“Tutto ebbe inizio in piscina a Glenn Ellen. Tra una nuotata e l’altra era nostra abitudine uscire e stenderci sulla sabbia, consentendo alla nostra pelle di respirare l’aria calda ed immergersi nella luce del sole. Roscoe era un diportista. Io ero stato occupato un po’ per mare. Era inevitabile che dovessimo parlare di imbarcazioni. Affermammo che non avevamo paura di girare il mondo su una piccola imbarcazione, diciamo di 40 piedi. [...] ”Facciamolo” dicemmo per scherzo. [...] La volta successiva in cui facemmo respirare le nostre pelli sulla sabbia presso la piscina dissi a Roscoe: “Facciamolo”.
Facevo sul serio, e lui lo stesso, poiché disse: “Quando partiamo?”
Questo è l’inizio di un’avventura nata per caso a bordo piscina, fare un viaggio intorno al mondo per mare e per questo desiderio fu così che London diede vita allo “Snark”, una piccola imbarcazione di 14 metri dotata di vele e anche di un motore a benzina che sarebbe stato usato solo in situazioni di pericolo ed estremo bisogno, l’equipaggio sarebbe stato composto da 7 membri (fra cui anche la moglie Charmian) dove l’unico particolare ad accomunare tutti era quello dell’inesperienza (nessuno infatti aveva esperienze di navigazione in mare aperto) ma compensata dalla grande voglia di avventura.
L’idea di viaggio, come era stata organizzata prima della partenza, era quella di toccare moltissimi luoghi fra cui Honolulu, le Hawaii, Samoa, la Nuova Zelanda, la Tasmania, l’Australia, la Nuova Guinea, il Borneo, Sumatra, le Filippine, il Giappone, la Corea, la Cina, l’India, l’Australia, il Mar Rosso e l’Europa navigando per mari, oceani e fiumi.
Il 23 Aprile 1907 lo Snark prese il mare e da lì ebbe inizio l’avventura che li avrebbe portati a conoscere isole remote, cannibali, tifoni, lebbrosai, giungle, vulcani, missionari, usanze arcaiche, personaggi unici, paesaggi incontaminati e tante altre situazioni al tempo quasi sconosciute.
Il viaggi finì peró purtroppo molto prima delle aspettative fiaccato sotto i colpi delle tante malattie che assalirono tutto l’equipaggio.
Il racconto, che venne prima pubblicato a puntate fra il 1908 e il 1910 e poi raccolto in questo volume, trasuda emozioni tangibili e vere.
La penna di London riesce con sapienza a farci vivere vividamente e quasi materialmente le loro peripezie, in ogni pagina si percepisce l’emozione, la felicità e la voglia di avventura dello scrittore, quasi venissimo catapultati in uno dei suoi tanti racconti senza invece percepire che quella raccontata è la realtà vissuta fra le isole Hawaii, Marchesi, Salomone e Tahiti.
Lungo tutto il dipanarsi del racconto vedremo London imparare, da autodidatta, ad usare un sestante per prendere la rotta, a curare, sempre da autodidatta, se stesso e il suo equipaggio dalla malaria e dalle piaghe (che saranno i motivi del “naufragare” anticipato del viaggio nel Novembre del 1908), lo accompagneremo su vulcani e pianure lussureggianti alla ricerca della tomba di Stevenson, lo aiuteremo nel difendersi, fucile spianato, dall’assalto di tribù ostili e persino nelle vesti di Surfista.
Un diario di viaggio vivo, vibrante, pregno di emozioni, di paure, di soddisfazioni e delusioni, un lascito quasi testamentario di questo grande scrittore.
Un racconto che merita di essere letto perchè specchio di una vera avventure ma ancor di più perchè testimone di un periodo storico ormai perso.
Uno scritto, questo, sicuramente da leggere per gli amanti di London ma non solo.