Questa breve storia è scritta in inglese. Lo studio letterario, al di là del suo valore culturale, è anche il maggiore strumento attraverso il quale si realizza l'apprendimento linguistico. Gli studenti analizzano le opere degli autori inglesi in lingua originale; diventa allora opportuno che anche le informazioni su di essi, un loro rapido profilo, l'essenziale valutazione della loro figura letteraria e del contesto storico-culturale delle varie epoche siano forniti in inglese. In questo libro si presenta un panorama, sintetico ma completo, di ciò che di più bello è stato scritto nella lingua di Shakespeare nel corso del gli autori fondamentali della letteratura inglese, dunque, e le loro opere più importanti, evitando elenchi di nomi e di testi che poco aggiungono al quadro d'insieme. Un'attenzione particolare viene invece data, in proporzione, al ricco contributo offerto dagli scrittori di origine africana, australiana e neozelandese, canadese, caraibica e indiana.
Paolo Bertinetti (Torino 1944), professore ordinario di Letteratura inglese, studioso del teatro inglese, della narrativa inglese del Novecento e delle nuove letterature in inglese è autore tra l'altro di Il teatro inglese del Novecento (Einaudi, Torino 1992 e 2003), Storia del teatro inglese della Restaurazione all'Ottocento (Einaudi, Torino 1997 e 2006), Invito alla lettura di Samuel Beckett (Milano 1984) e Dall'India (Milano 1995). Ha curato l'edizione del Teatro completo di S. Beckett (Einaudi, Torino 1995), quella dei Romanzi di G. Greene (Milano 2000), la Storia della letteratura inglese (Einaudi, Torino 2000), English Literature. A Short History (Einaudi, Torino 2010) e Il teatro inglese. Storia e capolavori (Einaudi, Torino 2013). Sempre per Einaudi ha tradotto l'Amleto e La tempesta di Shakespeare.
Trovo che questo sia un buon manuale, sono presenti autori della letteratura inglese che, io personalmente, non conoscevo ed è stato un piacere enorme scoprirli. Anche per quanto riguarda la forma è molto lineare e chiara, non ho trovato grosse difficoltà nella comprensione. Unica pecca è che mancano informazioni su autori rilevanti che sono stati trattati in modo superficiale o che non sono stati trattati affatto.
Ottimo saggio che tratta tutta la letteratura inglese e in inglese dalle origini fino agli ani 2010, tutto scritto in lingua inglese e con parallelismi con altre letterature. Uniche pecche sono le pagine non dedicate a Bram Stoker e Evelyn Waugh, a modo loro autori importanti per la loro rispettiva epoca.
Dopo una prima e veloce lettura, il testo a cura di Paolo Bertinetti, un breve saggio sulla storia della letteratura inglese, andrebbe nuovamente letto, studiato e approfondito nella sua versione integrale divisa in due volumi.
Si presenta come un breve saggio diviso in tre parti, dalle origini ai giorni nostri, curato da: Rosanna Camerlingo, Silvia Albertazzi e Paolo Bertinetti.
La parte curata da Silvia Albertazzi, che tratta periodi importanti come l'epoca vittoriana, è stata la parte storico-letteraria sulla quale ho faticato di più, nonostante gli importantissimi e interessantissimi autori trattati, forse perché mi aspettavo di più, forse perché non tradotta nella maniera più lineare possibile. Il capitolo riguardante l'epoca vittoriana è un continuo, nauseante, ripetersi di "epoca di grande ambiguità", un jolly da giocarsi per giustificare le scelte tematiche del contesto storico di ogni autore o autrice quando non si sa più cosa dire al riguardo.
Gli autori maggiori, come Chaucer, Shakespeare, Milton, Dickens and company, vengono trattati con un massimo di 5-6 paginette; Jane Austen in tre pagine appena e Oscar Wilde viene infilato in mezzo ad altri autori che pare quasi non meritare la giusta importanza. Tutto bene, Oscar?
Volendo sottolineare un ulteriore difetto, non posso non pensare a quante volte i miei occhi abbiano letto frasi tutte uguali del tipo: "l'autore, o l'autrice, spicca non solo per le tematiche scelte, ma anche per la sua brillante scrittura e analisi psicologica", senza minimamente riportare un breve dialogo, o un breve passaggio, per confermare quanto sostenuto. Domanda terra-terra: a me cosa importa leggere "scrittura brillante" se poi questa tesi non viene sostenuta riportando almeno un breve passaggio per poter comprendere e confermare ciò? Siamo alle solite, per qualsiasi manuale di letteratura: ripetere la pappardella scritta di quattro nozioni di un'opera, utili al superamento dell'esame, senza, però, averne rappresentato la bellezza. Oltretutto, proprio in previsione di un esame, viene anche difficile memorizzare così tanti concetti se questi non sono nutriti da un breve passaggio, o dialogo fra personaggi, che ne evochi un minimo ricordo, una minima esperienza immaginaria in chi legge. Si salva giusto qualche verso riportato per due o tre poeti. Per non parlare delle volte in cui tantissimi autori vengono solamente nominati, tanto per aggiungere carne al fuoco, con la scusa del "per ragioni di spazio". Te li impresto io due fogli in più, vamos!
Se non altro, tale breve saggio mi ha permesso di scoprire autori delle letterature postcoloniali, africana, caraibica e indiana, che hanno smosso in me un sincero interesse.
Concludo con il voto, 3 stelle. Utile per avere una panoramica generale.