Un antico manoscritto vergato a Bologna oltre sei secoli fa e custodito all'Archivio Segreto Vaticano, ma rimasto ignorato e inutilizzato per tutto questo tempo per una misteriosa catena di smarrimenti e di oblii, ha rivelato che in origine le porte della terza cinta di Bologna non erano esattamente le dodici note a tutti, ma che ve era un'altra che fu poi chiusa per sempre a metà del Quattrocento. È l'anno 1442. Andrès, accompagnato dal quindicenne Ramòn, intenzionato a frequentare lo Studium bolognese, si lascia coinvolgere nelle vicende burrascose che portarono al trionfo e alla tragica fine di Annibale Bentivoglio e alla definitiva chiusura della "tredicesima porta" della cintura muraria. Ignaro che la moglie sia in attesa del primogenito, il venticinquenne Andrès costringe Ramòn a rimpatriare per sottrarlo alla violenza degli scontri esplosi tra le fazioni rivali cittadine. Per qualche mese Andrès manderà lettere a rassicurare la moglie e i famigliari. Poi dal 1446 più nessuna notizia. Anno 1498. Diego, giovane aristocratico spagnolo, e Ramòn, il suo vecchio servitore, giungono a Bologna alla ricerca di Andrès, nonno del giovane, scomparso cinquant'anni prima. Sulle tracce di Andrès, i due protagonisti verranno a conoscenza della avvincente e misteriosa vicenda che portò alla chiusura della "tredicesima porta".
Romanzo storico ambientato a Bologna che ruota attorno alle vicende dei Bentivoglio.
La trama è interessante, così come il suo contesto storico, specialmente se si conoscono e vivono i luoghi bolognesi.
La narrazione purtroppo rallenta in molti punti divenendo a tratti didascalica. L'abuso dei punti di sospensione, i refusi e gli errori di scrittura delle parole spagnole rendono sovente ostica la lettura.
Tutto il romanzo è permeato dalla grande conoscenza ed evidente passione per la storia di Bologna posseduta dall'Autore, che nell'epilogo si slancia in un interessante e riuscito capitolo dai toni quasi saggistici, che sicuramente gli sono più familiari.
Consiglio il libro a chi voglia conoscere di più della storia di Bologna e dei personaggi che vi sono passati. Sarei curioso di rileggere questo romanzo in una nuova pubblicazione, dopo il necessario passaggio dall'editor - evidentemente mancante in questa prima edizione.
A mio avviso due sole pecche: il "Prologo" e la discreta quantità di refusi. Peccato veniale quest'ultimo, legato essenzialmente alla punteggiatura e rimarcabile solo perchè il volume sarebbe altrimenti graficamente molto bello e curato. Il primo, il prologo del romanzo, si interpone invece, contrariamente a quanto accade di solito, inopportuno, come una doccia gelata mentre il lettore comincia già a scaldarsi per un manoscritto, reale, rimasto nascosto per seicento anni e sostituito da una sua copia "con errori". Infatti il libro è diviso in tre parti: l'antefatto, che potrebbe già essere il punto di partenza di un romanzo alla Dan Brown, scritto però da un vero studioso che sa esattamente di cosa sta parlando, il succitato prologo, che introduce personaggi e ambiente del romanzo vero e proprio, come un capocomico che si sporge dal sipario per illustrare la commedia che va a cominciare, e il romanzo stesso. Non c'è un grande collegamento fra l'antefatto e il romanzo, a parte la presenza immanente della tredicesima porta, "eponima" del libro. Nell'antefatto se ne documenta l'esistenza, nel romanzo se ne fa lo scenario di alcune vicende e si forniscono le motivazioni della sua chiusura. Si poteva comunque cercare una transizione più morbida. O scrivere direttamente due libri. A parte questo, il romanzo è una deliziosa gita turistica per la Bologna della fine del '400, con la avvincente storia dei protagonisti che si intreccia, nel momento più alto della loro parabola, con le straordinarie vicende collegate all'ascesa della dinastia dei Bentivoglio, signori della città.
Tra tanti effetti speciali e invenzioni di dubbio gusto che hanno invaso anche la narrativa, la XIII porta offre un'avvincente trama basandosi sull'autentico ritrovamento di un manoscritto conservato all'Archivio Segreto Vaticano. I protagonisti sono gli occhi del lettore e lo fanno assistere a fatti realmente accaduti. Le loro vicende lo rapiscono dal presente e lo immergono nelle atmosfere di una città lacerata da lotte fratricide, congiure e roghi di streghe. E' un eccellente pretesto per raccontare l'avventurosa e tragica vita di Annibale Bentivoglio e il successivo declino del primato della sua casata col ruolo inquietante di Ginevra Sforza. La storia acquista così concretezza e fascino.