'infanzia e si prosegue poi con uno sguardo che si fa via via più attento e consapevole della realtà che lo circonda. Realtà che, di capitolo in capitolo, diventa sempre più cupa, eppure il protagonista non perde mai quella punta d'ironia che lo caratterizza e che lo rende adorabile.
L'amaro finale te lo aspetti, dato il momento storico in cui la storia si ambienta, ma lascia comunque addosso una certa tristezza, perché è impossibile non affezionarsi a ciascuno dei personaggi e immedesimarsi con loro, sperando con loro che ogni nuova svolta possa portare a un miglioramento che invece non arriva.
Mi resterà sempre nel cuore Djamshid, e impressi indelebilmente nella memoria alcuni dei gesti della "leonessa" maman, le fotografie di Puyan e quello che vogliono comunicare (fotografie che sono sempre riuscita a immaginarmi con un'inattesa chiarezza), la rabbia che mi causa la malleabilità di persone come Babak, che vengono così facilmente spinte a credere in idee fondamentalmente sbagliate...
Quarto autore di cui leggo opere dedicate alla rivoluzione iraniana, quarto autore che vive in esilio. Coincidenze? No, certo che no, solo una dolorosissima constatazione che solo in esilio è possibile mandare in stampa e diffondere nel mondo il racconto di quegli anni...
Leggerò senza dubbio altro di Ziarati.
Profile Image for Annalisa Cadel.
6 reviews12 followers
October 14, 2011
La voce narrante rievoca l'Iran dell'infanzia e il passaggio dal governo dello Shah a quello di Khomeini attraverso lo sguardo fresco e a volte ingenuo del bambino (e nell'ultima parte dell'ormai adolescente) Alì. Non per questo la descrizione toglie a quegli avvenimenti la loro carica tragica, che si ripercuoterà sia sui destini famigliari che su quelli di un'intera nazione che è stata delusa nelle sue aspettative di un governo più giusto e democratico.
Questo libro ci permette anche di gettare uno sguardo su alcune consuetudini e tradizioni islamiche e persiane, ad esempio ho trovato molto evocativa la descrizione del Noruz, il Capodanno persiano, ma sono rimasta affascinata anche da alcuni stralci di poesie inseriti nel testo.
In queste pagine facciamo la conoscenza di alcuni personaggi indimenticabili, personalmente mi sono appassionata tantissimo alle vicende dei membri della famiglia di Alì e mi piacerebbe sapere come continua la loro storia.
Un ultimo appunto: nonostante il romanzo sia scritto in italiano, che ovviamente non è la lingua madre dell'autore, lo stile è preciso, fresco e scorrevole e il libro va via che è una meraviglia.
In questo periodo non ho molto tempo per scrivere recensioni, ma non so se si capisce che questo libro mi è piaciuto tanto tanto.

Profile Image for Simona F. 'Free Palestine, Stop Genocide'.
618 reviews61 followers
July 18, 2020
Il mondo visto attraverso gli occhi del piccolo Alì ha sempre un non so che di tenero e innocente. Anche nella Teheran dei difficili anni di transizione fra la monarchia e la nascita della Repubblica Islamica. Almeno fino a quando il fratello maggiore di Alì non finisce in prigione. Da quel momento in poi, per uscire da un brutto sogno, non basta più aprire gli occhi.
Il romanzo racconta una decina d'anni della famiglia di Alì: padre, madre e 4 figli. Genitori progressisti e liberali, gran lavoratori, hanno come obiettivo primario quello di fare ciò che a loro non è riuscito: far studiare i loro ragazzi e permettergli di laurearsi. Ma l'Iran non è più quello di una volta e quando tocca alla giovane primogenita Parí accedere all'Università, la legge islamica, discretamente, la esclude. Fortunatamente la famiglia è molto unita e gli obiettivi condivisi.
Sono stata piacevolmente colpita dallo stile dell'autore che, ho scoperto dalla quarta di copertina, scrive in un bellissimo italiano. Mi sono divertita alle uscite del piccolo Alì e mi sono appassionata e commossa nelle vicende di questa famiglia.
Profile Image for Niklaus.
498 reviews21 followers
March 24, 2016
attraverso lo sguardo del bambino Ali' (l'autore?) nell'Iran dello Shah, si osserva una decina di anni densi di eventi, di speranze, di tragedie e di disillusioni.
Racconto ben narrato e scorrevole. In una famiglia che fa dello studio il viatico per una vita migliore, il contrasto con una realta' fatta di idealisti in buona fede, ignoranti patentati, contestatori convinti, comunisti consapevoli dell'abisso, la cieca violenza del potere (dello Scia prima e di Khomeini poi), il contrasto dicevo emerge e fa ricordare quanto l'Iran/Persia sia un paese ben diverso da quelli di uguale religione.
Il finale arriva rapido come il suono degli spari del mitra di ignoranti fanatici.

