Nella Milano grigia e dolente degli anni più duri della seconda guerra mondiale, quelli dei bombardamenti, delle stragi, dei morti abbandonati nelle vie, delle vite immolate, talvolta per libera scelta, in nome di un ideale, talaltra per la brutalità degli eventi, cresce fra mille difficoltà un amore miracoloso che donerà ai due giovani protagonisti, Mara Bonfanti, bella, elegante e di buona famiglia, e Mario Canevari, operaio delle acciaierie, momenti di indicibile gioia e altri di sofferenze strazianti. La bimba, frutto del loro amore, verrà abbandonata al suo destino appena nata e Mara sarà costretta, dalla madre e dalle convenzioni sociali, a sposare il generale Pepe, un uomo molto più anziano di lei, alto ufficiale della Brigata Fascista Ettore Muti. Quando, una notte, il generale Pepe verrà trovato morto nella sua casa, dell’assassinio si confesserà colpevole Mara, condannata per la sua colpa al carcere a vita. Dovranno passare diciotto anni prima che una lettera anonima giunga a disseppellire un passato dimenticato e a gettare una luce nuova e sorprendente su quegli eventi lontani.Un romanzo corale e incalzante, minuziosamente accurato nella ricostruzione di una città, di un’epoca e delle psicologie dei personaggi, di diversa estrazione sociale ma della stessa tragica statura. Un romanzo nel quale tutti pagano un prezzo al momento storico in cui è toccato loro vivere e agli egoismi che sempre genera ogni guerra, rendendo ciascuno dei protagonisti vittima e carnefice.
"Cos'altro è una ragazza da marito, se non merce da esporre in vetrina e cedere a caro prezzo al miglior offerente?"
La merce da esporre è Mara, ma è merce avariata. Perché lei, ragazza del mondo bene, ama Mario, un povero operaio che la contraccambia. E sarà un calvario, per tanti, per tutti.
In una Milano occupata dai fascisti, sconvolta e devastata dalla guerra e da tutti gli orrori che ne conseguono, si snoda la storia dei due ragazzi, del loro amore. Una storia raccontata a più voci, tutte io narranti; ognuna di esse interviene per la parte che ha avuto, fino ai tempi più recenti, fino alla fine. Un racconto duro, crudo, così "vero" che smuove la rabbia, il disgusto, che fa rabbrividire, che commuove, mozza il respiro, stringe la gola e fa luccicare gli occhi.
Carla Maria Russo... promossa a pieni voti.
Riporto di seguito questa descrizione, quasi una fotografia dai toni seppiati, che mi si è impressa nella mente:
"Uno strato leggero di nebbia, come il velo di tulle di una sposa, avvolge la città e sembra ingentilire le ferite aperte, le brutture. Penetra dentro il teatro della Scala, il cui soffitto è franato al suolo, le lunghe assi di legno in bilico fra un piano e l'altro, tenute assieme da fili penzolanti. Si adagia nei palchi, con i fregi e gli stucchi dorati ancora visibili qua e là, ostinate sentinelle di un sontuoso passato annientato nel volgere di due ore. Si posa leggera sul gigantesco volto barbuto di un uomo dallo sguardo crucciato, il braccio levato a proteggere il capo, unico resto ancora visibile di una possente cariatide disintegrata in minuscole parti. Invade la galleria Vittorio Emanuele orfana della sua cupola in vetro, frantumata in miriade di pezzi. Si inanella intorno ai pinnacoli del Duomo, forse chiedendosi dove siano finiti quelli che non si trovano più al loro posto."
Immagina: un grande teatro, di quelli da Opera, con poltrone rosse e balconate. Stai seduta, al buio, da sola. Sul palcoscenico appaiono, in un susseguirsi ininterrotto, i personaggi. Non gli attori, le maschere. Vestiti anni '40 e capigliature viste solo in foto bianco e nero. Ti parlano, ti raccontano il loro punto di vista. Finché non si spegne l'unica luce che illuminava il tutto, quella che li inquadrava in uno spazio piccolo sul palcoscenico. Ti ritrovi nei panni di una ragazza, che cerca se stessa e il suo passato. La segui, come se conoscere lei fosse un po' come riconoscerti. Ritrovi la madre e scopri i fatti che hanno condotto questa donna bellissima nel luogo in cui si trova ora. Senti il desiderio della ragazza nel voler riabbracciare chi ha sempre creduto nella sua esistenza. E pensi a tutti quei bambini, morti durante gli attacchi aerei, che avevano da poco salutato i genitori solo per recarsi a scuola.
