2/10
Riscrittura del suo precedente romanzo, con tutti gli stessi difetti (personaggi cartonati, scopiazzi da Tolkien a tutto andare, cliché a piene mani, scrittura verbosa e noiosa, trama che gira tutta intorno alla solita quest da GDR, manicheismo portato ad estremi imbarazzanti, profezie "perché sì", trovate WTF e plot holes a tutto andare) e tante altre idiozie nuove di zecca: party di "esclusi" che guarda un po' sono tutti uomini etero cis abili tranne... una (1) donna etero cis abile; "bastardi asociali" che vanno d'amore e d'accordo senza alcun problema; toponimi che anche all'asilo infantile di Brusagnolo di Sotto sarebbero motivo di vergogna (Terra Nana, Terra Fata, Terra Elfa... voglio morire); kattivo sgamabile più o meno da pagina 15 la cui identità dovrebbe essere il colpo di scena finale; e tante altre cose che ho rimosso per riuscire a dormire la notte.
In più, c'è l'aggravante che non si tratta nemmeno di un'opera prima. La Strazzulla parrebbe proprio incapace di migliorare, anche col passare del tempo e con le migliori intenzioni. D'altra parte, per migliorare queste due cose da sole non bastano: sembra che l'autrice non abbia proprio voluto rimboccarsi le maniche e studiare un po', ma abbia vomitato su carta un rimasticamento dell'unica storia che le ronza in testa da anni e anni a questa parte, avvolta in una sottile patina di "novità" dagli addetti del marketing.