Quando si conclude una serie c'è uno strano vuoto che rimane.
Soprattutto quando è la prima serie che si legge.
Il primo mafia romance.
Cala una sorta di scetticismo del tipo "già il genere è troppo distante dalla mia comfort zone, figuriamoci tutti quei volumi, non li finirò mai".
E io, dopo questi preamboli, sono qui a dirvi che ho dovuto ricredermi e non posso che consigliarvi "UnLimited Series: Boston Irish Mafia" di Maria Antonietta Capasso.
È soprattutto merito suo, della sua scrittura e della sua mente "contorta" se tutte quelle duemila pagine scorrevano sotto i miei occhi in questi anni senza che io me ne rendessi nemmeno conto.
Inutile soffermarsi su ogni volume, ci sarebbero grossi spoiler poco graditi, per questo la mia è più una visione d'insieme.
La narrazione in terza persona ci descrive ogni luogo, intreccio e situazione in maniera così minuziosa da delineare in primis tutti i personaggi (sia fisicamente che nel loro carattere) in maniera coerente, poi tutto ciò che fa da sfondo alle vicende raccontate come se il lettore fosse portato proprio lì, a fare conoscenza con tutti, a guardarli negli occhi, a commisurare i loro respiri per capire di chi potersi fidare. Una scelta azzeccatissima che rende la lettura coinvolgente.
I temi trattati sono molteplici e questo si deduce già dalla trama, ma certamente è l'amore per la famiglia, non per forza unita da legami di sangue, a essere il fulcro di ogni decisione più dolorosa. C'è sacrificio negli occhi dei protagonisti, astuzia e un forte desiderio di vedetta smosso dalla voglia di conoscere la verità. Un punto di vista insolito, tuttavia specchio di un attento studio svolto dall'autrice per rendere il tutto credibile.
I fili aggrovigliati della trama portano con sé una notevole quantità di domande, le cui risposte vanno spulciate nei tanti colpi di scena. Alcuni prevedibili, altri meno. Ci saranno momenti in cui non intuirete le dinamiche, altre vi spingeranno a odiare personaggi le cui azioni sembreranno azzardate. È tutto nella norma. Bisogna lasciarsi guidare dalle emozioni e dal sesto senso in storie come questa.
Il finale, beh, se è all'altezza di tutto ciò spetta a voi scoprirlo.
Se proprio devo cercare una pecca, credo che ci sia tanta ridondanza tra i vari volumi e l'andamento lento del fraseggio tende ad appesantire la lettura. Da un certo punto di vista questo serve per tenere sempre a mente chi ha fatto cosa, ma a lungo andare rompe quella tensione che si crea nel susseguirsi delle vicende. Come se la fine non arrivasse mai, come se dovessimo mangiarci lo stomaco insieme ai personaggi. Potrebbe essere voluto e, anche se non l'ho del tutto apprezzato, ne è valsa la pena.
Attenzione ai content warning, non è certo una lettura per tutti e vorrei che ne foste consapevoli.