Questo non è il riassunto della storia raccontata da Carla Maria Russo, naturalmente, ma è la narrazione re-immaginata dalla mia mente. Il libro è duro e bello, coinvolgente e appassionante. Toccante. Consigliato.
Amo como escribe esta mujer 😍 a parte de unos giros impresionantes cada pocos capítulos, todos y cada uno de los personajes que presenta son mucho más complejos de lo que parece.
mis partes favoritas:
“Sei stata l’unico amore della mia vita, Mara. Né prima né dopo di te ho conosciuto altro. Per questo non devi mai sentirti responsabile in nessun modo per quello che è accaduto o accadrà. Di cosa saresti colpevole? Di avermi donato una gioia che, senza di te, non avrei mai conosciuto? Benedico ogni istante di quello che c’è stato fra noi e lo considero una fortuna.”
“la povertà indica solo una mancanza di beni materiali, non di grandezza d’animo.”
“Forse tutte le madri vedono nella propria figlia una bellezza e una perfezione che non hanno uguali. Eppure sento che tu sei davvero diversa. Non ho fatto nulla per meritare una figlia come te. Sei un dono di Dio.”
“Il bene non si compie per vantare un credito, un debito di riconoscenza o la pretesa che ci venga restituito, ma per la consapevolezza di aver fatto ciò che era giusto, per sentirsi in pace con se stessi.”
La storia in sé non è niente di che, ma non mi è spiaciuto lo sfondo storico di questa Milano in balia dei fascisti e dei bombardamenti, complice anche il fatto che è il luogo in cui vivo.
Peccato, ci sarebbe stato il potenziale per farne qualcosa di meglio.
Tre stelline e mezza... Dopo aver scoperto Carla Maria Russo con il suo ultimo libro "L'acquaiola" ho voluto riprovarci. La prima metà del libro racconta la storia d'amore tra due ragazzini, in una Milano degli anni 40, tra bombardamenti, violenze e soprusi da parte dei fascisti. Per me sono state pagine leggere, "banalotte" tanto che ho messo in dubbio che fosse la stessa autrice de "L'acquaiola", irriconoscibile. Il fatto che io non abbandoni mai un libro mi ha fatto andare avanti, da metà libro in poi la Russo cambia registro, anche la scrittura cambia risultando più incisiva e profonda. Ti prende per mano e inizia a svelarti una storia, che a tratti può sembrare anche assurda e inverosimile, imbastisce una trama curiosa quasi misteriosa, che ha in sé tutte le caratteristiche del giallo, svela segreti, fa in modo che tu la segua, tanto che mi sono letta 150 pagine in un pomeriggio. Leggendo a fine libro le note dell’Autrice si scopre che le vicende narrate traggono spunto da eventi storici realmente accaduti. Viene nominato il partigiano Giuseppe Canevari, catturato e picchiato a morte dalla Brigata Fascista Ettore Muti mentre affiggeva manifesti di propagando clandestina. Nel libro viene anche menzionato il bombardamento della scuola elementare Francesco Crispi a Gorla, dove persero la vita tanti bambini.
Bellissimo questo libro! Avevo ammirato Carla Maria Russo per la sua bravura nello scrivere già nel libro " La Bastarda degli Sforza ". Lola nascerà a diciott'anni mi è piaciuto per il particolare modo in cui viene raccontato, ogni personaggio narra in prima persona della vicenda di cui fa parte. Praticamente ,le pagine e i capitoli scorrono quasi senza che il lettore se ne accorga. Consigliato a chi ama i libri scritti bene .
Commento a caldo questo libro, appena terminato: le parole quasi vengono a mancare difronte ad un simile capolavoro. La descrizione di Milano e' così realistica da avermi trascinata letteralmente tra le pagine di questo romanzo e spinta a nascondermi da un rifugio all' altro ad ogni segnale di allarme. I personaggi sono descritti in modo così realistico che e' impossibile non appassionarsi alle loro vicende, e non da meno conta per me il fatto che Mario e Giuseppe tifano l' Internazionale o, piu' patriotticamente "l'Ambrosiana".E' il secondo libro di C.M.Russo che leggo e sicuramente ne leggerò altri.
