"Una follia. Un peccato di superbia. Una fatica improba. Non so definire altrimenti un viaggio come questo, col taccuino a raccogliere briciole di Dio, ripercorrendo a ritroso la strada dei primi cristiani dall'Italia a Gerusalemme e incontrando a ogni passo del cammino le fedi sorelle, islam e giudaismo. L'argomento, troppo grande, produce inevitabili turbolenze, dubbi, inquietudini, depistaggi. Siamo entrati in questo terreno nuovo senza guide, da viaggiatori fai-da-te, rifiutando il tranello di un approccio solo archeologico. Cercavamo banalmente racconti e immagini dei cristiani di oggi. Monika Bulaj non ha solo osservato e fotografato. Ha trasformato questa ricerca in una straordinaria avventura."
Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italiano. Inviato speciale del "Piccolo di Trieste" e in seguito editorialista di "la Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina. Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.
Bellissimo. Come ci sono musicisti con l'orecchio assoluto, secondo me si può dire che MoniKa Bulaj abbia l'occhio assoluto. Ha il fantastico dono di riuscire a veder in un luogo o in una persona quello che gli altri non sanno vedere, e questo dono rende le sue fotografie ed i suoi racconti semplicemente meravigliosi. E così qui riesce a far scoprire Gerusalemme, una fra le città più fotografate e raccontate del mondo, in una prospettiva unica ed affascinate. Quasi poetica.
E' il terzo libro che leggo di questo autore, nei suoi libri ho trovato sempre più di quello che credevo, speravo o mi aspettavo. E' un autore che al pari di Terzani fa viaggiare il lettore in giro per gli angoli di questa Terra: spesso gli angoli più desolati, disperati e poveri e ne racconta la bellezza. "Prendi quello che ti serve dagli uomini, dalle religioni, dalla natura e dalle stelle, pesta tutto in un mortaio, aggiungi le tue spezie preferite e portalo sempre dietro in un sacchetto. Nessuno può obbligarti a essere quello che non sei. L'acqua portata da lontano non fa girare il mulino".
Un viaggio (fatto nel 2005) per scoprire chi sono oggi, dove e come vivono i cristiani d'Oriente. Non alla ricerca dell'archeologia del sacro, ma della fede viva e vivente lungo le faglie di collisione tra Occidente ed Oriente. Con molte sorprese (una delle tante: che i cristiani possono vivere molto più apertamente e liberamente la propria fede in Siria che in Turchia).