Juliet aspetta da una vita questo momento. Finalmente una casa da dividere con Simon, un vero e proprio nido d’amore pieno di piante di cui prendersi cura e invaso da profumi di torte appena sfornate. Ma il sogno è destinato a svanire: la prima notte nel nuovo appartamento, Juliet scopre che Simon l’ha tradita con la sua migliore amica. Il suo cuore è a pezzi, il dolore insopportabile, quella casa tanto desiderata d’improvviso è ostile. Niente pare esserle d’aiuto. Finché un giorno, rovistando tra le scatole ancora da aprire, Juliet s’imbatte nei vecchi libri della dolce nonna Violet, con cui è cresciuta dopo che la madre l’ha abbandonata. In quelle pagine ingiallite, ricche di preziosi consigli e piene di appunti, Juliet sembra trovare il conforto di cui è in cerca: forse lì c’è quel che serve per tornare ad amare la sua nuova casa e a curarla come avrebbe fatto un tempo sua nonna, ricette segrete per dimenticare ai fornelli chi l’ha fatta soffrire, o tanti modelli di carta che attendono solo le sue mani, per trasformarsi in splendidi foulard, copricuscini, grembiuli pieni di pizzi. Ma un giorno, nascosta tra quelle pagine degli anni Sessanta, Juliet trova una lettera. Una lettera che parla di qualcuno di cui lei ignorava l’esistenza… Il passato sembra riaffiorare e portare con sé un alone di mistero. E se riviverlo fosse l’unico modo per ritrovare se stessa e lasciarsi andare a un nuovo amore?
Per il 50% del tempo i personaggi di questo romanzo (romanzo???) sono sbronzi. Per il 60% del tempo fanno bilottate una via l’altra. E per il 90% del tempo sproloquiano.
Sì, lo so che il totale fa 200 e non 100. Infatti Amy Bratley è probabilmente l’unica autrice che è riuscita a sparare 200 cazzate ogni 100 che ne ha effettivamente scritte: praticamente un miracolo come quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci da parte di Gesù, buonanima. RIP.
E neppure io sono esente da biasimo, visto che ho fatto la stupidaggine di comprarlo. Ma tant’è, ormai l’ho fatto. :-(
Ci sono i libri che ti appassionano, quelli che ti fanno piangere, quelli che lasciano il segno e quelli che non lasciano niente. Incappare in quest’ultima tipologia di libri è un’esperienza triste per il lettore che cercherà all’istante di rifugiarsi in un’altra lettura, sperando in una più soddisfacente.
Amore zucchero e cannella di Amy Bratley è un romanzo che non riesce ad affascinare. La sua protagonista, Juliet, è una ragazza di neanche venticinque anni che pensa e si atteggia come una donna anziana, di quella tipologia fastidiosa che alterna il vittimismo, al catastrofismo, al puritanesimo.
Ha ancora tutta una vita davanti, ma il suo obiettivo è sposarsi il prima possibile e per cercare di dare forma al suo sogno decide di prendere in affitto un appartamento con Simon, il suo ragazzo. Nel volersi accasarsi presto non ci sarebbe nulla di male, ma avere il così detto “prosciutto sugli occhi”, sì. A Simon della vita di coppia non importa nulla, acconsente solamente per non sentire la sfiancate sequela di lamentele di Juliet, che ripete in continuazione che vuole il suo nido d’amore. Risultato: una casa ammobiliata, un ragazzo fedifrago e un cuore infranto.
Crollato il mondo, Juliet deve risorgere dalle sue ceneri, ma la protagonista di Amy Bratley è tutto tranne che un’araba fenice. Sente di fare una scelta sbagliata dietro l’altra, cova rancore per se stessa, per chi l’ha tradita e se si lascia un po’ andare (ubriacarsi e finire a letto con qualcuno) inizia a flagellarsi ripetendo instancabilmente “io non sono così”, “io non sono una rovina famiglie”.
A questi attacchi di puritanesimo, trova la risposta nel vecchio libro di sua nonna per diventare una massaia provetta e inizia a creare cose fatte in casa, precisamente dei grembiuli. Tra il desiderio di diventare un angelo del focolare moderno e il sentimento crescente per un nuovo love interest, l’autrice infila nella narrazione il mistero della famiglia di Juliet.