WoW che libro! Milano, 1943. La storia d'amore fra Mara, snob di buna famiglia e Mario, operaio, si scontra con le brutture della guerra e del fascismo in pericolosa decadenza. La loro figlia viene abbandonata appena nata e Mara si trova costretta a sposare un pingue generale, vicino al Duce. Quando il generale verrà assassinato, Mara si dichiarerà colpevole, bisognerà aspettare 18 anni x guardare a quegli eventi in modo tutto diverso e con tante sorprese. Perchè WoW? Primo il libro è stupendo, racconta in maniera magistrale i drammi dell'epoca di fine guerra fra gerarchi violenti, gente disperata e bombardamenti. Secondo, l'autrice ci stupisce adottando la tecnica di fare raccontare i fatti direttamente dai diversi protagonisti, in maniera che rende il racconto chiaro, coinvolgente ed efficace. Ci sono pagine del libro bellissime, come la descrizione dei rifugi antiaerei, dove la Russo fa...sentire al lettore l'odore che si respira. Notevole la descrizione di Milano sotto i bombardamenti degli alleati ed i richiami finali dell'autrice ai farri realmente accaduti riportati nel libro. Davvero un libro stupendo che consiglio vivamente.
Ho trovato interessante questo romanzo, e lo consiglio per varie ragioni. Principalmente, l'ambientazione a Milano (sono di parte, è la mia città....e non a caso ho potuto leggere il libro gratuitamente, messo a disposizione dal Sistema Bibliotecario Milanese) durante la seconda guerra mondiale, tratteggiata con attenzione ai particolari e ben documentata; lo studio psicologico sulle peculiarità del "maschio fascista tipo", qui rappresentato da più di un personaggio; la situazione femminile durante il regime, e l'arrabattarsi trovando espedienti più o meno fruttuosi e più o meno leciti; il noir attorno al quale è organizzata la trama; la narrazione, che di capitolo in capitolo modifica l'io narrante, tracciando un ventaglio completo sui diversi personaggi. Tutto bene, ma il finale mi pare scada parecchio nel feuilleton, e la storiella della bambina abbandonata per colpa di una nonna cattiva e che però si riscatta e diventa disponibile al perdono e all'amore incondizionato mi è parsa davvero forzata. Comunque, in generale l'autrice mi è piaciuta molto, perciò prenderò in considerazione altri suoi libri.
Una vicenda di fantasia con parecchi e dolorosi riferimenti storici ambientata a Milano negli anni bui della seconda guerra mondiale. La narrazione a più voci ci da la possibilità di leggere e vedere le singole immagini e personalità dei protagonisti, di vivere le emozioni e le motivazioni delle loro azioni. Le figure femminili vengono poste in primo piano, usate per scopi più o meno leciti, offese e umiliate se vengono meno alla logica dei tempi. Il dramma personale nel dramma della guerra, e come dice l'autrice "nessuno esce immune dalle atrocità e dalle ingiustizie di una guerra ".
Come ogni suo libro regala una lettura piacevole ma d impatto con i dettagli storici verificati e raccontati in maniera dettagliata. Il libro e ambientato in un momento davvero crudele, difficile da immaginare ma a leggere certe vicende il brivido lo provoca. Nel contempo la delicatezza nel raccontare sentimenti ed amori mi ha coinvolto.
Mi è piaciuto molto lo stile narrativo, di cambiare il personaggio narrante ogni capitolo, come se si trattasse quasi di uno spettacolo teatrale. La storia in sé non meriterebbe più di due stelle, ma questo stratagemma narrativo gliene fa guadagnare due.
L'autrice mi piace moltissimo, scrive con scorrevolezza e approfondisce ciò che racconta basandosi anche su fonti diverse. Questo libro è incredibile. Leggero nonostante la pesantezza di ciò che racconta. L'ho divorato
Magnifica ricostruzione della Milano del '43. Personaggi “veri”, sofferenze inaudite, drammi. Una realtà di cui anch'io ho sentito narrare dai miei. Una “pietas” che loda l'autrice.
Ho trovato questo libro della Russo bellissimo e coinvolgente. Esattamente come la prima volta in cui lo lessi, circa 4 anni fa. Lo reputo dopo " La Bastarda degli Sforza" uno dei suoi libri più belli e avvincenti.
sono extremely bias perché come racconta storie Carla Maria Russo pochi. Storie mai "allegre" ma piene di emozioni, vivamente sentite e descritte. 1000% raccomandato. (tutti i suoi libri really)