L'inizio, con la descrizione della preparazione della famiglia per la festa del capodanno, è un poco lento. Poi assuefatti si legge agevolmente.
Profile Image for Miki.
456 reviews3 followers
December 29, 2015
Il romanzo narra le vicende di una famiglia iraniana a Teheran prima, durante e dopo la rivoluzione. La storia è avvincente, toccante e illuminante, e il punto di vista del protagonista bambino dá il tocco di ingenuità e ironia che rende il racconto godibilissimo. Perfettamente azzeccati i riferimenti a Fahrenheit 451 per sottolineare le tristi analogie tra fantascienza e realtà.
Profile Image for Pao.
328 reviews27 followers
July 26, 2019
Letto per la settima manche della Sfida a tema 2019.
Ho comprato i libri di Ziarati anni fa perché erano in offerta ma poi ho impiegato anni a leggerli perché temevo fossero troppo tristi per fortuna esiste la Sfida a tema che l'anno scorso mi aveva spinto a leggere Il meccanico delle rose e quest'anno mi ha permesso di bissare con questo romanzo che rappresenta il suo esordio. Anche se non nasconde nessuna sorpresa a livello di struttura a differenza del meccanico, il romanzo è altrettanto bello, capace di far ridere e piangere ma il suo pregio principale è riuscire a mostrarci, senza annoiare e fare spiegoni, come era l'Iran al tempo della transizione Scià - Khomeini.
Finita la lettura si ha voglia di vedere Ieri, oggi, domani.

Read for the seventh round of Sfida a tema 2019.
I bought Ziarati's books on offer some years ago but then I didn't read them because I was afraid that they were too sad, luckily there is the challenge Sfida a tema that allowed me to read Il meccanico delle rose last year and do the same this year with his first novel.
Even if there isn't a particular strutture like in the meccanico, the novel is very good and makes you cry and laugh but its best virtue is to shown without being boring or using long explanations how was Iran during the transition from Shah to Khomeini.
When the book is over, you want to watch Ieri, oggi, domani.
Profile Image for Quad.
106 reviews2 followers
October 5, 2019
Arrivo a "Salam, maman" dopo "Il meccanico delle rose" e non posso che notare le differenze di stile fra l'opera prima di Ziarati e il suo secondo romanzo. In "Salam, maman" il freno a mano è tirato, sia nella narrazione che nello stile. La forma sembra passata in lavatrice per essere depurata da ogni fronzolo stilistico superfluo. Questo non avviene nel secondo libro, forse per maggiore libertà data all'autore o per meno interferenze di editor, agenti, correttori di bozze e altro. Lasciamoli liberi, dunque, 'sti scrittori. Lasciamoli sfogare.
Allo stesso tempo, potrebbe benissimo essere il contrario: che Ziarati sia stato spinto ad arricchire stile e narrazione perché "così c'è qualcosa che non va". In sostanza, "Salam, maman" merita una stella in meno: "Il meccanico delle rose" è tale e quale al primo, ma con l'aggiunta dei colpi di scena e con più personalità.
Profile Image for Emilia  Trovato.
31 reviews1 follower
May 5, 2019
Un romanzo che racconta una storia sullo sfondo della Storia. La storia recente dell'Iran, uno spaccato di vita quotidiana a ridosso della rivoluzione e della nascita della teocrazia. Protagonista Alì e la sua famiglia, la vita scandita dal Clik della macchina fotografica del figlio maggiore Puyan. La narrazione è delicata, commovente e coinvolgente. Aiuta a capire un po' meglio la storia di un paese che non si conosce bene. Consigliatissimo!
Profile Image for Paolo B.
257 reviews
February 9, 2023
Tre stelle e non di più perché ho trovato la prima metà del libro, seppur vivace dal punto di vista narrativo, poco pregnante. Con la seconda metà, la Rivoluzione khomeinista e le sue conseguenze, il ritmo si fa ancor più serrato e ho cominciato ad empatizzare con Alì e i suoi genitori. Pur senza perdere di drammaticità, i terribili soprusi perpetrati contro coloro che non si conformavano ai dettami del regime sono solo accennati.
Avrei voluto almeno il doppio delle pagine.
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
September 13, 2020
Libro che comincia come una commedia divertente e sgangherata e diventa uno spaccato potente dell’Iran tra lo shah e l’Ayatollah. Bellissimo, consigliato a chi ha amato Persepolis
Profile Image for Lisetta.
142 reviews7 followers
September 1, 2012
Ogni citt�� ha una piazza intrisa del sangue dei suoi cittadini. Ogni paese �� segnato dalle cicatrici indelebili, lasciate dal passaggio di una dittatura.