Un background disastrato, pieno di misteri. Eppure quello che dovrebbe essere il filo conduttore, la ricerca che si dipana per tutto il romanzo, appare solo a sprazzi senza suscitare alcun fascino. Il risultato è un libro che non intrattiene il lettore, il quale alla fine si stanca degli isterismi della protagonista che a fatica sente vicina.
Le tematiche affrontate sarebbero anche piacevoli, ma Amy Bratley intesse con fatica un romanzo che mostra in tutto e per tutto la sua acerbezza come scrittrice. Magari nelle sue prossime opere avrà modo di crescere, magari saprà approfondire maggiormente i suoi personaggi che ora risultano ritagliati in modo troppo semplice, come delle figurine di carta.
A deludere il lettore che si avvicina al libro, poi, concorre anche il titolo. In Italia spesso e volentieri si traducono (molto) liberamente i titoli dei romanzi stranieri, ma questa volta si è osato troppo. The girls’ guide to homemaking, “La guida delle ragazze per fare cose fatte in casa”, è diventato qualcosa ti troppo distante dal testo e per niente calsante. L’amore c’è, va bene, lo zucchero compare qua e là sottoforma di dolci, ma la cannella? Neanche l'ombra.
I had such high expectations for this book that perhaps I was bound for disappointment, but I find it so hard to be forgiving of a book with what should have been such a good concept that was let down with such awful characters.
On the basic, barebones outline of this story it sounds great - a woman moves into a new flat to discover on the first night that her boyfriend of 4 years had a one-night stand with their former flatmate and then, as she tries to re-evaluate her life starts working through her grandmother's old home-making manuals and finally discovers who she really wants to be.
THAT is the story I thought I was going to be reading, but what I ended up with was with a main character who had zero redeeming features (seriously - zero. She whined, moaned, cried, was hypocritical, was needy, was weak and actively encouraged infidelity after she already knew how much it hurt to be cheated on. But the thing with this book is that infidelity is bad when it's the guy who is cheating, but it's different for a woman (especially if its with another woman *rolleyes*) - did I mention hypocritical?
The male characters in the book with the exception of Dylan (who is infinitely too good for anyone in the book) are all shallow, oafish, idiots which is something I hate in the chick-lit genre. Just because I want a fun book that doesn't make me think so hard, it doesn't mean I need things to be so dumbed down - I don't need it hammered into my head how awful a guy is as a choice by making him a caricature and I certainly don't need the obvious pointed out. In fairness, the female characters in this aren't much better - Juliet's failings are obvious, but her friends and family aren't that much better. Flighty mother, kooky aunt, cheating best friend...in fact the only female character in the book that I cared much for was Hanna (the room-mate who slept with Simon), which I'm pretty sure wasn't the idea considering.
I wanted to love this book. I love vintage stuff, I love romance and Marilyn Monroe and I love mindless chicklit! But not when it's this mindless. Cheap dramatic tricks, the overall tone of hypocrisy by the author, the lack of a sympathetic 'heroine' and the fact that the only real home-making guide stuff we got was at the intro to each chapter. Sadly those excerpts of other peoples books were the most entertaining things about the book and that really makes me sad because as a premise, this should have been great but it was so badly let down in execution.
Juliet is planning her future with her boyfriend Simon when she finds out he has been cheating on her. Now, Juliet is alone in a flat she can’t afford and those of course are not her only problems. This book kept my interest but I found it to be a so-so read. I thank Netgalley for the opportunity to read and review this book.
Juliet and Simon have lived together for awhile and Hanna is their roommate. Juliet has figured she and Simon will marry until, that is, she sees them kissing. Out they went, leaving Juliet with a flat she can’t afford.
Juliet’s childhood was sad in that her mother chose to leave and her Dad committed suicide shortly after. She spent most of her younger years with her grandmother, Violet. Violet has recently passed away and Juliet has been left her house which she must sell. Violet taught her many things like sewing, etc., that many women these days don’t know how to do. One thing she has made is vintage 1950’s aprons with cloth saved by Violet from the time period. Although Juliet has a job, her friends have tried to encourage her to make the aprons to be sold at different boutiques and sites.
The story brings in her friend Imogen who is facing her wedding soon but has a big secret as to why she does not want to go through with it.
We meet Juliet’s mother and learn a secret that the woman kept that has devastated Juliet. With the help of her aunt, she is able to accept it and go on.
The friends all get together and boy can they all drink! A lot of the story is about drinking and hangovers. Juliet is a bit of a slob and she’s also quite immature.
