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Meno e meglio. Decrescere per progredire

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La felicità, il benessere, la qualità della vita non hanno alcuna relazione diretta con la ricchezza materiale. Avere molto non significa stare bene. Al contrario, staremo meglio se sapremo proporci come obiettivo non il meno, ma il meno quando è meglio. Maurizio Pallante racconta in queste pagine una rivoluzione fatta di semplicità, di ragione e di rispetto, che si fonda sulla scelta di ridurre la produzione e il consumo delle merci che non soddisfano nessun bisogno. Dalla crisi di oggi - che è ambientale, energetica, morale e politica, oltre che economica - si potrà uscire se la società del futuro saprà accogliere un sistema di vita e di valori fondato sui rapporti tra persone, sul consumo responsabile, sul rifiuto del superfluo.

152 pages, Paperback

First published January 1, 2011

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Maurizio Pallante

30 books3 followers

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Marco Svevo.
434 reviews21 followers
August 25, 2017
"la decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve" Pp. 48-50 a 5 stelle. Decrescita:recessione=dieta:starvation. "...LA SCUOLA FINALIZZANDO L'ISTRUZIONE ALLA FORMAZIONE DEL LAVORATORE E NON DEL CITTADINO.." ma neanche del lavoratore, direi. "La competitività è uno degli aspetti peggiori degli esseri umani di sesso maschile". "I PARTITI SONO SOCIETA' COMMERCIALI CHE HANNO COME RAGIONE SOCIALE LA GESTIONE DEL FLUSSO DI DENARO DERIVANTE DAI PRELIEVI FISCALI" (p.130). e ho detto tutto. anzi, l'ha detto pallante.
4 reviews
February 22, 2022
Altamente consigliato per incrementare o quanto meno creare un'impronta di consapevolezza in quanto consumatori. Do il massimo dei voti perché anche se ho letto il libro svariati anni fa, comunque mi rimane caro.
Profile Image for Mangoo.
258 reviews30 followers
November 5, 2013
Il concetto di decrescita può sembrare nichilista e retrogrado prima facie. Ciò dipende più da un problema di condizionamento culturale che di sostanza. La società industriale consumistica attuale postula l'equivalenza tra crescita e progresso, tra merci e beni, tra occupazione e produzione. Basta iniziare a intendere che i primi sono solo parziali sottoinsiemi dei secondi per slegarsi da questi schemi mentali, indotti ma che appaiono come una seconda natura per chi ci è immerso dalla nascita. De-crescita sembra pertanto l'opposto della crescita e dunque l'opposto del progresso, e quindi in chiave post-illuminista del miglioramento stesso. Lo shock formale si aggira semplicemente apprezzando che la decrescita si basa invece su un principio di buon senso: evitare la produzione di merci che non sono beni, e dunque inutili. Ovvero, la migliore fonte di miglioramento è l'eliminazione dell'inutile ad un accrescimento effettivo del benessere di vita. Questa impostazione scardina radicalmente quella vigente nelle società moderne incentrate sull'efficienza della produzione, sull'induzione della necessità del consumo e sul consumo di tempo in attività finalizzate all'aumento di PIL e non al benessere reale.
Pallante è un portavoce rispettabile di questa corrente di "decrescita felice", abbondantenemte denigrata dall'establishment finanziario e politico per evidente conflitto di interesse. Il libro cerca innanzitutto di de-programmare i lettori e dipanare il concetto di decrescita nella sua impostazione e nelle sue ramificate possibili conseguenze. Si tratta spesso di un esercizio conformista, ed è evidente che la crisi attuale lo richieda in ogni caso. Nuovi indicatori economici, nuove modalità di acquisto solidale, mode durature, saper fare piuttosto del fare tanto, priorità ai rapporti umani e ben vivere sul tanto fare per la produzione. Un punto cardine ripetuto costantemente nel libro è che un effettivo miglioramento delle condizioni di vita (economiche, ambientali, sociali) può risultare in una diminuzione del PIL, il che è da interpretarsi come un ulteriore conferma dell'inadeguatezza di questo indicatore nel miglior caso parziale della performance di una società.
Il limite maggiore del testo è certamente una certa tendenza a semplificare le analisi economiche, e a presentare la decrescita come la matrice di ogni forma di miglioramento possibile (viceversa, il consumismo come la fonte di ogni male). Tuttavia, lo stile è pacato e non sfocia quasi mai nella vena della predica, piuttosto fornisce molti spunti di riflessione personale e maniere di reinquadrare le proprie attività quotidiane che possono essere facilmente migliorate con piccole accortezze e fuori dagli schemi e condizionamenti imperanti. La decrescita è in fondo probabilmente connaturata allo spirito di molte persone -- essendo in sostanza buon senso congiunto a tecnologie avanzate per far si che tutto il prodotto sia un bene e si eliminino i rifiuti -- e il libro aiuta soprattutto a corredare una impostazione personale con un quadro di riferimento storico-culturale più vasto.
Raccomandabile per una sana introduzione a questa via al miglioramento.
Profile Image for Bobparr.
1,151 reviews91 followers
August 5, 2017
Non e' - non vuole essere - un libro di lettura, bensi' di 'apertura degli occhi'. Poco di nuovo, qualche scivolata semplificatrice, una utopia comunque necessaria. Il grande successo sara' quello di trasformare una decrescita gia' presente e obbligatoria, da infelice e sofferta a felice e razionale. --- Apr 2014 Poi, ogni tanto una rinfrescata non puo' fare che bene
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