Ogni nazione conta le sue rivoluzioni, i suoi morti, i suoi martiri, le sue guerre. Cos�� in questo libro, che ci narra di un tratto di storia dell���Iran vista e vissuta attraverso gli occhi innocenti di un bambino, Al��.

E��� la storia della popolazione iraniana che, stanca della tirannia esercitata dallo sci�� Mohammad Reza Pahlavi trover�� la forza di manifestare il suo malcontento, trover�� il coraggio di stringere la mano alla Rivoluzione,che culminer�� nella strage "del venerd�� nero di Piazza Djaleh". Ma a una dittatura distrutta attraverso l���inevitabile sacrificio di centinaia di persone, eccone subito un���altra ancora pi�� infida in quanto celata dietro la parvenza di una Repubblica: quella instaurata da Khoemini.



Per questo, non posso fare a meno di constatare -una volta letta l���ultima pagina del libro- che in fondo la storia sta sempre l��, in agguato pronta a presentare i suoi conti, e che il passato prima o poi bussa alla porta del futuro. Lo testimoniano i fatti attuali, di nuovo popolazioni che insorgono perch�� stanchi, di vivere sotto la dittatura, indeboliti dalle continue privazioni che fanno a brandelli la dignit�� umana. Anche questi paesi purtroppo stanno trasformando le loro piazze in cimiteri dove piangere i loro cari, nella speranza per�� che un giorno anche nel loro paese possa tornare a regnare l���unico valore per tutti insostituibile: la libert��.

Profile Image for Thais.
478 reviews57 followers
July 21, 2015
All'inizio mi è piaciuto davvero moltissimo. Il piccolo Alì è fenomenale, un vero combinaguai, e la descrizione dei rituali della sua famiglia è molto affascinante, forse non troppo verosimile considerando che la voce narrante è quella di un bambino, ma ben riuscita e coinvolgente.
Quando Alì e i suoi fratelli crescono ed entra in gioco la politica, però, mi sono un po' persa. Non annoiata, perché tutto sommato il tono si mantiene brioso e le vicende iraniane sono intrecciate con quelle della famiglia e degli amici di Alì, ma mi ha emozionata di meno.
Resta comunque un bel libro, Alì è un monello indimenticabile.
Profile Image for Flavia .
268 reviews143 followers
October 6, 2016
Mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi

"Ora potrei facilmente incontrare la morte, ma finché posso vivere non le andrò incontro; anche se un giorno, costretto, affronterò la morte, non ha importanza, l’importante è se la mia vita o la mia morte abbiano avuto qualche influenza sull’esistenza degli altri.”
Profile Image for Sandro.
338 reviews23 followers
November 8, 2021
Il libro è ben scritto e la sua lettura è interessante e coinvolgente sia per le vicende dei protagonisti che vengono raccontate, sia per lo spaccato della storia dell'Iran ai tempi della rivoluzione che determinò la cacciata dello scià e la salita al potere di Khomeyni che ne fa da sfondo.
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