This book is all over the place for me. I see a young woman with low self-esteem, who drinks too much, and has little ambition. I found it difficult to find much sympathy for her. I thought the story would be more about a woman who had discovered some things of the 1950’s that she is emulating today. Not so much. Sorry. Not for me.
Copy provided by NetGalley in exchange for a fair and honest review.
*Avverto che è una recensione negativa al 100%* Allora, partiamo dal titolo italiano... "Amore (ok, ci può stare), zucchero (riferito ai dolci, ancora ancora...) e cannella (DOVE CAVOLO L'HANNO VISTA LA CANNELLA IN QUESTO LIBRO?!?!?!?). Quello inglese è già più coerente alla storia, anche se la guida presente nel libro è del tutto inutile e superflua. La trama......... è inesistente. Juliet si è appena trasferita con il fidanzato nella casa che lei sogna tanto, ma durante la prima notte scopre che lui l'ha tradita con la sua ex convivente Hanna. Bene, per buona parte del libro abbiamo lei che si lamenta, che si piange addosso, che dà la colpa del suo fallimento ai due, insomma una lagna vera e propria. Inoltre (come se non bastasse) è costantemente ubriaca. Va a letto con il suo capo (che indovinate? Si droga) e la sua infanzia è stata un disastro. Ma ovviamente viene salvata da un "principe azzurro", Dylan, che ravviva un po' la trama verso la fine. I personaggi sono completamente stereotipati, tutti (migliore amica, il capo, madre, nonna, zia, ecc.) e lo stile non è niente di che, si scorrevole ma... bah. Questo romanzo (se si può definirlo tale) non mi è piaciuto affatto, il finale è scontato e banale..
Quando prendo in mano un romance ho sempre paura che la protagonista sia una imbranata a cui ne capitano di tutti i colori, che a volte mi fa sorridere, ma che, nella maggior parte dei casi, mi fa alzare gli occhi al cielo per l'assurdità degli avvenimenti. Fortunatamente questo non è il caso.
Juliet, la protagonista, è una ragazza con i piedi per terra, ha un buon lavoro in una casa d'aste, ha un ragazzo da 4 anni e desidera solo una cosa: farsi una famiglia. Purtroppo le cose non vanno sempre come le si desidera e lo si intuisce fin dalle prime pagine. Questo romanzo racconta il presente e, piano piano, il passato di Juliet, aiutandoci a capirla meglio con l'avanzare del romanzo e la maturazione della protagonista.
La scrittura è semplice e scorrevole. Amo quando gli scrittori inseriscono un tocco originale. In questo caso, all'inizio di ogni capitolo, ci sono i consigli per un brava casalinga tratte da riviste degli anni 50 che danno una sensazione retro a tutto il romanzo.
L'ho letto perchè era un regalo. Si lascia leggere, è scorrevole, ma niente di più. La storia è semplice, senza una trama particolare e il finale scontato. La parte più simpatica sono le note a inizio capitolo prese da vecchi libri di consigli per una casalinga/moglie ideale degli anni cinquanta/sessanta: piccole finestre su un'epoca.
Questo libro fa venir fame. Possibile che non facciano altre che bere ( Juliet è costantemente ubriaca, inizio a pensare che l'autrice abbia seri problemi di alcolismo ) e mangiare? In mezzo al libro ad un certo punto c'è addirittura una ricetta ( che voglio provare ). I personaggi sono un pò stereotipati. Simon è sicuramente il peggiore di tutti, antipatico e egoista come pochi. Se si fosse semplicemente limitato a tradirla con la coinquilina credo che sarebbe stato odioso ma diciamo "normalmente odioso", ma ha addirittura avuto il coraggio di raccontare alla famiglia che era stata lei a tradirlo ( per non tornare con la coda tra le gambe ) insomma, come ha fatto lei lì, davanti a sua madre, a non scoppiare e mettersi ad urlare come una pazza? Poi tra l'altra juliet fa tanto la moralista e non fa altro che lamentarsi perché Simon l'ha tradita e bla bla bla, ma lei venti pagine dopo ( una settimana neanche nella narrazione ) va a letto con il suo capo, sposato e con due figli però continua a chiamare "l'amica" Hanna la puttana ( in effetti forse un pò lo era ), ma ovviamente non pensa a sè stessa nello stesso modo, lei ha soltanto " fatto uno sbaglio ". Quando Simon torna a trovarla lei si concede immediatamente, ma come, non lo odiavi perché ti aveva tradito? non avevi detto che non avresti più avuto a che fare con lui? Non ha resistito neanche cinque giorni.. mah. Alcune cose si salvano, altre mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo e tra l'altro cosa c'entra il titolo del libro? Contanto poi che quello inglese è completamente diverso ( so che non ve lo aspettavate, sono così poco creativi i nostri traduttori ), come gli è venuto in mente un titolo che non c'etra ASSOLUTAMENTE NULLA? mah.
