Quando il Sire emana un editto che ordina la sparizione immediata dei cani da tutto il Regno, la famiglia di Miro si ribella. Non possono sopprimere Tito. Non ci pensano nemmeno. C’è una sola che Tito sparisca, vada via. E Miro con lui. Comincia così, a causa di un ordine insensato, la fuga di un bambino e di un cane in un mondo che non conoscono.Miro e Tito affrontano pericoli, corrono rischi, cercano di cavarsela. Nei pochi momenti di tregua e riposo Miro si aggrappa disperatamente ai la vita di prima, nella sua bella semplicità, sembra un sogno lontano. Adesso c’è solo la fuga. Una fuga che molto presto diventa semplicemente il viaggio che tutti dobbiamo affrontare, prima o poi, per mettere alla prova le nostre capacità. Ma Miro non è mai ha il suo cane. E Tito non è mai ha il suo bambino. Nessuno dei due potrebbe desiderare di meglio e di più.
Beatrice Masini è una giornalista, traduttrice e scrittrice italiana.
Ha vinto il Premio Pippi con Signore e Signorine - Elsa Morante Ragazzi per La spada e il cuore - Donne della Bibbia e il Premio Andersen - Il mondo dell'infanzia come miglior autore.
È anche conosciuta per aver tradotto i libri della saga di Harry Potter della scrittrice britannica J. K. Rowling per la versione italiana distribuita dall' Adriano Salani.
"La notte era piena di rumori. Avevo la sensazione che qualcuno mi seguisse e continuavo a voltarmi di scatto per sorprenderlo, ma poi mi sono reso conto che era solo il fracasso che facevo io stesso scostando le erbe, un rumore che sembrava rimbalzare contro le foglie e venirmi addosso cento volte più forte. Nel silenzio tutto diventa più sonoro. Anche il respiro"
Una favola semplice e potente, per chi ama ancora sognare. Mi aspettavo una storia chiara che sapesse semplicemente di favola e invece racchiude un testo talmente profondo che pesa sul cuore come una melodia che non riesci a dimenticare o come una valigia piena di ricordi, faticosa da portare ed impossibile da lasciare in un equilibrio dinamico tra dolcezza e poesia, e mescolando insieme forte intensità emotiva e naturale bellezza evocativa. "Solo con un cane" è un romanzo genuino, diretto e scritto con una semplicità disarmante che arriva dritta all'animo umano senza filtri e senza grossi fronzoli. Una storia che fonde il romanzo di formazione alla narrativa per ragazzi, con un tocco distopico che rende tutto ancora più vivido e tanto attuale. In un mondo in cui la libertà è negata e in cui i sogni sono sorvegliati, seguiamo la vicenda di Miro, un bambino (o forse solo un "bimbo", come lui stesso si definisce) nella sua fuga da un presente opprimente e ostacolato verso qualcosa di nuovo. Un viaggio che è insieme fuga e scoperta, resistenza e crescita, resilienza e avventura. Il mondo descritto dall'autrice è bellissimo, fantastico ma malinconico al tempo stesso. Qualcuno vi ha "spento le stelle", letteralmente e simbolicamente, creando una società che teme il pensiero libero e dove "scarpe piene di piombo" impediscono alla mente di vagare. È proprio in questa oscurità che il romanzo ci ricorda piccole capacità innate come il coraggio di sognare ancora, il potere dell'immaginazione, la fantasia più pura e l’amicizia come rifugio e salvezza. Che cos'è un cane, se non ovviamente compagno di viaggio, aiutante silenzioso ed ombra fedele? Di Miro mi colpisce la sua delicatezza fuori dal comune, la straordinaria voglia di vivere e quell'intima e comune fame di storie in cui “alla fine tutto va bene”. E capisco ora una cosa: crescere non significa smettere di sognare, ma imparare a farlo con occhi nuovi e quel velo di verità che ci aiuta a comprendere meglio il mondo dalle piccolissime cose a quelle infinitamente enormi. Parla di senso di colpa, ribellione, amore per la lettura, ma anche di bellezza, di natura, di legami, e di quel pizzico di fantasia che ci rende umani migliori. Tra le righe di questo libro ho colto anche un tema profondo e penso universale cioè la paura, comune a molti genitori, di fronte al futuro dei propri figli e quella fatidica domanda che, prima o poi, affiora in un silenzio pietrificante: "che cosa stiamo lasciando loro?". Il tutto è contrapposto a quel dilagante senso di speranza, "l'essere piumato che nell'anima ha fatto il nido". Ricorda a tratti la tenerezza drammatica di Belle e Sébastien e anche l’ironia e la riflessione poetica del Piccolo Principe; ma ha una voce tutta sua che è limpida, delicata e tanto profonda.
