Testo che per due terzi si dilunga sull'analisi delle strutture politiche e giudiziarie dell'epoca di Gesù, sia in ambito romano che in ambito ebraico: per quanto possano essere utili per comprendere la reale forza e i reali obiettivi del Sinedrio e di Pilato, il testo davvero si dilunga troppo in quello che dovrebbe essere un preambolo al succo finale. E il succo arriva, breve ma intenso, ma che occupa poco più di una trentina di pagine finali. Attraverso l'evento della folla che sceglie Barabba al posto di Gesù, nella possibilità di salvare un condannato, Z. analizza alcune modalità di esistenza della democrazia.
La folla che condanna Gesù è composta da persone che, sostanzialmente, vengono condizionate nel loro giudizio dal potere del Sinedrio: non è propriamente libera, ma si lascia condizionare dal potere proprio quando questo le fa credere di avere la possibilità di scegliere. La lusinga nei confronti del popolo in realtà accresce la forza del partito e non del popolo stesso. Affinché ci sia una buona democrazia, c'è bisogno di un pensiero critico che parta dal presupposto che il popolo non sia perfetto, né una divinità, ma fallibile. Per tale motivo, è importante che la democrazia tenda sempre a decisioni che possano essere revocate (e, quindi, la pena di morte non dovrebbe essere auspicata in un sistema che vuole dirsi propriamente democratico). La vera democrazia è realista: sa che il popolo è fallibile e che si può sempre migliorare (ma anche peggiorare). La vera democrazia non crede nel progresso continuo, anzi: proprio perché sa che si può peggiorare, allora cerca di fare di tutto per arginare i dogmi, affinché si possa sempre tornare indietro e sistemare le cose. In sostanza, la democrazia non deve diventare strumento del potere per imporre la propria verità, facendo credere che questa sia frutto della "libera scelta" del popolo che, al contrario, segue la massa condizionata dall'élite.
Per ricordare: "Non vi sono piú istituzioni, non c'è piú processo, non c'è piú diritto. La pressione della folla spazza tutto. Dopo il suo grido vincente, ci sono solo piú atti materiali."