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Anche le librerie sono soggette alla moda: ultimamente vanno la cucina, che un po' è un evergreen soprattutto in Italia, i segreti, i libri misteriosi. Questo romanzo si sarebbe prestato al gioco, potendo sfoggiare un titolo come "Il libro delle ricette segrete della nonna" o "Il libro dei segreti della casalinga" - questo avrebbe anche richiamato il titolo originale, ma i misteri del marketing non 44/ R8 9 2|S^^Hc x*e, zucchero e cannella", quindi, invogliano la casalinga annoiata all'acquisto di quella che promette essere una storia di cuore tra i fornelli. Promessa ribadita anche dalla trama, che stuzzica la curiosità con un misterioso libro di ricette per la casa, collezionate dalla nonna della protagonista, che avrebbero reso splendente la dimora e risanato un cuore spezzato: rispetto agli altri romanzi leggeri, questa sembra una caratteristica interessante e originale. Libro in mano, immaginavo un excursus tra soluzioni casalinghe di una volta, consigli per le pulizie, ricette particolari dal profumo antico. Che delusione, però! Le mie aspettative alimentate dalle promesse di cui sopra si sono miseramente infrante di fronte a un nulla di fatto. Il libro di nonna Violet ha un ruolo da comparsa, nominato qua e là, ma mai veramente mostrato. Ci sono sì delle citazioni da riviste d'epoca all'inizio di ogni capitolo, ma non sono altro che note di colore decontestualizzate, che gran poco hanno a che vedere con il tema trattato nelle pagine che introducono. Di zucchero e cannella nemmeno l'ombra, poi - e qui mi chiedo da dove diavolo abbiano pescato un titolo del genere.
This is so terribly written and so cliched that I groaned all throughout reading it. I hated it. If I could have given it 0 stars, I would have. The only reason I forced myself to finish it is because I'm using it as an example of how chick-lit is anti-feminist for a university assignment and it fits the bill perfectly.
The author needs to learn how to 'show, not tell' and how to write without adverbs after every verb. You don't need to write 'she said coldly' or 'she stormed angrily' every single time. This sort of writing would not get a passing grade in a writing class, much less win any awards, unless you're giving out awards for most awkward sex scene. In that case, winner winner, chicken dinner.
Don't waste your money on this. I did and I bitterly regret it.
Niente di sconvolgente o emozionante nè in senso negativo nè in senso positivo. L'ho letto solo perchè me lo sono ritrovata tra le mani a costo zero e ora, dopo essere arrivata alla fine, non penso ne consiglieri l'acquisto. Se vi capita sottomano leggetelo pure, è una storiellina rosa, anche piuttosto banale a dire il vero, che vi terrà occupati per qualche ora, ma non aspettatevi niente di più o rimarrete delusi.
I proudly present "The Girls' Guide to Homemaking" drinking game! Take a drink when:
*Juliet cries. *Juliet drinks alcohol or gets drunk. *Juliet reads her grandmother’s book. *Juliet whines about Simon (ex boyfriend) and/or Hanna (ex roommate). *Juliet says or does something stupid.
Un libro leggero, che racconta come i ricordi, l'aria famigliare di casa e gli antichi ruoli femminili a volte possono curare le ferite per un amore terminato in modo brusco, contro ogni aspettativa. Purtroppo la leggerezza della narrazione rende questo libro a tratti inconsistente: i protagonisti vengono descritti in modo superficiale e risultano vuoti e ridotti in alcuni casi a cliché (le donne sembrano a tratti un po' tutte descritte come ingenue, indecise e "incasinate", gli uomini come bellocci narcisi o surfisti amanti della libertà) e anche la narrazione a tratti risulta superficiale, con eventi e luoghi descritti in modo superficiale. La lettura scorre piacevole ma il libro finisce con l'essere una lettura a metà tra il romanzo femminile e un semplice romanzo d'amore, sebbene forse nelle intenzioni si volesse raccontare di crescita e rinascita femminile. Si poteva fare di più, peccato.