"Solo con un cane" è una storia che consiglio a tutti, piccoli e grandi. Perché in fondo, abbiamo ancora bisogno di credere che, sì, un altro mondo è possibile. "Perché un sovranno tiranno è possibile da debellare ma un popolo vile è difficile da sdradicare". E a volte bisogna proprio ribellarsi, e andare. Magari partendo da un cane e dal suo bambino che ha il coraggio di seguirlo. E che cos'è un cane, se non l'inizio di un'avventura quotidiana?!
"Solo con un cane" è una favola contemporanea ambientata in un luogo indefinito, un Regno dove vige la tirannia di un Sire che emana leggi che vanno rispettate, perché gli ordini sono ordini e non si può disobbedire, anche dinnanzi a leggi assurde e senza senso. E' un privilegio di un Sire fare ciò che vuole e il popolo ha imparato a eseguire gli ordini, o almeno, a fare finta di farlo. Come quella volta in cui il Sire decise di bandire tutti i gelsomini dal Regno. Il gelsomino era il fiore simbolo del Regno e da quel giorno, non solo tutti i giardini vennero privati della sua presenza, ma anche tutti gli oggetti che recavano la sua immagine vennero distrutti. Ma ogni abitante, nel segreto delle mura domestiche, ne conservò una piantina, facendo attenzione a nasconderla durante i controlli ufficiali dei soldati. Ma quando il Sire ordina di far sparire immediatamente dal regno tutti i cani con ogni mezzo possibile, la situazione diventa davvero insostenibile. I cani sono sempre stati gli animali più amati del Regno e ogni famiglia ne possiede uno. Miro e i suoi genitori non hanno dubbi: non faranno mai sopprimere il loro amato cagnolino Tito! Ma come fare? Un cane non si può di certo nascondere come una piantina. E' a causa di questa terribile legge che ha inizio l'avventura di Miro e Tito, un bambino di dieci anni che con il fedele amico a quattro zampe fuggirà via dal Regno, verso mete sconosciute, alla ricerca di un luogo dove poter mettere in salvo Tito e ricostruirsi una vita. "Solo con un cane" è un libro per ragazzi che mischia al suo interno le caratteristiche delle fiabe, dei romanzi distopici e di formazione, disseminando lungo il percorso importanti insegnamenti e riflessioni sul rapporto intenso che si instaura tra cani ed esseri umani. Chiunque abbia un animale da compagnia verrà risucchiato magneticamente all'interno di queste pagine e riuscirà a identificarsi in ogni sensazione provata dal giovane protagonista. Lo stile di scrittura dell'autrice poi è qualcosa di sublime, sfoggia un linguaggio semplice e adatto ai ragazzi, ma al tempo stesso risulta molto poetico e intenso, capace anche di incantare e deliziare i lettori adulti. Ho però notato un cambio di ritmo dalla prima alla seconda parte del libro. Ho preferito la prima parte perché ho trovato lo stile di scrittura più fluido e lo scorrere delle vicende più dinamico e interessante, mentre nella seconda parte il ritmo rallenta, la scrittura diventa a tratti simbolica e vacua, ricca di metafore certamente ben riuscite, ma che a mio avviso la appesantiscono un po'. Un finale a sorpresa donerà linfa nuova alla storia, accompagnato da un nuovo insegnamento nascosto e importantissimo. Reputo che "Solo con un cane" sia un romanzo incredibilmente profondo e dalla scrittura creativa, che può essere letto ed interpretato su più livelli; un'ottima prova che consolida il talento di questa già promettentissima autrice italiana, della quale dovrò assolutamente leggere altri suoi libri in futuro.
"Seul avec mon chien" aurait pu commencer par "Il était une fois" tant il semble rassembler les canons du conte du fée : un roi tyrannique, un enfant courageux et son fidèle compagnon, une aventure semée de créatures plus ou moins amicales...
Mais Beatrice Masini s'éloigne bien vite des poncifs du genre en proposant une fable initiatique qui s'adresse non seulement aux plus jeunes, mais aussi aux plus âgés, avec un style particulièrement enlevé et rafraîchissant. Elle sait ménager un je-ne-sais quoi de féérie bien qu'ici, les traditionnels monstres ne se tapissent pas dans l'ombre du décor, mais dans le for intérieur du héros ce qui le rend encore plus humain et plus proche du lecteur.
Une magnifique ode à l'amitié qui montre qu'accompagné de ceux qu'on aime, on peut tous accomplir de grandes choses : "Mais je sais pourquoi je pense à ça : ça me rassure, l'idée de sauter toute la vie qu'il y a entre deux et de penser plus loin. Parce que ça veut dire que d'une façon ou d'une autre, j'y arriverai. Nous y arriverons."