I ricordi intrappolati in una scatola. Una vita piena di assenze, senza casa, senza radici, in cui le parole trovavano spazio soltanto sui fogli perché farle uscire dalla bocca, sapendo che non sarebbero state ascoltate, era una fatica inutile. Quella di Bianca agli occhi di qualcuno poteva sembrare una vita perfetta: aveva girato il mondo, studiato nelle scuole migliori, nessun problema economico. Eppure nella sua esistenza erano più i senza che i con e c'era un senza che pesava più di tutti e non era tanto la mancanza di una persona, quanto quella di se stessa e del suo tempo. Lei aveva trascinato i suoi giorni, non accorgendosi che tutto quel tempo che si era lasciata scivolare tra le dita come i granelli di una clessidra, era stato irrimediabilmente perso. E per cosa poi? Per paura. Ah, la paura è il peggior nemico della felicità. Ian quel tempo aveva cercato di acciuffarlo, di usarlo, ma il tempo non si può fermare. In quegli anni era stato tutto un rincorrersi, sentirsi, cercarsi, sfiorarsi però sempre pieno di senza. E quei senza diventavano sempre più pesanti, insopportabili e ingombranti. Era come se, quegli spazi vuoti lasciati tra le parole, dovessero essere in qualche modo colmati perché le parole, per quanto siano importanti, non sono sufficienti e ci vogliono anche i gesti per dargli un peso. Bianca scriveva e non si accorgeva che, sebbene le parole restavano intrappolate sul foglio, quel foglio poteva essere strappato, bruciato e perso, se ciò che aveva scritto non fosse stato unito alle azioni. Quei gesti però la spaventavano a morte perché lei non li conosceva, nessuno glieli aveva mai insegnati. Come poteva imparare a fermarsi, a chiamare un luogo casa, a scegliere per sé, a mettere radici, a fare parte di una famiglia, se tutte queste cose non le aveva mai vissute e il solo immaginarle le faceva sentire ancora di più tutti i suoi vuoti? Tutti quei pezzi sparsi, quei frammenti, quegli odori, di lei, di lui, di loro, proprio non riusciva a ricomporli in un unico puzzle, senza rendersi conto che quei pezzi che mancavano li avrebbero potuti trovare insieme. Quanto può spaventare il per sempre a una persona che ha sempre vissuto di mai? Quando le incertezze fanno più paura delle certezze e scappare sembra l'unico modo per non sentire i vuoti, solo se ci si ferma ad ascoltarli e a capire che potrebbe bastare una sola persona non per tappare quei buchi, ma per cominciare daccapo il libro della propria vita, forse è il momento di mettere da parte i ricordi e di vivere davvero. Faccio tantissimi complimenti all'autrice Monica Brizzi e vi consiglio assolutamente di leggere il suo stupendo libro perché vi trascinerà dentro a questa storia emozionante, struggente, tormentata e toccante, facendovi sentire ogni sensazione senza filtri e nella maniera più potente possibile.