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Juliet was desperate to buy a home with her boyfriend Simon, and when she lays her eyes on Lovelace Avenue she knows that is her home. However, things go badly wrong for Juliet when she finds out that Simon has been sleeping with her best friend Hanna. She throws Simon out, and starts living as a bit of a slob, unsure that she even wants a home without anyone to share it with. Juliet is heartbroken and so she turns to the homemaking books of her beloved grandmother Violet to get her through. She finds herself making beautiful aprons and other homely goods that make her feel like she has a purpose. Juliet finally feels like she has a little control back in her life, and like she’s ready to move on from Simon. Is Juliet going to find true love, and her real home, ever again?
I will be honest and say I was initially drawn to this book by its beautiful cover. It’s really different, quite old-fashioned looking but after reading it, it suits the book absolutely perfectly and makes it even more kitsch and charming! This book is author Amy Bratley’s debut, and while this is a somewhat overdone subject in chicklit – girl finds out boy is cheating on her, girl struggles to move on but does so and pursues new love – but Bratley dresses this up within a desire to create a real home, and all the things that go with that. I was utterly charmed by this book, and really enjoyed every single page, I found myself not wanting to put it down, even as the clock ticked on every night.
Juliet is the lead character and one I instantly adored. You can see that all she craves is a home, a stable home with someone who loves her and she thought she had that with her boyfriend Simon. When she finds out he’s been sleeping with their old flat-mate and Juliet’s best friend, she is of course heartbroken, and kicks him out. You can feel Juliet’s pain right from the off, and it was good to see a strong female character, one ready to kick out a cheating man and not accept his excuses. I loved Juliet as a character, and as the story progresses and we learn more about her, you can’t help but empathise and feel sorry for her.
Juliet was abandoned by her own mother after the death of her father, and soon it becomes clear why Juliet is so desperate to create a home for herself. As we grow up, we all want a nice home to live in, with nice things and homely bits and bobs around the place, but Juliet soon gives up on that hope once Simon leaves and lets her place turn to ruin – who wants to worry about washing floors and washing up when you’re heartbroken? This is exactly what I love about the book – it’s very real, all the emotion we get from Juliet feels very real and you can imagine yourself behaving the same as Juliet if you were ever unfortunate enough to find yourself in her position. I just wanted to give her a big hug!
There is an interesting subplot involving Juliet’s best friend Imogen and her fiancé Jonathan. This was quite a curveball in the book, it didn’t seem to fit in at all with the main plot of Juliet’s messed up love life and moving on from that, but at the same time it made for great reading because I was curious to see how it would pan out for Imogen. It was good to read a strong female friendship too after the dissolution of the one between Juliet and Hanna at the beginning, and it shows how a good friend will pick you up even when you’re at your lowest ebb. I really enjoyed it, it was well handled by the author, and while I was worried initially about how it would suit the book, it did so very well by the end and I felt like it definitely belonged.
As you can probably tell by my review so far, the book was a joy to read. Each of the chapters were begun with a quote from a homemaking book of yester-year, and these were charming little anecdotes. I loved how Juliet embraced the things her grandmother had written for her in her own homemaking book too, and Bratley describes the aprons, and sewing and other things Juliet creates so well, I could visualise in my mind what she was doing and the gorgeous 1950′s print aprons. Bratley has a way of drawing us into Juliet’s world so quickly and easily that you’re pulled into the book from the beginning, and are loathe to leave it until you turn the very last page. A very enjoyable and wonderful read.
Questo romanzo parla di Juliet, della sua crescita personale e di come spesso un pensiero sbagliato che si insinua nella nostra mente possa farci vivere in modo sbagliato ogni singolo momento. Lei viene da una famiglia poco convenzionale, sua madre Ava è sempre stato una ragazzina incosciente senza senso della responsabilità, suo Padre Charlie purtroppo muore annegato, colui che è sempre stato la sua ancora, l'unico su cui poteva contare, che l'accudiva com era giusto accudire la propria bambina, ma se ne andò quando lei aveva solo 8 anni e fu cresciuta da Violet la mamma di Ava, e dalla sorella di Violet, JoY. Nonostante sia una ragazza brillante e talentuosa è molto, forse troppo emotiva e pessimista. Durante il libro ci sono altri personaggi che hanno un certo rilievo della sua vita, nella sua crescita personale tra cui Simon ( ragazzino infantile, viziato e rammollito), Philips ( datore di lavoro viscido e senza valori) Dylan ( un collega ,gentile simpatico ma anche lui con demoni del passato), Rosie ( di cui purtroppo poi nonostante la figura incisiva non viene poi raccontato molto, quasi nulla, ed è un peccato !) Imogen ( la sua migliore amica da sempre). Non voglio dare più dettagli di quelli che già non ho dato. Ma ho trovato la storia inizialmente un po' macchinosa, forse ero io che non mi focalizzavo bene ma dopo devo dire che non riuscivo a staccarmi, mi sono rispecchiata in lei in moltissime cose, in alcuni sogni e nel grande amore per il papà. Ho immaginato e provato durante la lettura le sue emozioni durante ogni fase, ogni rapporto umano, ogni soddisfazione personale. E quel suo essere un po' fuori dagli schemi, un po' all'antica è qualcosa in cui mi rispecchio moltissimo, infatti mi sono salvata i super consigli di nonna Violet dalle ricette per i tartufi a al cioccolato e il Margarita alle piccole accortezze per avere una casa ospitale e che ti rispecchi. Personalmente consiglio questo libro se però vi Piace il genere, se non siete persone da romanzo rosa direi che questo è abbastanza "melodrammatico".
Una storia davvero molto carina, una lettura leggera per passare qualche ora di puro svago. Juliet è una ragazza felice, ha appena traslocato nella casa dei suoi sogni con il fidanzato di sempre… peccato che Juliet-le tazzine di yokola prima notte nella nuova casa, Simon la chiami Hanna… Ovviamente lei non la prende affatto bene, specie quando, per telefono, la sua ex coinquilina le confessa di essere andata a letto con Simon. Di punto in bianco il futuro di Juliet, quello che lei aveva attentamente programmato, è finito in pezzi. Così si ritrova in una casa vuota… Per distrarsi e tirarsi su di morale decide di buttarsi anima e corpo nel lavoro, ad aiutarla ci pensa anche sua nonna che “dall’aldilà” le fa trovare un prezioso quaderno pieno di idee e trucchi per essere un’ottima padrona di casa. Dopo qualche giorno, Simon le chiede un incontro… Juliet decide di vederlo sperando in cuor suo che lui si getti ai suoi piedi implorando perdono. La verità è ben diversa sto… difficile trovare un termine educato, le comunica che ormai lui sta con Hanna e quindi è tutto finito. La ragazza reagisce come ci si può aspettare: rovesciandogli addosso il caffè.
Per terminare questo libro ho impiegato quasi due mesi; il motivo principale erano i miei impegni personali, però anche il romanzo in sé (diciamolo) non mi è venuto troppo in aiuto. Come lettura, complessivamente, non mi è dispiaciuta ma, certi passaggi e accadimenti mi sono parsi insulsi, mosci, poco interessanti. Secondo me, la causa principale di questo problema sono i personaggi: alcuni tracciati con linee talmente tanto sfumate che si perdono nell’anonimato, altri al contrario caratterizzati in maniera così marcata da risultare quasi grotteschi. L’unica che salvo e che ho davvero apprezzato è stata la protagonista.
Finalmente il sogno di juliet, una ragazza di Londra, si avvera. Andrà a vivere un nuovo appartamento con il suo fidanzato da ormai quattro anni di nome Simon- Ma la prima notte nel loro nuovo appartemento scopre che il ragazzo l'ha tradita con la loro ex coinquilina nonchè cara amica di Juliet. Distrutta dal dolore e con Simon che cerca di ricnquistarla, Juliet cerca di sistemare la nuova casa e mettendo ordine tra i vecchi libri della nonna trova una lettera di sua madre e la foto di una bambina. Juliet non sa ancora che quel libro oltre ad averle svelato un segreto di famiglia le regalerà l'inizio di quela che sarà la sua nuova vita.
Doveva essere un libro rosa, niente di impegnativo, utile ad alleggerire momenti pesanti... No! Cominciamo con il dire che il titolo non c'entra assolutamente nulla con la trama, la protagonista e le sue amiche/parenti poi agiscono dalla prima pagina all'ultima con la mente ottenebrata dall'alcool. Ad ogni evento che si verifica, la soluzione è ubriacarsi, poco importa se questo va a creare pasticci su pasticci (e ce ne sono tanti!)... e comunque dopo l'ennesimo pasticcio ci si ubriaca comunque... Alcune situazioni non si chiudono e ho faticato davvero tanto ad arrivare alla fine...
Complicated story line that's told well. A little bit of a let down from a homemaking prospective, not a great deal -considering the book's title. Overall, an easy and satisfying read.
Partiamo dal positivo. L'autrice scrive bene e la trama di per sé è intrigante. L'idea poi del libro della nonna è affascinante. Ho amato anche l'idea romantica/vintage che ha la protagonista del suo futuro e della casa, ma ahimè non fa nulla (se non cucire grembiuli) per rendere reale quei suoi sogni. C' è amore, gelosia, suspense, un passato che ritorna coi suoi fantasmi, un libro vintage con consigli preziosi deliziosi quelli messi all'inizio di ogni capitolo), una migliore amica, Imogen, che sta per sposarsi ma scopre di essere... E poi viene il ma. Se cercate un romanzo che nulla centri col titolo e non dia le stesse vibrazioni provate dalla sinossi, lo avete trovato. Se lo leggete come fantascienza e comicità, ci sta. I protagonisti non sono ben dettagliati, ma disegnati solo tramite le loro sbronze colossali, l'incapacità di reagire e una fortuna sfacciata che capita senza meriti. Le battute non sono particolarmente coinvolgenti e talvolta si fa fatica a capire chi le dice.. Il famoso libro della nonna Violet più che aiutare, spinge la protagonista a deprimersi e a procrastinare qualsiasi cosa (ebbene sì! la sua casa è simile ad una discarica con scatoloni, cibo anche sul pavimento per giorni e nessuno che la pulisca...piccolo spoiler, la lascerà così e la puliranno due amiche che ci vanno ad abitare e lei si trasferirà temporaneamente da una zia). Potreste divertirvi quando lei ubriaca al limite del coma, con vesciche sanguinolenti e tacchi alti, sale la scala esterna di un palazzo per arrivare sul tetto con un bicchiere in mano. Oppure quando lascia la sua casa con cibo marcescente ma ritiene corretto sistemare il letto dove ha dormito una notte in un hotel di lusso. O quando le dicono che Dylan, il ragazzo che le piace, ha lasciato la sua ragazza ma lei lo crede ancora ostinatamente con lei ed è cieca di gelosia tanto da inviare lettere intimidatorie!
The title of this book takes me back in time.The years were the women were the homemakers and did almost everything to please their husbands.
There is nothing wrong of course with spoiling your loved one or trying to make your home as cosy, warm and welcoming as possible.
The story mixes vintage with modern. I loved the tips where you learn you don't needs our modern cleaning products to make something shine or which meal you should prepare when you want to impress someone you have your eye on.
I had the feeling that Juliet was surrounded by people who did not respect her because they were not honest. Her flatmate, boyfriend best friend, mother, aunt, grandmother, boss... they all had something to hide form her and even the person who she could see a future with was not very kind to her.
I know people deserve a second chance, but in my opinion Juliet would have been better off to pack up and move somewhere far away from these people.
I would have loved more vintage tips because they were fun to read and really helpful. :)
In my opinion this book was filled with self centered people on the one hand and people who could not make up their mind on the other hand and that's because they wanted all the advantages and as less disadvantages as possible.
I liked the story but I would have love to jump between the pages to kick some people in the behind. 4 stars
Juliet non vede l'ora di condividere con Simon un vero e proprio nido d'amore con il profumo di piante e torte appena sfornate. Ma questo sogno era troppo roseo per essere vero, infatti Juliet scoprirà che Simon l'ha tradita con la sua migliore amica. In preda alla disperazione Juliet prova a distrarsi e finirà con trovare dei vecchi libri di sua nonna Violet. In quelle pagine ingiallite lei trova un sacco di ricette segrete e piccoli consigli per prendersi cura della propria casa. E non solo, Juliet troverà anche una lettera d'amore che cela tanti segreti e suscita la sua curiosità.
Opinioni personali
Questo romanzo ha subito catturato la mia attenzione e, le numerose vicende di Juliet, l'hanno mantenuta fino alla fine. È una storia semplice e che insegna a prendersi cura di se stessi dello spazio che ci circonda per trovare la felicità. Mi piace molto la tenacia di Juliet, nonostante attraverserà momenti buii, e anche il suo carattere solare e impacciato. Ho anche apprezzato lo stile dell'autrice, che ti fa sempre sentire a casa.